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Berlusconi alla Knesset. Israele, diritto d'esistere

L'Anp replica: quella di Israele fu aggressione Abu Mazen: urgente soluzione di due Stati

04 febbraio, 13:50
Berlusconi
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Berlusconi alla Knesset. Israele, diritto d'esistere

BETLEMME - "Il fermo dell'espansione degli insediamenti da parte di Israele" è una "condizione necessaria" per "avviare i negoziati in modo proficuo", ha ribadito il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa al termine dell'incontro con il presidente dell'Anp Abu Mazen.

Da parte di Israele c'è una "vera, forte, decisa volontà di cominciare negoziati di pace". E' il messaggio portato a Betlemme dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Abu Mazen dopo i colloqui avuti in Israele. "Ho avuto modo di incontrare i dirigenti di Israele -ha detto Berlusconi- e con il loro accordo mi sono permesso di venire qui a rappresentarvi, quasi fotograficamente, la loro vera, forte, decisa volontà di cominciare i negoziati di pace".

BERLUSCONI: INCONTRI FRUTTUOSI, SPERO DI ESSERE UTILE ALLA PACE
"Gli incontri sono stati fruttuosi, positivi. Tutti mi hanno caricato di grandi responsabilità. Spero di poter essere utile". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, durante la visita alla Basilica della Natività, al termine della visita di tre giorni in Israele. Berlusconi, che nel pomeriggio ha incontrato a Betlemme il leader dell'Anp Abu Mazen, stamattina aveva parlato alla Knesset di Gerusalemme davanti a Benjamin Netanyahu e al presidente israeliano Shimon Peres.

ABU MAZEN A BERLUSCONI, E' URGENTE SOLUZIONE DUE STATI - Arrivare alla soluzione della questione palestinese con "la creazione di due Stati è urgente nell'interesse dell'intera regione e del mondo" e bisogna mettere in campo "ogni sforzo". E' quanto ha sottolineato il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Abu Mazen nella conferenza congiunta con il premier Silvio Berlusconi al termine del colloquio avuto a Betlemme. Abu Mazen ha colto l'occasione per uno speciale ringraziamento a Berlusconi per il "suo interessamento perenne per la ricerca di una soluzione alla questione palestinese".

ABU MAZEN, CHIEDIAMO A HAMAS DI FIRMARE ACCORDO AL CAIRO - Hamas vada al Cairo e firmi la proposta di accordo egiziana. E' la richiesta avanzata dal presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier Silvio Berlusconi a Betlemme. "Chiediamo ad Hamas che vada al Cairo e firmi questo accordo e inizi così questo percorso di riconciliazione", ha detto Abu Mazen dopo aver ricordato che l'Anp ha già siglato l'accordo proposto dal presidente egiziano Hosni Mubarak.

Nel giorno in cui il premier Silvio Berlusconi rivolge uno storico discorso ai deputati della Knesset, il parlamento israeliano, arriva da Teheran la dura reazione alle parole del presidente del Consiglio, che ieri aveva esortato la comunità internazionale ad "aiutare e sostenere l'opposizione" in Iran, invocando "forti sanzioni" per impedire agli ayatollah di dotarsi dell'arma nucleare.

Le parole di Berlusconi rappresentano "una aperta interferenza negli affari interni di un Paese indipendente", tuona il portavoce della commissione Esteri del parlamento iraniano Kazem Jalali. "Sono dichiarazioni - dice all'ANSA il deputato - che non potranno aiutare a risolvere i problemi, ma al contrario li renderanno più complicati". La preoccupazione per la minaccia nucleare iraniana ha dominato la visita di Berlusconi in Israele, arrivata oggi al suo terzo giorno. E anche alla Knesset - nel primo discorso di un presidente del Consiglio italiano davanti ai deputati israeliani - Berlusconi è tornato a invocare "sanzioni efficaci" contro Teheran: "Non è accettabile - ha scandito infatti il premier tra gli applausi - l'armamento atomico a disposizione di uno stato i cui leader hanno proclamato apertamente la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello stato ebraico". Berlusconi - che si è rivolto al popolo ebraico come ad "un fratello maggiore", citando le parole di papa Giovanni Paolo II - ha parlato di Israele come "unico esempio di democrazia in Medio Oriente", è tornato ad auspicare un suo ingresso nell'Ue e ha rilanciato la prospettiva della creazione di uno stato palestinese che viva accanto a quello israeliano "in pace e in sicurezza".

Spazio nel suo discorso - in un clima di grande calore e intervallato da 12 applausi - anche per una rievocazione dell' "infamia delle leggi razziali" di cui l'Italia "si macchiò" nel 1938, ma da cui trovò la forza di riscattarsi attraverso "la lotta di liberazione dal nazifascismo".

"Profonda commozione" invece per l'episodio su mamma Rosa Berlusconi, ricordato in aula dal premier israeliano Benyamin Netanyahu. Fu durante la seconda guerra mondiale, quando una signora italiana, incinta di otto mesi, ha raccontato Netanyahu, riuscì a salvare una ragazza ebrea da un poliziotto tedesco: "Quella signora coraggiosa si chiamava Rosa e uno dei suoi figli si chiama Silvio Berlusconi", ha scandito tra gli applausi il primo ministro israeliano. Nel pomeriggio, a conclusione della sua missione nella regione, Berlusconi si sposterà a Betlemme, dove incontrerà il presidente palestinese Abu Mazen, invitandolo a tornare al tavolo dei negoziati. Alla sua frase sulla "giusta reazione" di Israele su Gaza durante l'operazione Piombo Fuso ha già risposto Nemer Hammad, uno dei più stretti consiglieri politici di Abu Mazen: "Le parole di Berlusconi non cambiano la realtà, quella degli israeliani a Gaza fu un aggressione".

BERLUSCONI, QUI MI SENTO A CASA, ITALIANI VI AMANO - "Sono stato accolto con grande affetto, qui mi sento a casa mia". Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi nel suo discorso prima del pranzo di gala offerto oggi in suo onore a Gerusalemme dal presidente israeliano Shimon Peres. Il presidente del Consiglio è tornato anche sul suo discorso di stamattina alla Knesset: "Per la prima volta - ha detto - ho letto un discorso. Di solito parlo a braccio, questa volta ho voluto riflettere su ogni parola per testimoniare al meglio al popolo d'Israele i miei sentimenti e quelli del popolo italiano. Peres ha detto che ama l'Italia. Io posso assicurare che tutto il popolo italiano, al di là delle appartenenze politiche, ama Israele e gli israeliani". Berlusconi ha poi raccontato di essere rimasto negli anni sempre "colpito" dalla violenza degli attacchi terroristici contro Israele: "Una volta - ha ricordato - ho provato un dolore lancinante quando un amico che vive in Israele mi ha raccontato che mandava i suoi tre figli a scuola su tre autobus diversi...".

PERES A BERLUSCONI, SEI LEADER PIU' SOLARE MAI CONOSCIUTO - Il capo dello stato israeliano Shimon Peres ha oggi definito il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi "il leader più solare fra tutti quelli che ho conosciuto". Il discorso da questi pronunciato oggi alla Knesset (il parlamento israeliano) è stato, secondo Peres, "caldo, nobile, coraggioso, pieno di visione e di amicizia. Per usare un'espressione quasi romantica, Israele ama l'Italia di un amore profondo". "L'Italia - ha detto ancora Peres nel brindisi di saluto - é nella parte illuminata del mondo" . Allo stesso modo "ci possono essere leader che sono nella parte nuvolosa della vita e leader che, come Berlusconi, sono invece nella parte soleggiata".

PERES A BERLUSCONI: COOPERAZIONE TECNOLOGICA DECISIVA - Nell'incontro avvenuto nella residenza del Capo dello Stato israeliano, Shimon Peres ha discusso con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi della cooperazione nel campo delle nuove tecnologie, ambito che ha definito "decisivo per il futuro". "Sono reduce dal Forum economico di Davos - ha quindi detto Peres - Ma i problemi finanziari sono il mondo di ieri. La tasca non riempie la testa, ma è la testa a riempire la tasca". La recente crisi economica è avvenuta, a suo parere, "perché gli americani avevano troppi soldi, ma poche idee". Peres ha quindi insistito sull'importanza dello sviluppo tecnologico, un fronte sul quale la cooperazione fra Italia ed Israele sarà a suo giudizio molto importante.

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