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Bombe a servizi Siria, Turchia in allerta

Lo dicono fonti dell'opposizione. Analisti Usa avvertono: se Ankara attaccasse, potrebbe trovare in Siria il suo Vietnam

10 ottobre, 10:29
La citta' di Aleppo in gran parte distrutta dai bombardamenti
La citta' di Aleppo in gran parte distrutta dai bombardamenti
Bombe a servizi Siria, Turchia in allerta

BEIRUT - E' di "decine di morti" il bilancio dell'attentato di ieri sera contro la sede dell'intelligence dell'Aeronautica ad Harasta, un sobborgo di Damasco. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando che si "ignora la sorte delle centinaia di prigionieri" che si trovavano nell'installazione.

La sede dell'intelligence è stata presa di mira perché "é una delle più famigerate divisioni di sicurezza, una cittadella della repressione la cui estensione è nota solo a Dio", recita il comunicato di rivendicazione del gruppo Al Nusra, che si è attribuito la paternità dell'attacco, compiuto con due autobomba "guidate da due combattenti". Una prima, secondo il gruppo, caricata con 9 tonnellate di esplosivo, è stata fatta esplodere all'interno del compound, mentre 25 minuti dopo è arrivata l'altra, una ambulanza, con una tonnellata di esplosivo. Dopo le deflagrazioni è seguita una intensa sparatoria nel sobborgo, confermata anche dalla tv filo-governativa Syria News (al-Ikhbariya).

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon chiede alla Siria un cessate il fuoco unilaterale. "La situazione ha raggiunto un livello inaccettabile, è insopportabile che la popolazione continui a soffrire in questo modo. Per questo, ho lasciato intendere al governo siriano che deve immediatamente dichiarare un cessate il fuoco unilaterale", ha detto Ban Ki-Moon durante una conferenza stampa a Parigi con Francois Hollande. Ban ha quindi invitato l'opposizione ad "accettare" tale cessate il fuoco.

I ribelli siriani si sono impadroniti oggi di una città strategica nel nord-ovest del Paese, lungo l'austrada che collega Damasco ad Aleppo, secondo quanto riferiscono un gruppo dell'opposizione e una organizzazione non governativa. La città, presa dai ribelli dopo 48 ore di combattimenti, è quella di Maaret al Numan, nella provincia di Idlib, riferiscono i Comitati locali di coordinamento (Lcc) dell'opposizione e l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). Secondo l'Lcc, i ribelli avrebbero fatto prigionieri 40 soldati governativi, tra i quali "diversi ufficiali".

Sono almeno 90 le vittime di oggi del conflitto siriano, secondo i Comitati di coordinamento locali (Lcc) dell'opposizione. Tra le vittime, affermano gli Lcc, almeno 40 persone sono morte nei bombardamenti sui sobborghi di Damasco. Come Kafar Batna - dove hanno denunciato anche l'uso di bombe a grappolo - sono stati colpiti anche Jdeidat Artouz, dove le bombe hanno provocato l'incendio di alcune case e negozi, e Hazerma, dove nei bombardamenti sono stati impiegati dei Mig.

CAPO STATO MAGGIORE ANKARA VISITA CONFINE - Il capo di Stato Maggiore turco Necdet Ozel è in visita di ispezione da ieri sera nella zona di confine di Hatay, dove negli ultimi giorni sono caduti colpi di mortaio siriani che hanno innescato l'immediata reazione dell'artiglieri di Ankara, riferisce la stampa turca. Il generale Ozel deve recarsi anche lungo la frontiera siriana nella zona di Akcakale nella provincia di Sanliurfa dove mercoledì scorso l'esplosione di un proiettile di mortaio siriano aveva fatto cinque morti fra i civili. Da allora ci sono stati incidenti ogni giorno sul confine, facendo temere un possibile conflitto fra i due paesi. Da mercoledì scorso tuttavia i colpi di mortaio siriani 'vaganti' - in teoria esplosi verso postazioni dei ribelli lungo il confine - non hanno fatto vittime in territorio turco.

RASMUSSEN, PIANI NATO PER DIFESA TURCHIA - "La Turchia ha diritto alla difesa" di fronte al moltiplicarsi di incidenti alla frontiera con la Siria, e "può contare sulla solidarietà" della Nato. "Abbiamo piani per difendere la Turchia se necessario, ma speriamo che non sia necessario". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, prima dell'inizio del consiglio dei ministri della Difesa dell'Alleanza Atlantica. Rasmussen ha sottolineato che la Nato continua a puntare a una soluzione politica per la Siria.

"Serve una pressione molto più forte" sul regime siriano per indurlo a fermare la violenza. Ma lo stallo che impedisce al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di approvare la risoluzione contro la Siria "manda il messaggio sbagliato" a Damasco. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, nella conferenza stampa che ha chiuso la prima fase dei lavori della ministeriale difesa nel quartier generale di Bruxelles.

ANALISTI USA: TURCHIA ATTACCA SIRIA? POTREBBE ESSERE VIETNAM DI ANKARA - Per la Turchia, in caso di guerra, la Siria "é un potenziale Vietnam", secondo l'analista Usa Joshua Landis, docente dell'università di Ocklahoma e direttore del Centro Studi sul Medio Oriente. In dichiarazioni alla tv araba al-Jazeera riprese dalla stampa turca, Landis ha detto che Ankara "é intrappolata fra onore nazionale e interesse nazionale".

"L'onore nazionale esigeva che (il premier Recep Tayyip) Erdogan reagisse in qualche modo con forza e determinazione" ai colpi di mortaio siriani caduti in territorio turco. "D'altra parte l'interesse nazionale è di restare fuori dalla Siria" che, secondo Landis, "é un Vietnam potenziale per la Turchia, una palude. Può risucchiare la Turchia e avere costi molto alti per Erdogan".

ANKARA PREVEDE CINQUE LIVELLI RISPOSTA, STAMPA - Il governo di Ankara ha previsto per ora cinque livelli di possibile risposta all'escalation della tensione in corso con la Siria, scrive il quotidiano Milliyet. Il primo, già attivato, è quello della reazione sistematica dell'artiglieria di Ankara a ogni colpo di mortaio siriano che cada in territorio turco. Il secondo, già in parte in fase di attuazione, prevede il rafforzamento del dispositivo militare lungo i confini.

Secondo la stampa turca Ankara ha inviato rinforzi in truppe e blindati verso il confine, ha spostato verso la base aerea di Diyarbakir 25 F-16 e ha trasferito verso il Mediterraneo sud-orientale navi della marina militare dal Mare di Marmara. In caso di attacco più grave, secondo Milliyet sono previsti raid dell'aviazione turca contro obiettivi siriani. L'invio di truppe in una operazione terrestre dovrebbe intervenire solo in ultima ratio. Ankara prenderebbe poi in considerazione la creazione di una zona cuscinetto in territorio siriano se l'afflusso dei profughi dalla Siria - ora quasi 100mila - diventasse insostenibile, verso quota 200mila. Secondo il quotidiano le autorità turche ritengono di poter ospitare in condizioni accettabili fino a 120mila rifugiati.

 

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