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Il sorriso di Natalie salvata dalle macerie

21 gennaio, 15:16

dell'inviato Marcello Campo

PORT AU PRINCE - "Abbiamo parlato per ore e non ha mai chiesto aiuto, non ha mai perso la calma dopo sette giorni sotto le macerie. Questa gente è veramente speciale". Cristiano Mascara, un soccorritore di origini italiane volato all'inferno di Port Au Prince è spossato ma raggiante per l'ennesimo 'miracolo'. Una parola forse abusata ma che rende bene l'emozione vissuta ieri tra le rovine dell'Olympic Supermarket, quando dopo molte ore di apprensione, Natalie, una ragazza di 25 anni è tornata a vedere la luce. E lo ha fatto confermando la dignità e la capacità di sopportazione di fronte alla tragedia testimoniata dal popolo haitiano. Mascaro, nato in Francia da genitori italiani, è ad Haiti con l'organizzazione francese Secouristes sans Frontieres' ed è stato 'accanto' a Natalie aspettando il suo 'arrivo'.

"Mi ha colpito la tranquillità con cui parlava", ricorda quando tutto é finito. L'uscita di Natalie dalle macerie attraverso il varco scavato dai soccorritori e illuminato a giorno dalle fotoelettriche è stato salutato dall'applauso di giornalisti, cameraman, fotografi e uomini dei soccorsi, dopo sei ore di tensione in trepidante attesa della buona notizia. Natalie ha ringraziato e salutato con un piccolo gesto e il suo sorriso bombardato dai flash ha emozionato tutti. Dopo giorni passati a vedere cadaveri, feriti e mutilati, questa ragazza minuta ridà a tutti la speranza, dimostrando che anche nell'abisso di Port Au Prince la realtà non è solo distruzione e morte ma anche volontà di vita.

Dopo lo stupore, è il momento della gioia, gli applausi e gli abbracci. Trascorso assieme un pomeriggio e una sera intera cronisti e soccorritori sembrano amici. I francesi di 'Secouristes sans frontieres' e i soccorritori turchi hanno fornito la loro esperienza specialistica, ma la gestione dell'operazione è sempre stata nelle mani dei pompieri haitiani. Ed è a loro, assieme ai soccorritori stremati, che centinaia di haitiani rivolgono il loro applauso, dopo aver atteso con grande disciplina la fine della vicenda dietro le transenne che bloccavano la zona dove era in corso l'operazione di salvataggio. In disparte è rimasto un gruppo di soccorritori americani, almeno una ventina, scortati da una decina di soldati. Arrivati quando il salvataggio era quasi concluso hanno offerto un elicottero per evacuare la ragazza, ma nel caos di Port Au Prince non era chiaro dove sarebbe potuto atterrare. E quindi Natalie verso l'ospedale c'é andata con l'ambulanza haitiana che l'aveva aspettata parcheggiata tra le rovine.

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