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Napolitano: nessun vittimismo, ma l'Ue agisca

Viminale: si cercano 50mila posti in Italia

26 febbraio, 12:36
Giorgio Napolitano
Giorgio Napolitano
Napolitano: nessun vittimismo, ma l'Ue agisca
dell'inviato Francesco Bongarrà
 
BERLINO - ''Non cedere a vittimismi e allarmismi'' di fronte all'emergenza immigrazione esplosa con la crisi in Nord Africa: e' il monito che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia da Berlino prima di concludere la sua visita di Stato in Germania.
 
Ieri, nella capitale tedesca, Napolitano ha fatto il punto sulla situazione in Maghreb con il suo omologo Christian Wulff ed il cancelliere Angela Merkel. E oggi ribadisce ''l'esigenza di una forte solidarieta' per far fronte a questa emergenza; un'esigenza che non e' solo dell'Italia o della Germania, paesi a cui non si chiede un particolare ruolo, ma di tutti''. Perche', spiega, ''il problema non e' solo dell'Italia, ma di tutta l'Unione europea''. ''Sui giornali - afferma Napolitano - ho letto che il mio appello alla Germania sarebbe caduto nel vuoto o avrebbe trovato le porte chiuse. Non capisco da cosa cio' si desuma''. E, riferendosi alle stime sull'affluenza degli immigrati, aggiunge: ''Non siamo in grado di fare previsioni, le stime sono premature. Ma e' importante un intervento piu' consistente dell'agenzia Frontex dell'Ue. Ieri - prosegue il Capo dello Stato - non ho parlato dell'accoglienza dei profughi e della loro distribuzione sul territorio di altri paesi. Ho messo, invece, l'accento sulla necessita' di linee comuni dell'UE sulle politiche di
immigrazione e d'asilo, come chiesto dal documento diramato due giorni fa alla fine della missione a Roma dei ministri degli Interni degli Stati membri dell'UE che si affacciano sul Mediterraneo''. Insomma, Napolitano ribadisce la necessita' di una reazione corale dell'Ue nel suo complesso all'emergenza. ''La volonta' di portare avanti una politica euromediterranea anche in tema di immigrazione ed asilo ha scarseggiato. Quanto sta accadendo - ragiona il presidente della Repubblica - rappresenta una scossa talmente forte e brusca da permettere di superare esitazioni, attendismi, elusivita' ed ambiguita' del passato. L'importante - puntualizza - e' che dall'UE arrivi un forte messaggio politico di disponibilita' e di impegno a cooperare per lo sviluppo dell'area del Mediterraneo, ed anche un forte rinnovato impegno per una politica comune in tema di immigrazione ed asilo''. L'Italia, sottolinea, ''non ha mai posto veti o rifiuti a sanzioni'' nei confronti della Libia''. Pero' aggiunge, ''il luogo in cui discutere di sanzioni, affinche' abbiamo una adeguata base giuridica ed efficacia, e' l'Onu. Poi ognuno ha le sue posizioni''. ''Noi adesso - dice ancora il presidente - abbiamo la grossa questione di garantire la sicurezza degli italiani e degli stranieri in Libia, delle misure da attivare per evacuarli in caso di necessita', misure che mi pare siano gia' scattate: abbiamo il problema di arrestare una violenza repressiva inaccettabile e di favorire la transizione ordinata verso un regime che riconosca liberta' e diritti e collabori con la Ue''.

RISCHIO SBARCHI, SI CERCANO 50MILA POSTI IN ITALIA - Con i Centri di accoglienza pieni ed il 'rischio' esodo dalla Libia in rivolta, il Viminale - secondo quanto si apprende - punta a cercare strutture in tutta Italia per ospitare fino a 50mila migranti che potrebbero sbarcare nel giro di un mese. E' lo scenario peggiore ipotizzato dagli esperti del ministero. ''Non possiamo farci trovare impreparati in caso di emergenza'', aveva detto ieri a Bruxelles il ministro Roberto Maroni.

Alla ricerca delle strutture per ospitare eventuali flussi eccezionali di stranieri si stanno dedicando i prefetti, con un 'censimento' delle disponibilita' provincia per provincia (edifici pubblici, ex caserme, ecc.) ed il commissario straordinario per l'emergenza immigrazione, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, che punta invece ad individuare aree dove installare eventualmente dei campi attrezzati con acqua, luce e gas. Le strutture del Viminale (Centri di accoglienza, Centri per richiedenti asilo, Centri di identificazione ed espulsione), che hanno una capienza complessiva di circa 8 mila posti, sono ormai al tutto esaurite, dopo i circa 6.300 migranti (6.200 tunisini) arrivati in questo inizio d'anno. Si stringono dunque i tempi per trovare altre soluzioni di ospitalita' da approntare in poche settimane.
 
BAN: TENETE CONFINI APERTI, TIMORE ONDATA PROFUGHI - I Paesi vicini alla Libia, anche quelli europei, devono tenere i confini aperti: lo chiede il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, nel timore di una ondata di profughi.

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