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Afghanistan: La Russa, altri 100 istruttori

Il ministro della Difesa: pronti ad inviarli subito, ma decisione finale spetta al premier

14 ottobre, 19:23
Graduation ceremony of Afghan soldiers in Herat
Graduation ceremony of Afghan soldiers in Herat
Afghanistan: La Russa, altri 100 istruttori

BRUXELLES  - ''La decisione finale spetta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma da parte del ministero della Difesa e mio personale siamo pronti a mandare da subito fino ad ulteriori 100 istruttori in Afghansitan senza particolari e gravi aumenti di costi''. Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, a margine della ministeriale congiunta Esteri e Difesa della Nato, in corso a Bruxelles. "Ho incontrato finora solo per i saluti Bob Gates, il ministro della Difesa Usa - ha spiegato La Russa - e abbiamo avuto modo di accennare all'Afghanistan, un tema che oggi non è all'ordine del giorno di questa riunione, soprattutto per quanto riguarda gli istruttori. Ancora una volta Gates ha segnalato l'opportunità di incrementare e dare sempre più importanza agli addestratori, nel segno di quell'impegno a consentire che siano gli afgani - il governo, le forze armate, la polizia - in un tempo relativamente breve, a farsi carico da soli della sicurezza nel loro Paese". "Ieri in Parlamento - ha proseguito La Russa - ho parlato di un incremento degli addestratori militari che avverrà quando cominceremo a far rientrare i soldati del contingente; ma poi c'é la fase attuale, che non ha a che fare con la strategia futura, in cui non si parla di rientro, si parla anzi di incrementare le forze. E io sono favorevole ad andare oltre l'incremento già previsto con gli istruttori che ci sono stati richiesti, un centinaio. La decisione finale spetta a Berlusconi, io ho dato parere favorevole: fino a 100 istruttori é un incremento che la Difesa è in grado di sopportare senza particolari incrementi di costi". Il ministro della Difesa ha spiegato che "già adesso noi siamo pronti perché sappiamo che più istruttori ci sono, meno dura la fase di transizione. Al termine della fase di transizione per la zona ovest, dove sono schierati i militari italiani, io ho detto ieri e ribadisco - ha concluso - che noi saremo sempre pronti a rimanere finché durerà la missione in Afghanistan, ma riducendo progressivamente in modo sensibile il numero di 'combat' e aumentando il numero degli istruttori". Il ministro ha quindi ripetuto che "la decisione finale spetta al premier, ma la Difesa e io personalmente, dopo aver consultato le Forze armate, non solo siamo pronti ma siamo pronti a farlo fino a 100 uomini senza particolari aumenti di risorse".

CHIEDONO ISTRUTTORI PERCHE'SONO BRAVI - La Nato chiede all'Italia più istruttori militari delle forze di sicurezza afghane "perché i nostri sono considerati i più bravi del mondo". Lo ha detto a Bruxelles il ministro della Difesa Ignazio La Russa a proposito della "ripetuta richiesta" avanzata dall'Alleanza atlantica, e non solo, al governo italiano di un maggior numero di addestratori. "I carabinieri - ha spiegato La Russa - considerati un'eccellenza nell'addestrare le forze di polizia e così pure gli ufficiali delle altre forze armate come istruttori dei militari. E' per questo che riceviamo questa sollecitazione". Il ministro ha quindi ribadito che "fino a 100 istruttori in più" è una richiesta alla quale si può aderire "senza un particolare sforzo"; "oltre i 100 uomini - ha aggiunto - possiamo farlo, ma ciò comporterà un impiego più consistente di risorse".

RESTEREMO FINO RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI - In Afghanistan "guardiamo a degli obiettivi:possiamo presumere quando li raggiungeremo, ma se l'obiettivo non viene raggiunto resteremo lì oltre qualsiasi data che abbiamo detto". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in una conferenza stampa congiunta con il responsabile della Farnesina Franco Frattini, a margine della ministeriale Esteri-Difesa della Nato a Bruxelles. La Russa, tenendo sempre ferma la data del luglio 2011 come avvio del graduale rimpatrio dei militari italiani, si è detto d'accordo con il ministro Frattini sul fatto che non si possa, né si debba, anche per motivi di sicurezza, anticipare quando il processo di transizione si concluderà e in quali aree questo avverrà prima che altrove. In particolare, ha spiegato il ministro "nessuno ha ipotizzato che si cominci da una zona in danno di un'altra" e non è vero che gli sforzi si concentrano di più nelle aree in cui è più vicina la restituzione del territorio agli afgani: "Al contrario gli sforzi maggiori da qualche tempo sono concentrati nell'Helmand", una provincia ad alta densità talebana e non sarà certo la prima in cui si completerà il processo di transizione. "E' chiaro ed è evidente, però - ha aggiunto - che ad Herat e dintorni operano ormai quasi esclusivamente l'esercito e le forze di sicurezza locali. E quindi si può dire che nell'ovest, dove sono schierati i militari italiani, ci sono delle zone già riconsegnate di fatto". Questo fa ritenere che, come ha detto ieri in parlamento il ministro, già entro il 2011 potrebbero tornare a casa i militari italiani 'combat', mentre sul posto resterebbero solo degli istruttori. Ma La Russa ha oggi sottolineato che la missione è comunque legata a un obiettivo: "possiamo presumere quando lo raggiungeremo, ma sino a quando l'obiettivo non viene raggiunto resteremo li oltre qualsiasi data che ci siamo detti".

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