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Negoziati: Mottaki, non rinunciamo a nostro programma

Teheran insiste: procedera' l'arricchimento dell'uranio

20 ottobre, 18:28

Iran, avanti su nucleare

Iran, avanti su nucleare

TEHERAN - L'Iran non rinuncerà al suo "diritto" di sviluppare la tecnologia nucleare, anche in caso di accordo con le potenze del 5+1. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki, facendo intendere che Teheran non abbandonerà nemmeno il suo programma di arricchimento dell'uranio. I negoziati in corso a Vienna con Usa, Francia e Russia, ha sottolineato Mottaki in una conferenza stampa, riguardano la fornitura all'Iran di uranio arricchito al 20 per cento, necessario per fare funzionare un reattore con finalità mediche. "Questo - ha aggiunto - non ha alcuna relazione con il nostro programma di arricchimento, finalizzato ad alimentare centrali nucleari".

Il ministro degli Esteri iraniano ha aggiunto che Teheran dara' ''una risposta schiacciante ai criminali mercenari'' che hanno compiuto un attentato due giorni fa nel sud-est del Paese e una ''risposta adeguata anche a coloro che li sostengono''. ''A nessuno e su nessun versante della frontiera - ha affermato Mottaki - sara' permesso minacciare la sicurezza delle nostre regioni di confine''. Ieri Teheran aveva accusato i servizi segreti di Usa, Gran Bretagna e Pakistan di avere sostenuto i separatisti sunniti del gruppo Jundullah, accusati di aver compiuto l'attacco suicida di domenica vicino alla frontiera con il Pakistan.

RITARDO RIUN IONE AIEA PER DICHIARAZIONI MOTTAKI - Tutto fermo nei corridoi dell'Aiea a Vienna, dove stamani, per le 10:00, era stata indetta la ripresa della riunione fra Iran, Usa, Russia e Francia per cercare di definire un accordo sul contenzioso nucleare iraniano. A provocare il ritardo sono state le dichiarazioni stamani del ministro degli esteri iraniano Manuchehr Mottaki, che ha detto che la Francia non ha "alcuna ragione" di partecipare alla riunione e ribadito l'intenzione di Teheran di continuare a sviluppare tecnologia nucleare incluso l'arricchimento di uranio. In attesa che si sblocchi la situazione, forse - si congettura - in attesa di istruzioni dalle rispettive capitali, i delegati conversano nei corridoi dell'Aiea. La riunione si svolge a livello di diplomatici accreditati a Vienna presso le Nazioni Unite. Interpellato dall'ANSA, un portavoce dell'Agenzia atomica internazionale, ha detto che al momento non si sa nulla su quando, e se, i lavori riprenderanno. Stamani è improbabile, a questo punto; eventualmente, nel pomeriggio, ha detto. L'Aiea non ha un ruolo di mediatore nella riunione ma offre solo ospitalità. Cominciata ieri pomeriggio, la riunione si era svolta a porte chiuse e ieri si diceva che, dopo la ripresa oggi, avrebbe potuto durare fino a domani.

IERI L'INIZIO ''PROMETTENTE'' DEI COLLOQUI

VIENNA - Il direttore generale dell'Aiea Mohammed ElBaradei si è detto soddisfatto dell'avvio dei colloqui fra Iran, Usa, Russia e Francia sul contenzioso nucleare iraniano.

Elbaradei ha aggiunto che "é stato un buon avvio, costruttivo" e la maggior parte degli aspetti tecnici sono stati discussi. Elbaradei ha precisato che i lavori riprenderanno domattina alle 10:00.

Ma proprio oggi l'agenzia Irna, citando il portavoce dell'organizzazione nazionale per l'energia atomica Ali Shirzadian, ha confermato l'Iran proseguira' autonomamente l'arricchimento dell'uranio anche se riceverà combustibile dall'estero.

"Comprare combustibile nucleare all'estero non significa che l'Iran interromperà le proprie attività per l'arricchimento dell'uranio in patria", ha detto Shirzadian. Il portavoce ha poi ribadito che, in assenza di un accordo oggi nei colloqui di Vienna con il 5+1 (Usa, Cina, Russia, Francia, Gb e Germania), "Teheran arricchirà autonomamente l'uranio". In un incontro svoltosi il primo ottobre a Ginevra, l'Iran e i Paesi del 5+1 hanno discusso la possibilità che l'arricchimento al 20%, necessario al reattore di Teheran, venga effettuato in uno o più Paesi terzi, partendo dall'uranio iraniano già arricchito a più bassi livelli. Oggi a Vienna si dovrebbero discutere i dettagli tecnici dell'operazione.

L'Iran dovrebbe consegnare una parte del suo uranio già arricchito ad un livello inferiore al 5% perché sia arricchito al 19,75% prima di essergli restituito.

 

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