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Gheddafi a Roma, oggi incontra Berlusconi

Il leader libico a Roma, incontro con Berlusconi nella tenda beduina: difesa e immigrazione

30 agosto, 19:51
Berlusconi e Gheddafi
Berlusconi e Gheddafi
Gheddafi a Roma, oggi incontra Berlusconi
(Di Michele Esposito)
 
ROMA - Una lezione di Corano, anzi, una vera e propria lezione sulla Libia, dove la donna ''e' libera ed e' piu' rispettata che in occidente''. Parola di Muammar Gheddafi. Il rais oggi ha replicato il suo show e, sempre all'Accademia libica, in una zona residenziale di Roma nord, ha concesso il bis a 200 ragazze, invitandole in tarda mattinata ad una seconda lezione sull'Islam dopo quella di ieri, impartita a ben 500 hostess. Alle partecipanti, tutte rigorosamente donne, Gheddafi ha donato il Corano e il libro Verde della rivoluzione. E ha raccontato che nel Paese da lui guidato da oltre quarant'anni, la donna gode di totale liberta'. Anzi, in confronto all'Europa e agli Stati Uniti e' piu' rispettata e non e' costretta a lavori ''non consoni al suo fisico''. Frasi che hanno contribuito ad alimentare le polemiche che hanno accompagnato la visita del colonnello in Italia. Le duecento ragazze, eleganti e non volgari, in gran parte vestite con camicetta bianca e gonna nera, sono uscite dall'incontro soddisfatte. Hanno ascoltato il colonnello per piu' di un'ora. ''Non ha chiesto di convertirci ne' ha fatto alcun tentativo per convincerci'' ad abbracciare l'Islam, hanno assicurato le ragazze. Il tema dominante, anche oggi, e' stato quello religioso. Ma si e' parlato anche della donna e del suo ruolo nella Libia musulmana. ''Prima di venire qui avevo un'idea sbagliata delle condizioni della donna'' nel paese nordafricano, ha spiegato Barbara, una delle poche ragazze che uscendo dall'edificio hanno concesso una breve intervista ai giornalisti che le attendevano oramai da due ore. La donna, in Libia, e' stata la lezione impartita dal rais, e' totalmente libera ma soprattutto gode del piu' ampio rispetto. Nell'ex Quarta sponda (cosi veniva chiamata la Libia in epoca coloniale), i lavori pesanti, quelli che rischiano di minare il fisico femminile, sono praticati solo dagli uomini. In Occidente, invece, ha spiegato il colonnello, ''le donne guidano i treni e lavorano nelle miniere''. ''In Libia non sarebbe possibile perche' si tratta di lavori troppo pesanti'', ha soggiunto Gheddafi. Alla fine, il leader libico e' riuscito ad ammagliare la sua platea 'rosa' ma ha fatto andare su tutte le furie Anna Paola Concia, parlamentare del Pd che ha definito le parole di Gheddafi ''pagliacciate che umiliano le donne''. Mentre gia' questa mattina, il circolo italiano femminile, riferendosi alle lezioni del 'professor Gheddafi' aveva parlato di ''lesa dignita''' del modo femminile. E, pochi minuti dopo l'uscita delle 200 ragazze, e' montata anche la protesta dell'Idv con il senatore Stefano Pedica che, mentre insieme ad altri manifestanti piantava una simbolica 'tenda della legalita'', si e' scagliato contro Hostessweb, l'agenzia che ha reclutato le ragazze: ''Va chiusa, e' istigazione alla prostituzione''. In serata, dalla Festa nazionale del Pc a Torino, si e' levata anche la voce del capogruppo alla camera, Dario Franceschini: '' inimmaginabile per qualsiasi paese normale europeo guidato dalla destra - ha detto - offrirsi per costruire un palcoscenico a Gheddafi e per far sfilare 500 ragazze a pagamento mandate da un'agenzia per far finta di essersi convertite all'Islam. C'e' di mezzo la dignita' di un paese e la dignita' delle donne italiane''. Di politica, durante la lezione, non si e' parlato. Gheddafi ha voluto soprattutto ribadire un concetto a lui caro: ''L'Islam e' l'ultima religione e se bisogna credere in una sola fede deve essere quella in Maometto''. Non e' un'autorita' religiosa, ''ha voluto solo illustrarci il suo pensiero'', ha precisato Elena Racoviciano, giunta da Napoli per ascoltare la lezione del rais. Una lezione che, a quanto sembra, ha colto nel segno. ''Molte ragazze sono rimaste affascinate dal mondo islamico'', ha assicurato, soddisfatta la giovane partenopea.
 
CON BELRUSCONI DISCUTE IMPORTANTE ACCORDO SU DIFESA - ''L'eccellente stato dei rapporti bilaterali'' tra Italia e Libia permette di dare ulteriore applicazione al Trattato di amicizia, aprendo la strada ad altre iniziative bilaterali e a importanti commesse per le aziende italiane. Nonche' alla fornitura di un sistema satellitare di controllo delle frontiere terrestri libiche che sara' fornito da 'Selex sistem' di Finmeccanica. E' inoltre in fase di definizione un importante Accordo nel settore militare della Difesa. Questi sono solo alcuni dei punti che saranno affrontati dal premier Silvio Berlusconi nei colloqui di oggi pomeriggio con il leader libico Muammar Gheddafi. All'incontro, che si svolge nella tenda del leader montata nei giardini della residenza dell'ambasciatore Gaddur, partecipa anche il ministro degli Esteri Franco Frattini. Il colloquio sara' l'occasione, spiegano all'ANSA fonti diplomatiche, per implementare l'applicazione del Trattato di amicizia nei vari settori, a partire da quello delle infrastrutture e dell'energia. ''Le commissioni miste previste dal Trattato si sono ormai insediate ed i lavori proseguono con un buon ritmo'', hanno assicurato le fonti. I maggiori progetti infrastrutturali di base sono comunque definiti, cosi' come il tracciato della famosa autostrada costiera che dovra' attraversare la Libia, dall'Egitto alla Tunisia. Anche le modalita' di affidamento delle opere alle aziende italiane (una ventina) sono state definite. Si parla ovviamente anche dell'immigrazione clandestina: dopo aver constatato che la formula dei pattugliamenti congiunti ha favorito il ''drastico'' calo degli sbarchi, si passera' alla richiesta di aiuto di Tripoli per risolvere il problema che i libici hanno con le frontiere terrestri a Sud. L'Italia sta gia' fornendo un pacchetto di aiuti triennale per 150 milioni di euro. Ed e' stato inoltre raggiunto l'accordo per un contratto per la fornitura da parte di Finmeccanica di un complesso sistema satellitare di controllo di quell'ampia area che corrisponde alle frontiere Sud della Libia. Infine un importante accordo si sta definendo nel settore della Difesa. In preparazione un 'memorandum of understanding' tra Italia e Libia in questo campo: in primo piano sara' sempre Finmeccanica.

DOPO LO SHOW, AL VIA PARTE UFFICIALE - Dopo lo show di ieri con le hostess e l'invito all'Europa a convertirsi all'Islam, che ha sollevato un polverone tra i politici di ogni schieramento, il leader libico Muhammar Gheddafi si prepara oggi a incontrare il premier Silvio Berlusconi. Due gli appuntamenti che strutturano la parte più ufficiale della visita: prima una mostra fotografica all'Accademia libica alle 17.00; quindi, in serata, i festeggiamenti per l'anniversario del Trattato di amicizia, con spettacolo equestre di cavalli berberi e Carosello dei Carabinieri alla caserma Salvo D'Acquisto. Massimo riserbo invece sugli altri appuntamenti del colonnello: Gheddafi potrebbe concedersi anche un bis con le ragazze dell'agenzia 'hostessweb', ma non c'é alcuna conferma di fonti ufficiali. All'Accademia libica Berlusconi e Gheddafi sono attesi per l'inaugurazione di una mostra fotografica sulla storia della Libia. Potrebbe essere quella l'occasione per cominciare ad affrontare le questioni dell'agenda Italia-Libia, che vanno dal gas, alle infrastrutture agli immigrati. E non si esclude nemmeno un incontro tra il colonnello e qualcuno dei big dell'economia italiana, considerato che dall'Eni a Finmeccanica, fino ai grandi costruttori (tra tutti Impregilo e Italcementi impegnati nell'opera di ricostruzione delle infrastrutture dell' ex colonia italiana) è più che rilevante presenza delle big italiane nel paese nordafricano. Anche il ministro degli Esteri Franco Frattini sarà all'Accademia libica, e si sposterà poi alla Salvo D'Acquisto di Tor di Quinto, per il cuore dei festeggiamenti. Circa 800 gli invitati - anche l'intyero Governo - chiamati dal premier Berlusconi per la cena o Iftar - il pasto che spezza il digiuno imposto ai musulmani dal mese di Ramadan - offerta al leader libico. Gli invitati assisteranno anche ad uno spettacolo d'eccezione: una sfilata equestre dei 30 cavalli berberi portati appositamente da Tripoli, a cui seguirà il Carosello dei Carabinieri.

AMNESTY A BERLUSCONI: PARLI DI DIRITTI UMANI - L'Italia inserisca il tema dei diritti umani dell'agenda dei colloqui con il leader libico Muammar Gheddafi: lo chiede la sezione italiana di Amnesty International, che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella quale l'organizzazione ricorda le "gravi violazioni" dei diritti umani in Libia.

Nel giugno scorso, Amnesty International ha diffuso un rapporto nel quale sottolinea come la situazione dei diritti umani in Libia risenta dell'assenza di riforme. Il rapporto, basato anche su una missione di ricerca sul campo del 2009 e aggiornato fino alla metà del maggio 2010, denuncia una serie di violazioni dei diritti umani, tra cui la tortura, la fustigazione delle donne e la pena di morte. Secondo quanto emerso dalle ricerche di Amnesty, molti detenuti hanno firmato "confessioni" in seguito a tortura e ad altri maltrattamenti compiuti da forze di polizia. I metodi più utilizzati sono le bastonate, tra cui quelle sulle piante dei piedi, le scariche elettriche, la sospensione per le braccia e il diniego deliberato di assistenza medica. In Libia, sono inoltre previste punizioni corporali, inclusa la fustigazione, per persone condannate a causa di relazioni sessuali al di fuori di un matrimonio legale (previste fino a 100 frustate). Il codice penale contempla anche sino a sette anni di carcere per relazioni sessuali extraconiugali. Infine, la pena di morte è prevista in Libia per un numero di reati ampio, che include anche l'esercizio pacifico del diritto alla libertà di espressione e di associazione. Le sentenze capitali continuano a essere comminate dai tribunali libici al termine di processi che violano gli standard internazionali sull'equo processo e colpiscono in maniera sproporzionata cittadini stranieri. Nella lettera a Berlusconi, Amnesty rileva come i partner internazionali della Libia debbano porre la grave situazione dei diritti umani al centro del dialogo con le autorità di questo paese. Come membro della comunità internazionale, la Libia ha infatti la responsabilità di rispettare gli obblighi in materia di diritti umani e occuparsi delle violazioni senza nasconderle. Questo consentirebbe di superare contraddizioni quali il far parte del Consiglio Onu dei diritti umani e, contemporaneamente, rifiutare le visite dei suoi esperti indipendenti. L'Italia, in particolare, secondo Amnesty potrebbe assumere un ruolo guida nel dialogo sui diritti umani e impegnarsi in questo senso a partire dagli incontri in agenda nel corso della visita del leader libico Gheddafi e, successivamente, in vista della Revisione universale periodica, nell'ambito del Consiglio Onu dei diritti umani, che a novembre riguarderà anche la Libia.

OPPOSIZIONE ATTACCA SU ISLAM E VISITA - "Parole pericolosissime", dice Mario Borghezio, europarlamentare della Lega e per Rosy Bindi del Pd viene violata "la dignità delle donne italiane" mentre Francesco Storace giudica "intollerabile" il suo "show sulla fede": piovono critiche dall'opposizione sulla visita romana di Muammar Gheddafi e sulle sue parole per un'Europa islamizzata. Da Idv, Lega, Pd e Udc si attacca: Livia Turco dal Pd chiede a Berlusconi di riferire in parlamento al termine della visita del leader libico. "I vertici internazionali - dice - lo sappiamo, costituiscono sempre un momento importante a patto, però, che al centro vi siano gli interessi del Paese e non servano esclusivamente per qualche interesse particolare". Per l'Idv "Berlusconi finisce per rendersi complice non solo della sorte dei tanti disperati ricacciati nel deserto libico ma di una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane, come afferma la vicepresidente della Camera Rosy Bindi. "Solo nell'Italietta berlusconiana che si compiace di barzellette e battute misogine - afferma Bindi - e che ha incoraggiato una nuova forma di mercificazione del corpo della donna è possibile assistere alla celebrazione così imbarazzante e subalterna di un personaggio come Gheddafi. Purtroppo non c'é da stupirsi - aggiunge - per lo spettacolo offerto agli italiani con l'avallo del nostro governo. Invece di chiedere ragione delle condizioni di vita di migliaia di migranti, il governo Berlusconi si presta ad offrire un palcoscenico a chi per fare la sua propaganda pretende di circondarsi di belle ragazze. Ma così Berlusconi finisce per rendersi complice non solo della sorte dei tanti disperati ricacciati nel deserto libico ma di una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane" "Qualcuno ricordi a Gheddafi che l'Europa è cristiana. Gli show sulla fede sono intollerabili" afferma Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. E la richiesta di Gheddafi di avere centinaia di avvenenti ragazze ad attenderlo al suo arrivo in Italia suona tanto come istigazione alla prostituzione, tuona il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica, per il quale a Gheddafi non è bastato fare spregio dei diritti umani deportando i profughi nei lager costruiti nel deserto, ignorare la responsabilità gravissima di aver appoggiato il terrorismo internazionale e prendere in giro gli italiani rimpatriati dalla Libia che non ha ancora indennizzato: ora ha voluto anche ricostruirsi il suo harem con hostess italiane, reclutate per avvenenza e disponibilità. E chi meglio poteva assecondarlo nei suoi desideri se non il satrapo Silvio Berlusconi?" Il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni, sentendo parlare di Europa islamizzata, commenta: Dopo Boumedienne, allora presidente algerino, nel 1974 quando all'Onu disse che sarebbe stato il ventre delle loro donne a dare loro la vittoria nella sopraffazione dell'occidente, ora Gheddafi si contorna di una platea femminile per mandare i suoi messaggi. L'Islam non viene in pace ma per conquistarci. Il circo mediatico organizzato per accogliere il dittatore Gheddafi serve a coprire le scomode verità che si nascondono dietro il Trattato Italia-Libia, dice Mario Staderini, segretario di Radicali italiani. Per Giampiero D'Alia dell'Udc la visita di Gheddafi a Roma "si sta trasformando in un'indegna sceneggiata". "Mi chiedo come mai i leghisti non si indignino sull'ultima perla del dittatore libico, quella sull'Islam religione d'Europa. Forse anche Bossi, dopo Berlusconi, ha chinato la testa alle cattive abitudini del leader libico e pensa di mandargli Miss Padania a sollazzarlo?".

 
FAREFUTURO: ITALIA DIVENTATA SUA DISNEYLAND - ''Se l'Italia e' diventata la Disneyland di Gheddafi, il parco-giochi delle sue vanita' senili, la ragione e' purtroppo politica. Nelle passeggiate romane il rais libico non esibisce il suo temperamento eccentrico, ma la sua legittimazione, la sua amicizia con il premier, la sua paradossale centralita' nella politica internazionale di un governo, quello berlusconiano, che e' progressivamente passato dall'atlantismo all'agnosticismo, dalle suggestioni neo-con alla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione. E visto che Gheddafi paga, le sue diventano anche le 'nostre' ragioni e la sua politica la 'nostra'''. Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, commenta cosi' la visita a Roma del leader libico. ''Il centro-destra - scrive Carmelo Palma - che aveva denunciato 'l'equivicinanza' della politica estera dalemiana - sempre in mezzo tra aggrediti e aggressori, a distanza di sicurezza dagli uni e dagli altri - l'ha scavalcata, iniziando a distinguere gli autocratici buoni da quelli cattivi sulla base della loro amicizia e disponibilita' personale e delle convergenze di interessi di breve periodo. Quest'idea ha portato Berlusconi a Minsk a tributare sperticati elogi all'ultimo dittatore europeo, il bielorusso Aleksandr Lukashenko, a difendere, in ogni dove, le ragioni e la legittimita' della 'demo-autocrazia' putiniana e a farsi garante della rispettabilita' politica del colonnello Gheddafi, che ormai sale in Italia a divertirsi quando e come vuole. Come si dice: pago, spendo, pretendo!''.
 
BERSANI: E' TEATRINO POLITICA ESTERA PREMIER - ''Piu' che teatrino libico e' il teatrino della politica estera di Berlusconi dove tutto e' concepito nel rapporto tra amici e cosi' noi siamo fuori dai paesi che contano''. Cosi' il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, a Repubblica tv, critica la visita del leader libico Gheddafi a Roma, definendola ''un termometro del berlusconismo dove anche la donna e' diventata quasi oggettistica''.
 
IDV PROTESTA E MONTA TENDA ANTI-COLONNELLO - Una tenda da campeggio piantata per protesta davanti la residenza dell'ambasciatore libico a Roma che ospita il tendone di Muammar Gheddafi e tanti cartelli con slogan come 'Gheddafi e Berlusconi: convertitevi alla democrazia!''. E' la protesta inscenata oggi dal senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica e da alcuni colleghi di partito in attesa che arrivi il premier Silvio Berlusconi per incontrare il leader libico. Pedica ha anche distribuito dei volantini dal titolo 'Dottore horroris causa per violazione dei diritti umani al colonnello Muammar Gheddafi'. Tanti i cartelli innalzati, con gli slogan 'Gheddafi e Berlusconi, convertivi alla democrazia!'; 'Gheddafi, hai pagato 500 hostess, ma quante eritree hai deportato?'; 'Gheddafi e i trenta cavalli, Berlusconi e i quaranta ladroni'.(

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