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Ong, vittime 8mila bambine al giorno

Bonino, viola diritti universali; parte raccolta firme per Onu

06 febbraio, 10:34

ROMA - "Decidi tu che segno lasciare". E' questo lo slogan, accompagnato da un'immagine che raffigura una lametta e una penna, della nuova campagna mondiale promossa da 'Non c'é pace Senza Giustizià per ottenere una risoluzione dell'Onu contro le mutilazioni genitali femminili. Una pratica che, secondo la ong, ogni giorno viene inflitta a 8mila bambine nel mondo e che, fino ad oggi, ha coinvolto circa 150 milioni di donne. "Il nostro obiettivo è ottenere dall' organismo che rappresenta tutto il mondo la messa al bando di una pratica che viola i diritti universali", ha evidenziato la vicepresidente del Senato Emma Bonino nel corso della presentazione della campagna.

Oggi nei maggiori Paesi dell'africa sub-sahariana e in alcune capitali europee le donne di tutto il mondo celebreranno, con manifestazioni e dibattiti, la 'Giornata internazionale di lotta alle mutilazioni genitali femminili'. "E' una tradizione patriarcale, non religiosa, che non riguarda solo il continente africano" ma anche Paesi come "Bolivia, Indonesia, Kurdistan e Yemen. E coinvolge le comunità di immigrati in Italia", ha ricordato la Bonino, secondo la quale una risoluzione dell'Onu nel 2011 è necessaria "innanzitutto per fare chiarezza su ciò che è reato e ciò che non lo è" poiché in molti Stati la pratica è ritenuta legale. Ma una messa al bando ufficiale "serve anche a legittimare il lavoro delle attiviste che in Africa e nel mondo intero lottano contro le mutilazioni", ha aggiunto la leader radicale. All'iniziativa hanno aderito il ministero degli Esteri e quello delle Pari Opportunità, attrici come Claudia Cardinale e Franca Valeri, Claudia Gerini e la Onlus Enel Cuore, che ha contribuito alla costruzione di un sito web ad hoc. Tutti convinti che sia necessario raccogliere il maggior numero di firme possibili contro una pratica "discriminatoria e lesiva della dignità della donna", come sottolineato dalla Consigliere regionale del Lazio Isabella Rauti.

INMP, 2-3MILA BIMBE A RISCHIO IN ITALIA - "In Italia, ogni anno ci sono 2000-3000 bambine a rischio di essere infibulate". E' l'allarme lanciato da Aldo Morrone, direttore dell'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), alla vigilia della Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, fenomeno che interessa "30-35mila donne in Italia". "Essere a rischio non vuol dire che verranno infibulate - afferma Morrone - ma si tratta di bambine che provengono da Paesi a forte tradizione escissoria (Corno d'Africa, fascia sub-sahariana, Egitto e Sudan) e se non riusciamo ad intercettarle facendo conoscere alle famiglie la realtà italiana e la legge che vieta l'infibulazione, c'é la possibilità che questo numero passi da rischio a realtà". "Siamo a conoscenza anche di casi in cui, dopo un viaggio nei Paesi d'origine - prosegue Morrone - alcune bambine sono state infibulate. Su questo gli insegnanti possono svolgere un'azione di sentinella, osservando i comportamenti e i cambiamenti d'umore delle bambine". Il direttore dell'Inmp, istituto dove in 10 anni sono state assistite oltre 5mila donne infibulate, sottolinea che le mutilazioni non sono legate alla religione. "Il grande pubblico spesso associa le mutilazioni alla religione musulmana - afferma - invece, l'Islam, come il Cristianesimo, ha trovato questa pratica già diffusa in Africa".

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