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Cameron: non faremo mai parte di unione politica Ue

I banchieri sono con lui, lettera al times

24 gennaio, 18:43
David Cameron
David Cameron
Cameron: non faremo mai parte di unione politica Ue

Spingere i paesi europei  a far parte di un'unione politica centralizzata sarebbe un grosso errore e la Gran Bretagna non vi parteciperebbe mai. Lo ha sostenuto il premier David Cameron intervenendo al Forum di Davos. "I paesi in Europa hanno la loro storia, le loro tradizioni, le loro istituzioni, la loro capacità di prendere decisioni e cercare di spingerli dentro un'unione politica centralizzata sarebbe un grosso errore, e la Gran Bretagna non ne farebbe mai parte", ha spiegato il primo ministro britannico.

NON VOGLIO VOLTARE LE SPALLE ALL'EUROPA - "Il nostro approccio non significa voler voltare le spalle all'Europa". Lo ha detto il premier britannico David Cameron parlando al World Economic Forum di Davos. "Il nostro approccio è rendere l'Unione europea più competitiva, aperta, flessibile. E garantire un posto al Regno Unito all'interno di essa". Cameron ha inoltre ribadito di "non avere alcuna intenzione di entrare nell'euro" e ha spiegato di "voler negoziare un nuovo accordo" con l'Unione europea che "funzioni per il Regno Unito" e che sia accettato dai britannici. "Questo non è solo un bene per la Gran Bretagna, é anche necessario per l'Europa", ha aggiunto.

BANCHIERI CON CAMERON, LETTERA AL TIMES  - "L'annuncio di Cameron è positivo per l'economia e il lavoro nel Regno Unito". E' quanto si legge in una lettera aperta inviata al Times da 56 banchieri e imprenditori che sostengono la decisione del premier britannico, David Cameron, di ridiscutere la permanenza del Regno Unito in Europa. A sottoscrivere il documento, alcuni fra i più importanti top manager della City, fra cui Xavier Rolet, amministratore delegato di London Stock Exchange, gruppo che gestisce la borsa di Londra, e John Peace, presidente della banca Standard Chartered. "Abbiamo bisogno di una nuova relazione con l'Europa - si legge - E deve essere sostenuta da un mandato democratico". "La crisi dell'euro ha creato le circostanze per un nuovo accordo in Europa e questo è il momento per impegnarci per un'Europa più flessibile e competitiva". Di diverso avviso era stato l'intervento dell'imprenditore Richard Branson, a capo dell'impero Virgin, che nelle scorse settimane aveva scritto sul suo blog: "La Gran Bretagna rischia di diventare nel giro di 20 anni un'isola del tutto alla deriva in caso di uscita dall'Unione europea".

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