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Josef con il santino di Obama: lo amo ma ci aiuti

21 gennaio, 15:25

dell'inviato Marcello Campo

PORT-AU-PRINCE - "Look, look Obama, I Love him". Josef Cesar il presidente degli Stati Uniti lo porta sempre con sé, come un santino su cui pregare. Nel suo portafoglio scucito, accanto alla foto di sua moglie e di Bob Marley, c'é anche quella di Barack Obama. Josef ha 57 anni. Da ragazzo ha imparato l'inglese lavorando negli Stati Uniti ed ora, dopo quel maledetto terremoto, dorme assieme alla moglie in uno dei tanti parchi di Port-au-Prince trasformati in tendopoli.

E' vivo solo perché quel giorno si trovava per strada lontano dalle case. Sente parlare inglese e non può fare a meno di bloccarci, è un fiume in piena che esprime collera e anche speranza. Il suo racconto del sisma gela il sangue: "stavo giocando seduto sulla sedia per strada con un mio amico, quando ho visto la terra aprirsi e chiudersi più volte sotto i miei piedi. Attorno a me, una dopo l'altra crollavano le case come fossero di carta. Poi solo grida, sangue e morti, tanti morti".

Quindi apre il suo portafoglio e ci sbatte in faccia la foto di Obama: "lo vedete dove lo porto? E' nero come me, io lo amo", sospira mettendosi le mani sul cuore e quasi commovendosi. Poi però aggiunge rabbioso: "vedete anche voi in che stato siamo". Mentre parliamo, come capita quasi sempre, attorno a noi si crea una piccola folla di persone gentili che sperano solo che tu li possa aiutare. Senti forte l'alito di chi non mangia da giorni ed è costretto a vivere come un cane per strada. Gli adulti chiedono se possono essere utili come autisti o traduttori, i bambini uno spicciolo per mangiare. Josef ci strattona chiedendoci di seguirlo nella sua tenda che poi è solo un lenzuolo strappato, vicino a terra, attaccato solo ad un paio di paletti. Mostra una pentola sopra un fuoco di rametti. La scopre: "vedete, ci sono solo fagioli e acqua, non mi posso permettere nemmeno il riso".

Prima del terremoto faceva l'elettricista, ma da una settimana bada solo a sopravvivere. L'unica speranza di salvezza che gli è rimasta è l'inquilino della Casa Bianca, ne parla come farebbe un devoto della Madonna o di san Gennaro: "lui no, non ci può abbandonare pure lui". Chiediamo se abbia visto qualche cisterna d'acqua o se qualcuno si sia occupato di lui. Reagisce brusco: "nessuno, nessuno. A partire da quei ladroni dei nostri governanti, nessuno ha mosso un dito. Ma così non può andare avanti, stiamo morendo a poco a poco. Mi raccomando - supplica commosso - scrivetelo che non ce la facciamo più ".

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