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Obama-Putin: tregua a G20, prove disgelo su Siria

19 giugno, 00:39
Obama Putin al G20
Obama Putin al G20
Obama-Putin: tregua a G20, prove disgelo su Siria

dall'inviato Ugo Caltagirone

Prove di 'disgelo' tra Barack Obama e Vladimir Putin dopo le tensioni degli ultimi mesi, soprattutto a causa delle divisioni sulla Siria. A Los Cabos, in Messico, a margine del G20, nel faccia a faccia tra i due presidenti viene sancita una sorta di tregua. Nel tentativo di gettare le basi per quella che nel comunicato congiunto viene definita "una nuova qualità nei rapporti" tra i due Paesi. Obama riceve il presidente russo all'Hotel Esperanza, dove risiede per il G20, e il confronto dura un paio d'ore. E' il primo incontro tra i due dopo la rielezione di Putin al Cremlino. Con quest'ultimo che fece uno sgarbo all'inquilino della casa Bianca non presentandosi un mese fa al G8 di Chicago. Il clima del bilaterale - raccontano i testimoni - è cordiale, fatto di molte pacche sulle spalle e di sorrisi. I toni quasi da guerra fredda che hanno caratterizzato i recenti rapporti tra Mosca e Washington sembrano lontani. Solo giorni fa il New York Times parlava di 'soviet style' e di "Putin senza vergognà, riferendosi alla fornitura di elicotteri al regime di Damasco, ma anche all'uso delle forza da parte delle autorità di Mosca per mettere a tacere l'opposizione anti-Putin. Sul dossier più rovente, quello della Siria, i due presidenti sottolineano la volontà di lavorare insieme, tra loro e con la comunità internazionale, per porre fine alle violenze e per evitare una vera e propria guerra civile. Non si parla della necessità che Assad getti la spugna - cosa che gli Usa chiedono da tempo - ma Obama e Putin si dicono "uniti nel credere che il popolo siriano debba avere l'opportunità di scegliere indipendentemente e democraticamente il proprio futuro". Se questo servirà ad avvicinare le posizioni, soprattutto all'interno del Consiglio di sicurezza dell'Onu, è presto per dirlo. Obama e Putin affermano poi di avere un approccio sostanzialmente comune sull'Iran e sulla necessità che Teheran faccia degli "sforzi seri" per dimostrare che il proprio programma nucleare è solo per fini pacifici. Impegno comune anche per rafforzare la lotta al terrorismo internazionale e sul fronte della non proliferazione delle armi nucleari. Se questo è l'inizio di una "nuova qualità delle relazioni tra Stati Uniti e Russia" lo si vedrà nel tempo. Intanto Putin ha invitato nuovamente Obama a Mosca. E nel comunicato finale concede che si faccia riferimento al rispetto dei diritti umani, come condizione perché i rapporti tra i due Paesi possano rafforzarsi.

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