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Angeletti: perdiamo 1.000 posti di lavoro al giorno

Autunno sarà drammativo, ci aspettiamo mesi peggiori di quelli passati

09 settembre, 22:09
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti
Angeletti: perdiamo 1.000 posti di lavoro al giorno

ROMA - I mesi che ci aspettano sul fronte del lavoro saranno peggiori di quelli passati: il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti lancia l'allarme sulla situazione occupazionale e sulle prospettive per l'autunno e avverte: "perdiamo 1.000 posti al giorno". Gli ultimi dati diffusi dall'Istat (tasso di disoccupazione al 10,7% e oltre 2,7 milioni di senza lavoro a luglio, il picco più alto dal 2004, inizio delle serie storiche) rischiamo di essere superati in peggio nei mesi che verranno se non si metteranno in campo a breve politiche per la crescita. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera ha sottolineato che il lavoro è "il problema numero uno" di questo Governo e che si affronta creando condizioni per la crescita. Per martedì è previsto l'incontro Governo sindacati su crescita e produttività ma sulla possibilità di successo di questo confronto il leader della Uil ha espresso molti dubbi.

"Servono risorse economiche e politiche - ha detto Angeletti - il Governo non ha nessuna delle due. Non ha soldi e non ha, a fine legislatura, la forza politica per cambiare le norme". La situazione appare drammatica soprattutto per i giovani che in assenza di crescita economica e a fronte del turn over bloccato per la permanenza al lavoro dei più anziani (a causa delle riforme delle pensioni) vedono di fronte a loro scarsissime possibilità di assunzione a breve termine. Ma comincia a diventare difficile anche per gli adulti che rischiano di perdere il posto di lavoro che hanno come confermano le decine di casi di crisi industriale all'esame del ministero dello Sviluppo Il centro del confronto di domani dovrebbe essere comunque su come dare slancio alla produttività del lavoro con l'invito del Governo anche ai sindacati (come alle imprese nell'incontro di mercoledì 5) per lavorare a un patto che il Governo potrebbe poi sostenere con agevolazioni fiscali. Il punto di partenza dovrebbe essere l'accordo del 28 giugno del 2011 (su rappresentatività e possibili deroghe con intese aziendali ai contratti nazionali). Ma anche qualora si trovasse un accordo per l'implementazione di quell'intesa il Governo ha già avvertito che le risorse per le agevolazioni saranno molto limitate.

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