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Pakistan: udienza slitta a venerdi'

Arrestato in Pakistan l'imam accusatore per aver alterato le prove contro Rimsha

03 settembre, 14:00
Il cartello nel tribunale di Islamabad indicante l'ufficio del giudice Muhammad Azam Khan che istruisce la causa della bambina cristiana Rimsha Masih
Il cartello nel tribunale di Islamabad indicante l'ufficio del giudice Muhammad Azam Khan che istruisce la causa della bambina cristiana Rimsha Masih
Pakistan: udienza slitta a venerdi'

Il tribunale di Islamabad che deve esaminare la richiesta di libertà dietro cauzione della bambina cristiana Rimsha Masih, accusata di blasfemia, ha annunciato che la prossima udienza sarà venerdì 7 settembre. Lo ha appreso oggi l'ANSA da fonti giudiziarie. In un primo momento le stesse fonti avevano indicato che l'udienza, prevista per oggi ma non tenutasi per uno sciopero improvviso degli avvocati, era stata spostata a domani. Ma l'estensione della protesta ha costretto il giudice a modificare nuovamente i suoi piani. (

di Tahir Ali e Maurizio Salvi

Una decisione senza precedenti presa da un giudice pachistano che ha ordinato l'arresto giudiziario per due settimane di un imam (predicatore della moschea) ha impresso una inattesa svolta alla vicenda della bambina cristiana Rimsha Masih, 14 anni, in carcere dal 16 agosto con l'accusa di blasfemia. Infatti, proprio quando la situazione della bimba, che ha una capacità mentale limitata, sembrava complicarsi con continui rinvii dell'esame della richiesta di libertà dietro cauzione presentata dai suoi legali, è spuntata la testimonianza scritta di un religioso, Hafiz Mohammad Zubair, che evidentemente non ce l'ha fatta a mantenere per sé quello che aveva visto. E quindi ha apertamente accusato l'imam Khalid Jadoon, principale predicatore della moschea di Mehrabadi, di avere manipolato le prove di quanto era accaduto aggiungendo pagine del Corano a quelle presumibilmente bruciate dalla bambina. Secondo il quotidiano The News International, addirittura, il religioso avrebbe apertamente ammesso di voler fare questo gesto "per cacciare una volta per tutte la comunità cristiana dal nostro villaggio". Questa testimonianza è stata confermata anche da altre due testimoni musulmani e raccontata all'ANSA dallo stesso Zubair. "Insieme ad altre due persone - ha detto - ho cercato inutilmente di impedire all'imam di manipolare le prove aggiungendo altre pagine a quelle bruciate. Per questo posso dire che "anche lui si è macchiato del reato di blasfemia". "Io qui non sto dicendo - ha concluso - che Rimsha Masih non ha bruciato le pagine, perché ci sono testimoni che l'hanno vista, ma devo ribadire che l'imam ha manipolato le prove". Dopo aver ascoltato la deposizione dell'imam, che fra l'altro dopo la presentazione della denuncia alla polizia era sparito dalla circolazione, il giudice Nasrum Minallah ha disposto i 14 giorni di carcere giudiziario in attesa della conclusione dell'indagine della polizia che da oggi ha ripreso nuovo slancio. L'uomo, dai capelli e barba incolti e neri, è stato portato via dagli agenti ammanettato e con una benda bianca suglio occhi per essere internato nel carcere di Adiala a Rawalpindi, lo stesso dove è reclusa la piccola Rimsha. Alla luce di questo colpo di scena, il presidente del Consiglio degli ulema del Pakistan, Tahir Ashrafi, ha chiesto oggi a tutti gli ulema del Pakistan di collaborare per una giusta punizione di Jadoon da parte del tribunale, sollecitando inoltre il presidente Asif Ali Zardari affinché faccia liberare subito Rimsha e ne garantisca la sicurezza. Da parte sua il presidente della ong World Vision in Progress, Faruk H.Saif, ha indicato all'ANSA che "in passato vi sono stati molti casi di accuse di oltraggio al Corano che si sono verificati privi di fondamento". Anche la nostra organizzazione, ha continuato, "si è battuta in tribunale in almeno tre di questi casi che i giudici hanno determinato infondati, ma mai coloro che accusavano il falso sono stati puniti. Ora, per la prima volta, uno di essi è stato arrestato e messo in detenzione giudiziaria". Se qualcosa sta veramente cambiando lo si vedrà domani quando si svolgerà a Islamabad l'udienza per esaminare un possibile rilascio dietro cauzione della bambina.

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