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Spiegel, troika favorevole 2 anni in piu' a Grecia

Schaeuble: 'non ci sara' il default. Se Atene uscisse da Euro grave danno per Eurozona'

15 ottobre, 14:15
Wolfgang Schauble
Wolfgang Schauble
Spiegel, troika favorevole 2 anni in piu' a Grecia

La Troika - Fmi, Ue e Bce - ha stabilito che la Grecia ha bisogno di due anni ulteriori per centrare gli obiettivi di bilancio e ha chiesto la settimana scorsa ai ministri delle Finanze della zona euro di concedere al governo greco i due anni aggiuntivi. Lo scrive il settimanale tedesco Der Spiegel, che non cita fonti. Gli esperti della troika, scrive il settimanale tedesco, sono giunti a questa conclusione dopo un'analisi minuziosa dei conti della Grecia. Atene ha da tempo chiesto la dilazione, affermando che con i due anni extra si potranno attuare i tagli alla spesa e le riforme senza affossare ulteriormente la sua economia già in picchiata e colpire ancor di più le finanze dei propri cittadini. Far slittare alcune riforme strutturali al 2016 costerebbe però 30 miliardi di euro ai creditori della Grecia, dice lo Spiegel: un buco finanziario che potrebbe essere sostenuto solo se la Banca centrale europea si accollerà parte delle perdite sul debito greco o se verrà deciso un terzo pacchetto di aiuti.

Non ci sarà il default della Grecia: lo ha detto il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, aggiungendo però che se Atene uscisse dall'eurozona, questo sarebbe un danno per l'area della moneta unica e per la Grecia. "Credo che non ci sarà una bancarotta dello stato in Grecia", ha affermato il ministro nel corso di un incontro con imprenditori a Singapore. "La Grecia deve fare molte riforme importanti e questo creerà sofferenza. Ma tutti pensano che il governo greco stia facendo ciò che è necessario". "Non ha senso speculare sull'uscita della Grecia dall'euro - ha aggiunto Schaeuble - Sarebbe un grave danno per la Grecia e per l'euro".

LAGARDE, SETTORE FINANZIARIO ANCORA PREOCCUPA - "A cinque anni dalla crisi il settore finanziario ancora mi preoccupa: sono stati fatti progressi anche nel campo regolatorio, ma resta molto da fare". Lo ha detto il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, intervenendo a un seminario a margine dei lavori dell'Fmi, sottolineando come "la crisi abbia dimostrato la fragilità della rete finanziaria che connette Mercati, Banche, Stati e cittadini".

DRAGHI: SEGNI OTTIMISMO,EUROZONA MIGLIORA DA INIZIO ANNO - La ripresa globale rallenta, ma segnali positivi si profilano all'orizzonte dell'Eurozona, pur tra le difficoltà oggettive di una crescita debole, e tali da giustificare "un cauto ottimismo". I giudizi del presidente della Bce, Mario Draghi, giungono alla fine della assemblea annuale dell'Fmi, poco dopo l'appello del direttore generale del Fondo, Christine Lagarde, perché si seguano linee di bilancio in favore della crescita: "in ogni Paese ci devono essere politiche che tengano conto del passo della crescita, del debito e delle pressioni dei mercati". Il presidente Bce parla di "segnali di cauto ottimismo" precisando che "la situazione è molto meglio che all'inizio di quest'anno", osservando però che la situazione resta "difficile" e nota che la crescita dell'Eurozona nel terzo trimestre "sembra essere debole", mentre nel 2013 "la ripresa sarà lenta". L'economia debole "non lascia pensare che l'inflazione sia al rialzo" e, nonostante la volatilità dei prezzi dell'energia e il rischio delle "imposte indirette", lo scenario resta sostanzialmente bilanciato.

Draghi cita 5 ragioni alla base del suo ragionamento: innanzitutto, l'aggiustamento di bilancio "molto significativo" negli Stati dell'Eurozona, soprattutto "se confrontiamo questa risposta a quanto accade in altre parti del mondo", come Usa e Regno Unito. "La seconda motivazione è che le banche europee hanno dimostrato di essere abbastanza resistente: il leverage è sceso", mentre le banche hanno raccolto capitali per 200 miliardi di euro. Il terzo punto si basa sugli "enormi progressi" in materia di governance nel corso degli ultimi sei mesi, anche se Draghi esorta il via libera al regolamento del Consiglio europeo che consentirebbe i lavori preparatori per la sorveglianza bancaria unica dal primo gennaio. E' di importanza che "ci sia questo passo istituzionale entro il primo gennaio, in modo che ci si possa preparare a gestire il controllo e a renderlo operativo, ma questo potrà prendere anche un altro anno. Pensiamo - rileva - che entro gennaio 2014 il nuovo quadro sarà operativo". Insomma, in "un anno o poco più". Al quarto posto c'é la considerazione che "negli ultimi tre mesi, i mercati finanziari sembrano essere meno volatili. Ciò è probabilmente dovuto anche alle nuove misure annunciate" dalla Bce, il cosiddetto Omt, ma anche perché i progressi a livello nazionale ed europeo, sono stati riconosciuti. Infine, il riequilibrio dei conti, con i disavanzi delle partite correnti diminuiti non solo a causa delle importazioni più deboli, ma anche a causa del miglioramento dell'export. "Il processo per riguadagnare competitività è in movimento e sta migliorando", afferma. In altri termini, l'economia dell' Eurozona è "molto meglio di quella di inizio anno". Prima della fine del 2011, "c'é stato un forte pericolo che il processo di riduzione della leva finanziaria potesse essere disordinato, con conseguenze molto negative sulla crescita". Nel mese di ottobre di quest'anno, "anche credo, proprio grazie ai due LTRO, si può dire che questo processo non era disordinato".

E dal canto suo il vicepresidente della Commissione Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, sottolinea come "lo scenario di riferimento resta quello di una modesta recessione nel 2012 e di una moderata ripresa nel 2013 sia in Ue sia nell'Eurozona" e che "la seconda metà di quest'anno, più debole del previsto determina un notevole trascinamento negativo nel 2013 che deve essere smaltito". Tuttavia Rehn è "meno pessimista" rispetto alla scorsa primavera. "Non vorrei che si pensasse a diversità di vedute", ha aggiunto nella conferenza stampa con Draghi: "lui parla di prudente ottimismo, io dico meno pessimista". Secondo l'Fmi comunque restano da fare i conti con l'economia globale che "ha rallentato e le incertezze che permangono con i rischi al ribasso". Per il fondo, che apprezza la decisione della Bce sul piano antispread, si legge nel comunicato finale, "sono necessari ulteriori passaggi per assicurare una ripresa sostenibile" come il rafforzamento "di politiche fiscali credibili sul medio termine" che resta un fattore critico nelle economie avanzate

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