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Esercito riprende Sud Damasco, emergenza profughi

Oltre 200 mila in fuga dal paese. Riunione sul dopo-Assad a Roma

25 agosto, 13:53
Aleppo
Aleppo
Esercito riprende Sud Damasco, emergenza profughi

di Lorenzo Trombetta

Solo in Siria si muore due volte: lo dice una delle madri delle vittime di Daraya, sobborgo a sud di Damasco, dove bombe governative hanno dissotterrato e carbonizzato i corpi di alcuni giovani freddati due giorni fa dalle milizie lealiste e seppelliti in gran fretta dai loro cari. Oggi Daraya è stata di nuovo riconquistata dai militari governativi e "ripulita dai terroristi", come recita la formula dei media ufficiali. Le madri di Daraya sono tra le migliaia di nuovi sfollati che da stasera sono alla ricerca di un rifugio. Secondo l'agenzia Onu per i rifugiati, sono ormai più di 200.000 i siriani fuggiti nei Paesi confinanti, mentre è difficile fare stime degli sfollati all'interno del Paese.

Agosto non è ancora finito, ma secondo i bilanci concordanti delle diverse piattaforme di attivisti e residenti anti-regime, è stato il periodo più sanguinoso - con circa 4.000 uccisi - da quando un anno e mezzo fa le forze governative hanno avviato la repressione delle proteste pacifiche, un anno fa trasformatesi in rivolta armata. L'agenzia ufficiale Sana riferisce di numerosi successi compiuti dalle "eroiche forze armate" contro "gruppi di terroristi armati" e "infiltrati". Testimoni oculari a Damasco riferiscono di incessanti bombardamenti da lunedì della zona sud di Damasco a partire da postazioni di artiglieria sul monte Qasiun, dove sorge anche il palazzo presidenziale.

E non si hanno ancora notizie di tre giornalisti stranieri scomparsi: al giordano Bashar Fahmi e al turco Cuneyt Unal, di cui si sono perse le tracce nella regione di Aleppo, si è aggiunto stanotte l'americano Austin Tice, 31 anni. Scomparso anche l'attore e produttore cinematografico siriano indipendente Orwa Nayrabia, 33 anni: sarebbe stato arrestato dalle autorità all'aeroporto di Damasco, mentre si imbarcava per Il Cairo. Altri due giornalisti, Hussein Nahle del canale arabo di Sky News e la canadese Maria Moore sono rimasti feriti oggi: ma non in Siria, bensì a Tripoli, nel nord del Libano, dove da lunedì sono ripresi i furiosi scontri tra i miliziani sunniti di Bab al Tabbaneh e quelli alawiti (la minoranza sciita a cui appartiene anche il presidente Bashar al Assad ) di Jabal Mohsen. Il bilancio è di 13 morti, tra le vittime anche Khaled al-Baradei, un religioso sunnita ucciso ieri da un cecchino. Nahle, il giornalista di Sky News, anch'egli colpito da un cecchino, sarebbe in condizioni critiche Dall'altra parte del confine oggi i comitati locali hanno stimato l'uccisione di almeno 170 persone. A Daraya sono in tutto morte oggi 19 persone.

Il Centro di documentazione delle violazioni in Siria (Vdc) diffonde le generalità di ciascuna vittima e, quando possibile, i link ai filmati che mostrano il corpo senza vita. Ci sono anche due donne e altrettanti bambini. Un bilancio destinato a salire: testimoni riferiscono di numerosi carri armati e blindati governativi penetrati stasera nella cittadina roccaforte della rivolta. I ribelli, che hanno il sostegno dei residenti, si sono ritirati. Scenario analogo a Dael, nella regione meridionale di Daraa, e nella vicina Herak. Qui la Sana parla di "scontri con terroristi". Secondo il Vdc a Dael sono morte 10 persone, di cui 5 bambini in un bombardamento aereo. Un residente ha filmato il cratere aperto dalle bombe (http://youtu.be/K8QmOPgLA8g).

Anche la parte nord di Damasco è stata presa di mira: Duma, altra roccaforte della rivolta, ha oggi dato alla "causa rivoluzionaria" dieci "martiri", secondo il Vdc. La Sana non menziona nessun episodio a Duma, ma parla invece nel dettaglio di "scontri ad Aleppo". In particolare nel quartiere di Hatab e in quello di Jdeide. Le violenze si sono registrate anche nel nord-ovest, nella regione di Idlib (21 uccisi in tutto per il Vdc, "numerosi terroristi uccisi per la Sana) e nella regione orientale di Dayr az Zor. Qui, a Mayadin, al confine con l'Iraq, l'aviazione siriana ha centrato due edifici facendoli crollare. Si scava ancora sotto le macerie, affermano i residenti, e finora sono stati rinvenuti i corpi di 12 uomini e 8 donne. Intanto, Roma insiste sulla via diplomatica: il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha annunciato che la prossima settimana si terrà a Roma "una riunione con alti funzionari per discutere del dopo Assad".

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