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Fallito attentato aereo: incriminato il nigeriano

Addestrato da Al Qaida, esplosivo era potente

27 dicembre, 18:34
Dal sito della Cnn il nigeriano bloccato sul volo della Delta Airlines
Dal sito della Cnn il nigeriano bloccato sul volo della Delta Airlines
Fallito attentato aereo: incriminato il nigeriano

WASHINGTON - Il nigeriano accusato di aver cercato di fare esplodere venerdì un aereo di linea americano é comparso davanti a un giudice statunitense che gli ha ufficialmente letto le incriminazioni a suo carico. Il giudice Paul Borman è andato all'ospedale di Detroit dove é ricoverato Umar Faruk Abdulmutallab, 23 anni, rimasto ustionato nel tentativo di innescare l'esplosivo sull'aereo, e gli ha letto i capi d'accusa nel corso di un'udienza durata 20 minuti.

Secondo i giornalisti autorizzati ad assistere, il giovane, che parlava in inglese, era ammanettato a una sedia a rotelle e aveva i polsi e parte delle mani bendati. Ha detto al magistrato di non potersi pagare un avvocato e gliene è stato assegnato uno d'ufficio. L'atto d'accusa ha confermato che dalle analisi preliminari condotte dall'Fbi è emerso che l'ordigno che Abdulmutallab ha cercato di attivare "conteneva del Petn, un potente esplosivo". Interrogato su come si sentisse l'attentatore ha risposto di "stare meglio". Secondo alti funzionari citati dai media Usa, Abdulmutallab ha confessato di aver iniettato con una siringa un detonatore chimico liquido in una polvere che aveva nascosto nei suoi indumenti intimi per cercare di far esplodere l'aereo della Delta-Northwest partito da Amsterdam e prossimo all'atterraggio a Detroit con a bordo 278 passeggeri e 11 membri dell'equipaggio.

Alhaji Umar Mutallab, padre dell'attentatore,  facoltoso banchiere ed ex-presidente della First Bank PLC in Nigeria, aveva messo in guardia alcuni mesi fa l'ambasciata Usa in Nigeria del pericolo che il giovane membro della famiglia si fosse lasciato contagiare da "idee estremiste" e potesse programmare attentati.

 Il padre del nigeriano che il giorno di Natale ha cercato di far saltare in aria un aereo Delta poco prima dell'atterraggio a Detroit era preoccupato per le attività del figlio che dopo avere studiato per tre anni a Londra e dopo essersi spostato nel Dubai per proseguire gli studi era poi scomparso nello Yemen chiedendo alla famiglia di non cercare di rintracciarlo.

La segnalazione era stata trasmessa dalla ambasciata Usa in Nigeria al Centro nazionale per il Controterrorismo ed il nome era stato inserito in una lista di persone da tenere d'occhio. Ma il nigeriano non era stato così pericoloso da meritare anche un inserimento nella lista di 'non volo' od un annullamento del visto multiplo per recarsi in Usa che aveva ricevuto alla ambasciata Usa a Londra nel giugno 2008.

Il giovane incriminato aveva confessato agli inquirenti di avere trascorso un mese in un campo di addestramento di Al Qaida nello Yemen dove ha ricevuto dalla organizzazione terrorista un paio di mutande con due tasche segrete.

Nella prima era stato nascosto un pacchetto di plastica contenente circa 80 grammi di PETN (una sostanza simile alla nitroglicerina) e nell'altra una siringa con una sostanza chimica da usare come detonatore del potente esplosivo. Le due tasche erano state cucite nell'area dei testicoli per rendere improbabile una perquisizione manuale in tale aerea. Ma qualcosa non ha funzionato. Quando il nigeriano a bordo del volo diretto da Amsterdam a Detroit ha tentato di far esplodere l'ordigno, si sono sprigionate solo fiamme e fumo. L'attentatore è stato immediatamente bloccato da alcuni passeggeri e da alcuni membri dell'equipaggio che hanno anche rapidamente soffocato le fiamme usando coperte ed estintori.

"Non è piacevole vedere il fuoco a bordo dell'aereo su cui stai viaggiando", ha detto Jasper Schuringa, uno dei passeggeri che ha sventato l'attentato. La tentata strage ha fatto scattare un rafforzamento delle misure di sicurezza in tutti gli aeroporti americani e in quelli con voli diretti negli Usa. Il presidente Barack Obama, che si trova in vacanza nelle Hawaii, è stato costantemente tenuto informato sugli sviluppi delle indagini.

Un documento del ministero della giustizia Usa ha rivelato alcuni dettagli: il nigeriano si era recato alla toilette dell'aereo poco prima dell'attentato, restandovi per circa 20 minuti. Aveva quindi ripreso il suo posto, nella fila 19 dell'Airbus, vicino al finestrino. Aveva detto di avere male di stomaco e si era avvolto con una coperta. Poco dopo, l'aereo stava per atterrare a Detroit, i passeggeri avevano visto fiamme e fumo levarsi da sotto la coperta. Il nigeriano è stato immobilizzato e trasportato nella parte anteriore dell'aereo, in prima classe, dove è stato ammanettato ad un sedile.

"Non ha fatto alcuna resistenza, aveva un viso senza emozioni, sembrava in trance", ha raccontato un altro passeggero. L'attentatore è rimasto ustionato nell'area genitale. L'aereo, che aveva a bordo 289 persone, ha potuto atterrare a Detroit senza ulteriori problemi. Una siringa fusa é stata trovata vicino al sedile del nigeriano. Quando una hostess gli ha chiesto, dopo l'attentato fallito, cosa avesse in tasca, l'uomo ha risposto: "Un ordigno esplosivo".

Dopo l'atterraggio Abdelmutallab è stato preso immediatamente in consegna dagli agenti dell'Fbi che hanno cominciato a interrogarlo mentre veniva trasportato in un ospedale del Michigan. Indagini sono scattate nel giro di poche ore in diversi paesi: in Nigeria, in Olanda, in Inghilterra (dove il mancato attentatore ha studiato per alcuni anni), nello Yemen e nel Dubai.

Gli inquirenti sono all'opera anche ad Amsterdam, l'aeroporto dove l'attentatore, che proveniva da Lagos, si è imbarcato sul volo diretto a Detroit. Si indaga anche a Londra, dove il nigeriano ha studiato ingegneria per alcuni anni (dal settembre 2005 al giugno 2008) all'University College London abitando in un palazzo di lusso. In Nigeria sono stati rintracciati i suoi familiari. L'attentatore è figlio di Umaru Mutallab, un facoltoso banchiere.

I familiari hanno detto che da tempo erano preoccupati per "le idee estreme" manifestate dal ragazzo che dopo Londra aveva abitato negli ultimi tempi in Egitto e nel Dubai. Il nome del nigeriano non era incluso nella lista di 'non volo' che le autorità Usa forniscono alle compagnie aeree perché sia impedito alle persone sospette di imbarcarsi sui voli diretti verso gli Stati Uniti. Il nome di Abdulmutallab era però stato inserito almeno due anni fa in un'altra lista compilata dall'intelligence con i nomi di sospetti terroristi, Nel mirino dell'indagine ci sono i rapporti del nigeriano con Al Qaida. L'attentatore ha detto di essere entrato in contatto via internet con un imam radicale nello Yemen che lo aveva poi messo in contatto con dirigenti di Al Qaida che si trovavano in un villaggio a nord della capitale dello Yemen, Sanaa. Qui sarebbe rimasto per un mese, ricevendo lezioni su come usare gli esplosivi. Gli inquirenti Usa stanno cercando di capire se l'imam che ha fatto da tramite con Al Qaida fosse lo stesso che era entrato a suo tempo in contatto con l'autore della recente strage di Fort Hood, in una base militare texana, costata la vita a tredici persone. Intanto i passeggeri delle compagnie aeree già cominciano a pagare il prezzo del nuovo attentato. Lunghe file si sono viste oggi ai posti di controllo degli aeroporti Usa mentre alcune compagnie Usa hanno già annunciato nuove misure di sicurezza chiedendo ai passeggeri di non lasciare i loro sedili nell'ultima ora di volo.

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