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Di Pietro a Fini e Camere: bocciate il ddl

Una legge che, a detta del leader dell'Idv "mina lo stato di diritto"

18 giugno, 15:22
Bossi-Fini
Bossi-Fini
Di Pietro a Fini e Camere: bocciate il ddl

ROMA - Antonio Di Pietro auspica che il presidente della Camera Gianfranco Fini ed il Parlamento, boccino il ddl sulle intercettazioni. Una legge che, a detta del leader dell'Idv "mina lo stato di diritto perché impedisce ai magistrati di scoprire i delinquenti, assicurandoli alla giustizia, e all'informazione di far sapere ai cittadini di come stanno le cose". "Per questa ragione - spiega Di Pietro - ci auguriamo che il presidente della Camera e il Parlamento boccino, blocchino questa pretesa di Silvio Berlusconi di farsi un'ennesima legge per farla franca".

BOSSI: "SERVE ACCORDO CON COLLE" - "Se tra Berlusconi e il presidente della Repubblica si trova una soluzione si può andare avanti. Speriamo di trovare una soluzione". Lo afferma il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, al termine di un incontro alla Camera con il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini sul tema delle intercettazioni.

'Bisogna dare un'accelerazione per travare una via d'uscita e per farlo bisogna parlare con Berlusconi e il Capo dello Stato perché se il presidente della Repubblica non firma siamo fregati". Afferma il leader della Lega conversando con i giornalisti. A chi gli chiede se ci sia già una soluzione il senatur risponde: "su alcuni punti si può lavorare, una soluzione ancora non c'é ma sono fiducioso".

La presa di posizione di ieri del leader della Lega Nord Umberto Bossi che si era detto pronto a prendere in considerazione l'ipotesi di modificare il ddl intercettazioni è piaciuta al presidente della Camera Gianfranco Fini. Quando stamattina Bossi si è avvicinato in Aula allo scranno presidenziale, Fini lo ha ringraziato della sua 'apertura' sul fronte del ddl e l'esponente del Carroccio ha chiesto un breve colloquio proprio per fare il punto sul provvedimento. Il colloquio tra i due leader della maggioranza si è svolto nella sala del governo, proprio dietro l'Aula di Montecitorio, ed è durato oltre 20 minuti.

BONGIORNO, DDL VA APPROFONDITO E CAMBIATO - Nel ddl intercettazioni ci sono dei punti che andrebbero rivisti per poi essere eventualmente modificati. E' questo, in estrema sintesi, il principio espresso dal presidente della commissione giustizia della Camera nella sua relazione sul ddl intercettazioni. I nodi che, secondo Giulia Bongiorno, andrebbero sciolti sono quelli che riguardano la proroga della durata degli ascolti di tre giorni in tre giorni, l'intercettabilità dei cosiddetti 'reati satelliti', la responsabilità giuridica dell'editore che lascerebbe aperto il problema della possibilità per quest'ultimo di interferire con il lavoro e l'indipendenza del direttore, i quattro anni di condanna previsti come pena massima per il reato delle registrazioni fraudolente.

"Nella mia relazione - sottolinea la consulente giuridica di Fini al termine della seduta di commissione - ho evidenziato gli aspetti sui quali mi piacerebbe che si aprisse una riflessione e sui quali, a mio avviso, dovrebbero esserci un approfondimento e delle modifiche". "Io devo esprimere le mie perplessità nelle sedi competenti - prosegue - non so se sono corrette, ma è mio dovere esprimerle". Anche la Lega si è detta favorevole, con il deputato Luca Paolini, all'ipotesi di approfondire il testo licenziato dal Senato e di prevedere un calendario di audizioni per esaminare con la dovuta attenzione i punti più controversi".

RADIO VATICANA,DDL NON CONFORME A DOTTRINA - Dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa, "oltre al dovere c'è anche un diritto all'informazione" e, letto in questa luce, il ddl sulle intercettazioni "è una legge che limita il potere d'indagine, e quindi della magistratura, e anche quello d'informazione". Ad affermarlo è la Radio Vaticana, in una intervista a un docente di Filosofia politica, Antonio Maria Baggio dell'Istituto universitario Sophia di Loppiano (Firenze), che fa capo ai Focolari. Dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa, "oltre al dovere c'è anche un diritto all'informazione", e sono diversi gli "interrogativi" posti dal ddl.

CAMERA: NIENTE INTERCETTAZIONI A RIUNIONE CAPIGRUPPO LUNEDI' 21 - Non si parlera' del ddl intercettazioni, nella conferenza dei capigruppo convocata per lunedi' alla Camera. Lo si apprende da fonti della presidenza, che spiegano che la conferenza dei presidenti di gruppo di lunedi' 21 giugno e' stata convocata dal presidente della Camera Gianfranco Fini unicamente per definire i lavori dell'Assemblea per la prossima settimana. Cio' si e' reso necessario - riferiscono le stesse fonti - in relazione ai tempi di approvazione da parte del Senato del decreto legge in materia di spettacolo e attivita' culturali, che risultava iscritto in calendario alla Camera gia' da lunedi' prossimo, e per il rinvio richiesto dalla commissione agricoltura di due provvedimenti di sua competenza previsti per la prossima settimana.

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