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Cina: figlio unico morto, chiedono risarcimento per vivere

Dibattito parte dal caso dell'aborto forzato di una donna

27 giugno, 20:17
Cina: muore figlio unico, chiedono soldi
Cina: muore figlio unico, chiedono soldi
Cina: figlio unico morto, chiedono risarcimento per vivere

PECHINO - Un gruppo di circa 100 genitori che ha perso il proprio unico figlio intende presentare una petizione al governo per chiedere un risarcimento per il fatto che, non avendo potuto avere a suo tempo altri figli a causa della legge sul figlio unico, ora divenuti vecchi vivono in poverta' e non hanno piu' nessuno a cui appoggiarsi. Il tema della pianificazione familiare e' in discussione in questi giorni a Pechino dove un gruppo di esperti dell'Universita' della capitale si e' riunito per discutere di eventuali modifiche all'attuale legge e per capire come evitare ulteriori tragedie come quella capitata alla donna dello Shaanxi costretta ad abortire al settimo mese di gravidanza perche' non era in grado di pagare la multa prevista per la nascita del secondogenito. ''Stiamo lavorando su una lettera da presentare al Congresso Nazionale del Popolo - ha detto Li Jianxin, sociologo dell'Universita' - con modifiche e suggerimenti sulle leggi di pianificazione familiare''. Gli avvocati che hanno partecipato al dibattito in particolare hanno suggerito che occorrerebbero leggi che vietano gli aborti forzati e che la polizia non dovrebbe essere coinvolta nel far rispettare politiche di pianificazione familiare. Li Fangping, uno degli avvocati, ha dichiarato al Global Times che si sta formando un team di avvocati a livello nazionale per fornire gratuitamente consulenza legale e servizi per le vittime di aborti forzati. Non mancano tuttavia i difensori della legge, quelli secondo i quali la nomra, seppur con delle modifiche, dovrebbe rimanere in vigore perche' rappresenta un utile strumento per il controllo ad una altrimenti sfrenata crescita demografica. Secondo un rapporto pubblicato nel 2007 da un gruppo di ricerca organizzato dalla Commissione di pianificazione familiare, il tasso di fecondita' totale (TFR) in Cina idealmente dovrebbe rimanere al 1,8 (nascite per donna) per i prossimi tre decenni. Il tasso attuale, secondo i demografi, si sarebbe attestato intorno o appena sotto l'1,5.

 Quanto al caso dell'aborto forzato, le autorità della città di Ankang hanno annunciato punizioni, senza specificare quali oltre alla rimozione, per i funzionari che hanno costretto la donna, Feng Jianmei, ad abortire al settimo mese di gravidanza. Lo annuncia l'agenzia Nuova Cina. Secondo un comunicato diffuso dalle stesse autorità locali nella cui giurisdizione rientra la contea di Zhenping, dove lo scorso 2 giugno Feng è stata costretta ad abortire, le indagini interne hanno mostrato "violazioni dei diritti della donna ad opera di diversi funzionari contro le leggi locali e nazionali sul controllo delle nascite". Tra i funzionari puniti, anche i responsabili dell'ospedale dove la donna ha abortito. Le indagini hanno dimostrato che i funzionari del locale ufficio della pianificazione familiare, nel tentare di convincere la donna ad abortire, hanno usato metodi coercitivi. Sono stati poi scoperti problemi nei documenti, anche in quelli di nascita della stessa donna. Le autorità comunali hanno detto che non c'erano le basi legali affinché la donna pagasse la multa di oltre 5000 euro richiesta dai funzionari. Per lei, le autorità di Ankang hanno disposto il pagamento di un risarcimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SHANGHAI - Le autorita' della citta' di Ankang hanno annunciato punizioni, senza specificare quali oltre alla rimozione, per i funzionari che hanno costretto una donna, Feng Jianmei, ad abortire al settimo mese di gravidanza. Lo annuncia l'agenzia Nuova Cina. Secondo un comunicato diffuso dalle stesse autorita' locali nella cui giurisdizione rientra la contea di Zhenping, dove lo scorso 2 giugno Feng e' stata costretta ad abortire, le indagini interne hanno mostrato ''violazioni dei diritti della donna ad opera di diversi funzionari contro le leggi locali e nazionali sul controllo delle nascite''. Tra i funzionari puniti, anche i responsabili dell'ospedale dove la donna ha abortito. Le indagini hanno dimostrato che i funzionari del locale ufficio della pianificazione familiare, nel tentare di convincere la donna ad abortire, hanno usato metodi coercitivi. Sono stati poi scoperti problemi nei documenti, anche in quelli di nascita della stessa donna. Le autorita' comunali hanno detto che non c'erano le basi legali affinche' la donna pagasse la multa di oltre 5000 euro richiesta dai funzionari. Per lei, le autorita' di Ankang hanno disposto il pagamento di un risarcimento.

 

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