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Bossi: andare presto a elezioni. Siamo in una palude

Casini ai suoi: rischio voto a settembre

11 agosto, 08:59
Silvio Berlusconi e Umberto Bossi
Silvio Berlusconi e Umberto Bossi
Bossi: andare presto a elezioni. Siamo in una palude

ALASSIO (SAVONA) - "Ora lo sapete che cosa succederà vero? Il Pd cercherà a tutti i costi di varare un governo tecnico, ma la verità è che loro hanno paura del voto. E anche Fini ha paura di andare al voto. Invece dobbiamo andare presto alle elezioni perché siamo in una palude e dobbiamo uscirne al più presto". Lo ha detto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ad Alassio per assistere alla selezione regionale di Miss Padania. "Andiamo al voto allora e vedrete che cosa deciderà il popolo - ha aggiunto Bossi - Ci sono due persone che prenderanno i voti: quelli sono Bossi e Berlusconi. Lo ha detto Cota stamattina sulla Stampa e ha ragione".

"FINI? IN BERLUSCONI L'AVREI BUTTATO FUORI SUBITO" - "Fini? Se io fossi stato al posto di Berlusconi l'avrei buttato fuori subito. Ma se ti scarica, uno che cosa deve fare?". Lo ha detto Umberto Bossi che ad Alassio ha partecipato alla selezione di Miss Padania per la Liguria.

NATURALMENTE SAREMO ALLEATI CON BERLUSCONI - "Se andremo alle elezioni naturalmente saremo alleati con Berlusconi che è una persona perbene. Perché mai dovremmo sparargli alla schiena?". Così Umberto Bossi intervenuto ad Alassio alla selezione regionale di miss Padania. "Comunque se andassimo a elezioni - ha proseguito Bossi - sicuramente la Lega vincerebbe. Ma il Pd ha una paura folle di andare al voto e questo è il risultato. Siamo fermi al palo, ci troviamo in una situazione difficile e a noi della Lega Nord questa situazione non va più bene. Andiamo al voto, torniamo presto alle urne e vedremo chi è il più forte".

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BERLUSCONI SFIDA FINI SU PROGRAMMA. FLI, SI RISCHIA CRISI

di Yasmin Inangiray

Silvio Berlusconi blinda i suoi 4 punti del programma mentre i finiani minacciano la crisi se continuano gli attacchi del pdl a Gianfranco Fini. Una situazione che il leader della Lega Umberto Bossi sintetizza con una frase: dobbiamo andare al più presto alle elezioni, siamo in una palude. Il senatur punta il dito contro l'ex leader di An sostenendo che al posto del premier lo avrebbe già cacciato. Poi rassicura, in caso di voto anticipato il Carroccio continuerà ad essere alleato di Berlusconi. Il Cavaliere, dopo mezza giornata di relax a villa Campari sul lago Maggiore è tornato di nuovo al lavoro ad Arcore. Silvio Berlusconi si è concesso qualche ora di riposo lontano dalla residenza milanese e dalla 'guerra' in corso tra Pdl e finiani che, nonostante il ferragosto alle porte, non conosce tregua. Ad alimentare le polemiche politiche c'é stato anche l'affondo di Famiglia Cristiana che nel suo editoriale denuncia "il vuoto di leadership" e l'assenza di una classe dirigente. Una stilettata preceduta da Avvenire, il quotidiano dei vescovi che invece aveva criticato l'ipotesi di aggregazione di Fli al terzo polo con Rutelli e Casini, viste anche le dichiarazioni di Benedetto della Vedova sulla legge 40 e la regolarizzazione delle coppie gay. Il Cavaliere che, a quanto pare ha intenzione di rimanere ad Arcore ancora qualche giorno, (anche se non si esclude una puntatina in Sardegna nel week end) ne approfitta per mettere a punto la strategia in vista di settembre. La convinzione è quella di presentare l'ormai famoso piano in 4 punti su cui chiedere la fiducia alla maggioranza, e nel caso di mancanza di numeri prendere atto che la legislatura non può andare avanti aprendo così la strada al ritorno anticipato alle urne. La tenuta del centrodestra, ha continuato a ripetere il Cavaliere anche in questi giorni, si verificherà nelle Aule parlamentari. Ai finiani saranno sottoposti una serie di punti programmatici, è il ragionamento, starà poi a loro assumersi la responsabilità di votare in dissenso dalla maggioranza. Difficile capire cosa accadrà a settembre con la ripresa dei lavori, ma certo una 'tregua' tra Pdl è Fli al momento pare difficile. Al centro dello scontro infatti resta sempre la richiesta di dimissioni che i parlamentari del Pdl continuano ad avanzare a Gianfranco Fini. Un pressing, quello avanzato dagli ex azzurri, a cui Italo Bocchino risponde con un avvertimento: "Chiedendo le dimissioni del presidente della Camera - avverte - Berlusconi rischia di aprire una crisi istituzionale senza precedenti. Bisogna ripartire da un vertice di maggioranza". Non nasconde lo scetticismo su un evolversi in positivo della situazione nemmeno Bendetto della Vedova: "Siamo in alto mare", dice pessimista: "I quattro punti tanto invocati restano dei temi da svolgere, una base di partenza per ragionare. Ma - osserva - Il clima è importante e i continui attacchi dei 'manganellatori' a Fini di certo non aiutano, anzi". Intanto un gruppetto di parlamentari finiani potrebbe vedersi nei prossimi giorni per studiare delle controproposte per integrare il programma del cavaliere. Ma le argomentazioni di Della Vedova non piacciono ai parlamentari del Pdl: "Sarebbe ora che i finiani scendessero dal piedestallo della presunzione e capissero che saranno trattati come loro hanno trattato gli altri", replica Massimo Corsaro, tesoriere del partito. Mentre Fabrizio Cicchitto preferisce chiamare in causa direttamente Bocchino: "Chi è causa del suo mal pianga se stesso",sottolinea il capogruppo del Pdl alla Camera che indica nel presidente dei deputati di Fli il 'colpevole' dell'attuale situazione politica: "Non può dare tante lezioni,perché nell'arco di questi ultimi mesi è stato protagonista di polemiche violentissime che hanno portato a questa situazione di crisi politica". La tensione tra Pdl è Fli si riproduce poi nella guerra tra quotidiani e fondazioni. E se il Giornale di Vittorio Feltri, che ha avviato una campagna di raccolta firme per chiedere le dimissioni dell'ex leader di An dalla presidenza di Montecitorio, annuncia l'arrivo di "una valanga di sms, fax ed mail che in poche ore ha invaso la redazione", Farefuturo, la fondazione presieduta da Fini nel suo editoriale parla di "squadrismo mediatico" contro il presidente della Camera: "La politica pidiellina che è finita in questi giorni sotto gli occhi dell'Italia - si legge nell'editoriale - è un susseguirsi di manganellate contro il 'traditore' Fini, l'uomo che ha osato sfidare il capo supremo".

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