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Vita delle madri afgane la peggiore, Norvegia migliore

Rapporto Save the children, 350 mila donne perdono la vita ogni anno

04 maggio, 11:15
Donne afghane
Donne afghane
Vita delle madri afgane la peggiore, Norvegia migliore

ROMA - Cinquanta milioni di donne nel mondo partoriscono senza assistenza; quasi 350 mila perdono la vita per la gravidanza e il parto. Secondo l'11/mo 'Rapporto sullo Stato delle Madri nel mondo' di Save the Children, diffuso oggi alla vigilia della Festa della mamma, l'Afghanistan è il paese dove le madri e i bambini stanno peggio, la Norvegia quello in cui stanno meglio. Nella classifica composta da 160 paesi, l'Italia si colloca al 17/o posto. Ecco la top ten: Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania. In fondo: Afghanistan, Niger, Chad, Guinea Bissau, Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Sudan, Eritrea, Guinea Equatoriale.

Il rapporto ricorda che ogni anno 8.8 milioni di bambini muoiono prima di compiere 5 anni; il 41% non sopravvive al primo mese. Si stima che circa 250.000 donne e 5.5 milioni di bambini che oggi muoiono potrebbero salvarsi. Grazie a poche misure semplici e a basso costo come l'assistenza specializzata al momento del parto, a vaccini e trattamenti diarrea e malaria. "La formazione ed impiego su ampia scala degli operatori sanitari di comunità, soprattutto donne, porterebbe di sicuro ad una sensibile riduzione di tante morti - spiega Francesco Aureli, Responsabile Policy e Advocacy per l'Italia di Save the Children - I paesi che hanno fatto ricorso a queste figure hanno visto ridurre drasticamente i tassi di mortalità materna e infantile. Per perseguire gli Obiettivi del Millennio in questo settore occorre formarne e impiegarne almeno altri 4.3 milioni".

Nei paesi in difficoltà, il 60% delle nascite avviene senza l'assistenza specializzata; 1 mamma ogni 23 muore (in Italia 1 su 26 mila); 1 bambino su 6 perde la vita entro i 5 anni; più di 1 minore su 3 soffre di malnutrizione; 1 su 5 non va a scuola; in media una donna ha 5 anni di studio; 9 madri su 10 con molta probabilità vedranno morire un loro figlio. Ed ancora. In Norvegia ogni bambino nasce assistito da un'ostetrica o un dottore, in Afghanistan solo il 14%. Una donna norvegese in media studia per 18 anni e vive fino ad 83, l'82% fa uso di contraccettivi e 1 su 132 perderà un bambino prima che compia 5 anni. In Afghanistan una donna in media studia per 4 anni, vive fino a 44, solo nel 16% dei casi ricorre alla contraccezione, ogni madre afghana ha un'alta probabilità di vedere morire il figlio.

1.6 MLN MADRI ITALIANE POVERE - Oltre 1.6 milioni di mamme italiane sono povere. Di queste, un milione ha un figlio piccolo e vive in precarie condizioni di vita tanto da avere serie difficoltà nell'arrivare a fine mese. Lo afferma - alla vigilia della festa della mamma - un rapporto di Save the children sulle 'Condizioni di poverta' tra le madri in Italià. L'organizzazione ha diffuso oggi anche i dati dell'11/mo rapporto sul benessere materno-infantile nel mondo, classifica che colloca l'Italia al 17/mo posto su 160. Nel nostro paese "va tutto relativamente bene al momento della nascita - sostiene l'organizzazione - ma poi iniziano i problemi". La povertà è il problema delle mamme e dei figli italiani.

La situazione più grave è vissuta delle madri sole con almeno un figlio minore: il 44% arriva a fine mese "con molte difficoltà", il 31% è in arretrato con le bollette, il 25% non ha i soldi per le spese mediche, il 21% per le spese scolastiche. Il 15,4% delle coppie con un bambino con meno di 18 anni - segnala Save the children - vive in povertà. Il che significa, ad esempio, che il 16,3% delle mamme in coppia con figlio piccolo paga in ritardo almeno una delle bollette di casa mentre il 10,3% non riesce a sostenere regolarmente le spese scolastiche dei figli. Maternità significa anche meno occupazione femminile; il tasso di disoccupazione sfiora i 22 punti percentuale in più rispetto alle donne senza figli. Save the children ribadisce che la maternità può diventare causa di povertà. E il divario occupazionale cresce all' aumentare del numero dei figli: il tasso di occupazione femminile è pari al 65% in assenza di figli ma decresce al 60,6% e al 54,8% nel caso, rispettivamente, di uno e due figli, per crollare al 42,6% quando i figli sono almeno 3. In generale, in Italia vivono 4.2 milioni donne povere; 1.678.000 sono madri. Circa 1 milione di esse ha almeno un figlio minorenne: l'86,3% vive in coppia, il 7,5% è sola, il 6,2% in famiglie allargate.

"Tanto più in questo periodo di grave crisi economica, il sostegno alle madri diventa cruciale e urgente se vogliamo contrastare la povertà - commenta Valerio Neri, Direttore Generale per l'Italia di Save the Children - E' necessario procedere su un doppio binario combinando misure che agevolano l'accesso al lavoro e ai servizi, come per esempio gli asili nido che sono tutt'ora insufficienti, con il sostegno al reddito".

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