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Pedofilia: Papa, e' ora di fare penitenza

Benedetto XVI: ''Finora l'abbiamo evitata ma adesso e' necessaria di fronte agli attacchi''

15 aprile, 20:54
Benedetto XVI
Benedetto XVI
Pedofilia: Papa, e' ora di fare penitenza
(di Fausto Gasparroni)
 
CITTA' DEL VATICANO - Per la Chiesa e' giunta l'ora di ''fare penitenza'', una parola che finora le era apparsa ''troppo dura'': nell'imperversare dello scandalo pedofilia, e di fronte agli ''attacchi del mondo che ci parlano dei nostri peccati'', Benedetto XVI ha invitato oggi a ''riconoscere cio' che e' sbagliato nella nostra vita'', unico modo per aspirare alla ''purificazione'' e al ''rinnovamento''.
 
Intanto i vescovi italiani, pur essendo il nostro uno dei paesi in cui non c'e' l'obbligo di denuncia, assicurano ''massima cooperazione'' con le autorita' civili. Della necessita' della ''penitenza'', il Papa ha parlato nell'omelia della messa celebrata, nella Cappella Paolina in Vaticano, con i membri della Pontificia Commissione Biblica. ''Noi cristiani, anche negli ultimi tempi - ha detto il Pontefice -, abbiamo spesso evitato la parola penitenza, che ci appariva troppo dura''. ''Adesso sotto gli attacchi del mondo che ci parlano dei nostri peccati - ha proseguito -, vediamo che poter far penitenza e' grazia e vediamo come sia necessario fare penitenza, riconoscere cioe' cio' che e' sbagliato nella nostra vita. Aprirsi al perdono, prepararsi al perdono, lasciarsi trasformare''. Secondo Benedetto XVI, ''il dolore della penitenza, cioe' della purificazione e della trasformazione, questo dolore e' grazia, perche' e' rinnovamento, e' opera della Misericordia divina''. Pressoche' negli stessi momenti, rispondendo ai giornalisti a margine di una conferenza stampa, il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, inquadrava il comportamento che i vescovi devono tenere in Italia di fronte ai presunti casi di pedofilia commessi da sacerdoti. L'Italia, ha spiegato mons. Crociata, ''e' uno di quei Paesi in cui la legge civile non prevede l'obbligo di denuncia da parte'' dei vescovi, ma ''ci atteniamo all'indicazione generale che il Papa ha dato nella sua lettera agli Irlandesi e cioe' - ha sottolineato il segretario della Cei - la massima cooperazione che si esprime invitando le vittime o i colpevoli a denunciare e a non porre nessun ostacolo perche' la giustizia civile faccia il suo corso''. L'attivita' della Chiesa italiana per far fronte al problema pedofilia procede anche su altri fronti. Come ha anticipato Panorama, che ne parla nel numero in uscita domani, il capo dei vescovi, card. Angelo Bagnasco, ha indicato un responsabile, monsignor Mauro Rivella, attualmente direttore dell'Ufficio Nazionale per i Problemi Giuridici della Cei e sottosegretario alla Segreteria generale della Cei, per promuovere una rete dei centri per il recupero di sacerdoti con difficolta' psicologiche e di quelli pedofili. Panorama pubblica anche l'elenco segreto delle case e dei centri di accoglienza dove la Cei e le diocesi italiane inviano i preti pedofili per le terapie di recupero. L'associazionismo cattolico italiano, intanto, serra le file per stringersi il prossimo 16 maggio intorno a Benedetto XVI in una grande manifestazione di vicinanza e solidarieta', che in qualche modo ricorda il ''Papa day'' organizzato il 20 gennaio del 2008 contro chi non volle la visita di Ratzinger all'Universita' La Sapienza di Roma. L'ha convocata la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal), organismo che raduna 67 associazioni e movimenti ecclesiali italiani, che ha invitato ad esprimere sostegno al Papa, attaccato a livello internazionale per lo scandalo
pedofilia, unendosi domenica 16 maggio in Piazza San Pietro alla recita del Regina Coeli
 
 
GERMANIA, VITTIME ABUSI PROTESTANO A BERLINO - Scuse e riparazioni dallo Stato e dalla Chiesa: questa la richiesta presentata a gran voce oggi davanti alla Porta di Brandeburgo, a Berlino, da alcune centinaia di ex collegiali tedeschi, vittime anche di abusi sessuali da parte di religiosi. I circa 250 partecipanti alla manifestazione organizzata dall'organizzazione 'Ehemalige Heimkinder' (Ex bambini dei collegi) rimproverano alle istituzioni civili e religiose alle quali erano stati affidati tra il 1950 e 1975 di avere violato i loro diritti umani. Essi affermano che centinaia di migliaia di bambini e adolescenti in quegli anni sono stati costretti a lavori forzati, hanno ricevuto scarso nutrimento e quasi nessuna istruzione, spesso subendo anche violenze fisiche estreme e abusi sessuali. La manifestazione e' stata organizzata in coincidenza con un incontro tra il ministro della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberg e il presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch. Il colloquio ha portato oggi a un impegno comune tra governo tedesco e Chiesa cattolica a combattere insieme in Germania la piaga degli abusi sessuali su minorenni, avvenuti spesso in scuole e istituzioni cattoliche, ma senza risparmiare quelle protestanti o i collegi laici.

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