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Obama spinge il mondo a sostenere 'primavera araba'

Incontro 'eccezionale' con Medvedev, a Gheddafi non crediamo piu'

26 maggio, 23:04
Summit G8 a Deauville, Francia
Summit G8 a Deauville, Francia
Obama spinge il mondo a sostenere 'primavera araba'

dell'inviata Serena Di Ronza

DEAUVILLE (FRANCIA) - Stabilità economica e democrazia. Due concetti che viaggiano di pari passo e che vanno sostenuti e rilanciati. Il presidente americano Barack Obama porta sul tavolo del G8 il proprio piano di aiuti a Egitto e Tunisia e incassa l'appoggio degli altri leader che chiederanno al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) di far fronte alle necessità immediate di finanziamento di tali paesi, creeranno un fondo ad hoc a sostegno di lungo periodo della 'primavera araba' ed esorteranno la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers) ad estendere i prestiti alle coste sud del Mediterraneo. La Gran Bretagna è già uscita allo scoperto, annunciando uno stanziamento straordinario per 175 milioni di dollari a sostegno delle riforme nei paesi arabi in transizione democratica. Secondo uno studio del Fmi, i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa che importano petrolio avranno bisogno di 160 miliardi di dollari di finanziamenti esterni fino al 2013: il documento, preparato appositamente per il G8, prevede la concessione di prestiti fino a 35 miliardi di dollari ai paesi dell'area nel caso in cui lo richiedessero. Illustrando la sua proposta, Obama porta comunque l'esempio degli Stati Uniti, che ridurranno il debito dell'Egitto di un miliardo di dollari, offriranno garanzie per un miliardo di dollari per facilitare il ritorno sui mercati del Paese e metteranno a disposizione 2 miliardi di dollari di garanzie per partnership pubblico-private nel Paese. La strategia del leader Usa si basa su due pilastri: la democratizzazione e la modernizzazione economica. L'aiuto dell'Europa è "cruciale", considerata anche la posizione geografica strategica per i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. I Grandi saranno raggiunti nelle prossime ore dai primi ministri dell'Egitto e della Tunisia, con i quali discuteranno della strada da seguire. Il G8 diventa così la piazza per "mandare un messaggio chiaro" alle popolazioni in rivolta nell'area: "Se seguite la strada delle riforme e della democrazia, vi sosterremo".

Obama al G8 si dice preoccupato per le fluttuazione del cambio euro-dollaro e non abbassa i toni con la Libia e lo Yemen. "Abbiamo ripetuto più volte che le proposte del regime di Gheddafi non sono credibili finché non diventano azione", ammonisce nel giorno in cui Tripoli lancia un appello per un immediato cessate il fuoco. "Non rispettano la risoluzione Onu e, quindi, noi continueremo la nostra campagna con i partner della coalizione", avverte la Casa Bianca, ribadendo che gli Stati Uniti stanno aiutando la missione in Libia in vari modi: con il sostegno all'opposizione libica e ora "valutando la possibilità di sbloccare alcuni degli asset congelati a Gheddafi e consegnarli" ai ribelli. Plaudendo all'arresto di Ratko Mladic ("chi commette genocidi non scappa alla giustizia"), Obama condanna in modo "forte" le violenze in Yemen e invita a procedere sulla via di una transizione democratica. Il Medio oriente e il Nord Africa sono stati fra i temi affrontati da Obama con il presidente russo Dmitri Medvedev, con il quale c'é una "relazione eccezionale". "Abbiamo discusso della situazione in Medio Oriente e in Nord Africa e condiviso idee su come gestire - afferma Obama - il processo di transizione nella regione in modo che promuova la prosperità della gente e assicuri la stabilità e risolva i conflitti in modo pacifico". La Casa Bianca punta poi sui rapporti della Russia con la Libia per cercare di rompere "l'impasse" che si è venuto a creare sul terreno e "beneficiare di questo tipo di contatti". La portavoce di Medvedev ha precisato che gli Stati Uniti, insieme a Gran Bretagna e Francia, hanno chiesto proprio alla Russia di mediare con il regime di Gheddafi. Obama e Medvedev si sono impegnati poi a cooperare nella lotta al terrorismo e hanno ribadito che l'obiettivo è smantellare al-Qaeda.

Al centro dei colloqui anche l'adesione al Wto della Russia, appoggiata dagli Stati Uniti e per la quale Medvedev chiede un'accelerazione, e il sistema missilistico in Europa, con gli Stati Uniti che rassicurano di non voler "minare la sicurezza strategica" e si impegnano, insieme a Mosca, a trovare un accordo sui piani americani per la costruzione di un sistema missilistico di difesa basato in Europa che soddisfi i bisogni di sicurezza e affronti le potenziali minacce nei confronti di entrambi i paesi.

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