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Le scuse di Tartaglia

Il premier si è svegliato e ha chiesto i giornali. Il feritore: "Agito da solo, non sono killer"

15 dicembre, 09:59
Silvio Berlusconi in una foto dopo l'aggressione
Silvio Berlusconi in una foto dopo l'aggressione
Le scuse di Tartaglia

ROMA - Massimo Tartaglia, l'uomo arrestato per l'aggressione al premier, ha inviato una lettera di scuse a Berlusconi in cui esprime il suo dispiacere "per un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto". La lettera di scuse al presidente del consiglio è stata inoltrata tramite i difensori di Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino. Tartaglia, esprimendo il proprio "sentito dispiacere", come si legge in una nota firmata dai suoi legali - "ha dichiarato di non riconoscersi" in quello che lui stesso nella missiva ha definito come "un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto". Ecco la nota integrale firmata dai legali di Massimo Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino."Quali difensori del sig. Massimo Tartaglia, comunichiamo che il nostro assistito nel corso dell' interrogatorio reso davanti al Pm dott.Spataro, ha ammesso la propria responsabilità in ordine alle lesioni causate al presidente del Consiglio, on.le Silvio Berlusconi, dichiarando di aver agito da solo ed escludendo qualsiasi militanza o appartenenza politica". "Comunichiamo, inoltre - scrivono gli avvocati - che, in data odierna, il sig.Massimo Tartaglia, ha inoltrato, nostro tramite, una lettera di scuse al presidente del consiglio esprimendo il proprio sentito dispiacere per 'un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto' nel quale ha dichiarato di non riconoscersi". "Le condizioni di salute del sig.Massimo Tartaglia, in corso di accertamento - conclude la nota -, ci impongono di mantenere, allo stato, la massima discrezione e riservatezza a tutela degli interessi del nostro assistito".

No, non l'abbiamo ancora vista". Così il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, risponde, in diretta a Porta a Porta, alla domanda se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto la lettera di scuse da parte del suo aggressore Massimo Tartaglia. Alla domanda di Bruno Vespa se Berlusconi s'interroga sul perché lo odiano, Bonaiuti ha precisato: "No, Berlusconi non si chiede 'perche' mi odianò ma perché quella persona l'ha fatto. Non riesce a capacitarsi del gesto. Lui è uno della gente, con la gente e non capisce come possa corrispondere un atteggiamento di violenza". Il portavoce del presidente del Consiglio ha poi spiegato che Berlusconi non ha voluto rivedere le immagini dell'aggressione: "Ieri sera per un momento ha avuto la possibilità di accendere la tv, ma ha detto che non le voleva vedere più; in sostanza, un rifiuto".

APPELLO DI NAPOLITANO "TORNI CIVILE CONFRONTO" - "Ho fatto quella dichiarazione nella convinzione" che ci sia una "esasperazione pericolosa della polemica politica" e "bisogna fermarla. Non è la prima volta che lo dico". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Tg2 a chi gli chiedeva del suo allarme fatto in passato sui toni della politica che vanno abbassati. "Non ha senso - ha aggiunto  - che gli uni accusino gli altri per il clima che si è creato. Si deve tornare a un normale e civile confronto tra le forze politiche e le istituzioni". "Non si alimentino tensioni, si misurino le parole: nelle piazze, nei congressi di partito e in tv, ciascuno - ha concluso Napolitano - faccia la sua parte restando nei limiti fissati dalla Costituzione".

BERLUSCONI RESTA RICOVERATO - Resta in ospedale Berlusconi. "Domani decideremo,  non si parla di dimissioni per le prossime 24 o 36 ore", ha affermato il primario e medico di fiducia Alberto Zangrillo dopo aver letto il bollettino medico. ''Il presidente del consiglio - ha proseguito - si nutre a fatica ed è sottoposto a terapia antibiotica e analgesica''. Comunque "l'intervento - ha detto il medico - è scongiurato".

IL PREMIER: PERCHE' TANTO ODIO? - ''Ho trovato il Presidente umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l'odio. Mi ha detto: 'Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perche' mi odino a questo punto'', racconta don Luigi Verze', presidente del San Raffaele. ''Stamattina - racconta don Verze' - ho detto al premier che quanto avvenuto ieri sera in Piazza del Duomo e' un monito a lui e al Paese. Occorre modificare la Costituzione''. ''Il resto che mi ha detto - conclude - appartiene a lui e a me. Posso dire che ci vogliamo un gran bene perche' e' un uomo capace di amare cosi' come io non voglio che altro che amare''.

TARTAGLIA: HO AGITO DA SOLO, NON SONO IL KILLER
"L' ho fatto io da solo, non sono il killer di nessuno": lo ha detto Massimo Tartaglia agli agenti del carcere di San Vittore. L'aggressore è in cella da solo, in "alta sorveglianza". Si terrà domani l'udienza di convalida dell'arresto. Massimo Tartaglia è stato ricoverato in day hospital per cinque o sei volte nel reparto di psichiatria del Policlinico di Milano. Nella borsa aveva uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo. Per l'aggressione rischia oltre cinque anni di carcere.

ALFANO, NON E' SOLO GESTO DI UN FOLLE
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si dice "molto preoccupato" per quanto successo. "Il fatto non può essere derubricato al gesto di un folle - ha detto il ministro - è una questione più complessa".

MARONI: VALUTIAMO OSCURAMENTO DEI SITI
"Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza". Lo ha detto il ministro degli Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice in prefettura a Milano. "Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso", ha proseguito il ministro. Nonostante questo , afferma Maroni, "un esponente del Pd (Bindi, ndr) non ha trovato di meglio che dire 'non faccia la vittima'".

"Le persone addette alla sicurezza di Berlusconi sono dei professionisti - ha detto Maroni -. Bisogna però sapere che la sicurezza del presidente del consiglio è demandata ai servizi segreti e non al ministero dell'Interno. Valuteremo come fare per il futuro". "Condivido le parole del presidente della Repubblica e sottoscrivo l'appello affinché si ritorni a un clima di reciproco rispetto".

LA PROCURA INDAGA SU DUE GRUPPI DI FACEBOOK

La procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo sui gruppi sorti su Facebook dopo l'aggressione al premier. I magistrati procederebbero per istigazione alla violenza. Le autorità investigative italiane si sono già attivate per chiedere che vengano rimosse le pagine e che vengano individuati coloro che hanno costituito i gruppi.

Il fascicolo si riferisce in particolare a due gruppi: "Dieci, cento, mille Massimo Tartaglia" ed un altro che inneggia genericamente all'uomo e che reca la scritta "Berlusconi a morte". Il fascicolo prende in esame il reato di istigazione a delinquere. Gli inquirenti hanno affidato alla polizia postale il compito di accertare la fonte da cui sono partiti questi due forum. Ulteriori iniziative nei confronti del social forum potrebbero essere adottate dalla magistratura romana tramite rogatorie internazionali. La Procura di Roma nell'ottobre scorso aveva aperto un fascicolo su un gruppo aperto su Facebook chiamato "Uccidiamo Berlusconi". Il reato ipotizzato era minacce gravi.

LUNGA VISITA DELLA FIGLIA MARINA IN OSPEDALE
Marina Berlusconi ha lasciato il San Raffaele ed è salita in macchina senza fermarsi né rilasciare dichiarazioni, dopo una lunga visita al padre. La figlia del presidente del Consiglio era arrivata in tarda mattinata all'ospedale milanese.

In ospedale per una visita anche il presidente della Camera Gianfranco Fini e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.

007: PROTEZIONE ADEGUATA, PRUDENZA IN BAGNI FOLLA
"Atteggiamenti più prudenti" in caso di manifestazioni di piazza o in incontri con i cittadini, almeno fino a quando il clima politico non sarà più tranquillo. E' l'invito che i responsabili degli apparati della sicurezza hanno rivolto in queste ore all'entourage del premier Silvio Berlusconi dopo l'aggressione di ieri a Milano, ribadendo che contro il "gesto sconsiderato di un folle" l'unica difesa é la prudenza. Gli uomini dell'intelligence hanno infatti passato al setaccio tutte le fasi dell'aggressione avvenuta alle spalle del Duomo, traendone la conclusione che il livello di protezione del Cavaliere è adeguato e ai massimi livelli e che poco di più si può fare dal punto di vista tecnico. Ecco dunque l'invito all'entourage di Berlusconi ad assumere atteggiamenti più prudenti. Eventuali decisioni su misure di sicurezza ulteriori potranno uscire dal vertice in corso in prefettura a Milano presieduto dal ministro Maroni. Nelle riunioni di questa mattina, inoltre, i vertici dell'intelligence hanno ribadito che al momento non ci sono "riscontri reali" di minacce nei confronti del premier. Né da parte del radicalismo islamico né da ambienti dell'estremismo. L'unico, serio, pericolo, ripetono gli 007 - segnalato due mesi fa nell'informativa inviata a palazzo Chigi - arriva dunque da mitomani e folli.

CARTELLO FUORI OSPEDALE: SIAMO CON TE - "Presidente Berlusconi una pronta guarigione. Gli italiani veri sono con te sempre": è quanto è scritto su un cartello, accompagnato da una bandiera italiana, apparso nella notte sulle recinzioni esterne del pronto soccorso dell'ospedale San Raffaele di Milano, dove da ieri il presidente del Consiglio, dopo l'aggressione al termine del comizio di piazza Duomo, è ricoverato. Il punto clinico sullo stato di salute del premier verrà comunicato intorno alle ore 12 dal personale medico. All' esterno della struttura è massiccia la presenza delle forze dell'ordine.

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