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Ciaccia: 'Lavoriamo a defiscalizzazione infrastrutture'

Piano aeroporti entro l'anno, si va verso riduzione

23 agosto, 09:33
Il viceministro Mario Ciaccia
Il viceministro Mario Ciaccia
Ciaccia: 'Lavoriamo a defiscalizzazione infrastrutture'

dell'inviata Manuela Tulli

RIMINI - L'uscita dalla crisi economica passa anche per il rilancio dello sviluppo attraverso gli investimenti e per questo allo studio del governo c'e' la defiscalizzazione per le nuove opere. La misura potrebbe arrivare con un disegno di legge nel prossimo pacchetto allo studio per la crescita. Ne parla il vice ministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia al Meeting di Rimini.

L'idea e' quella di sterilizzare l'Iva per quelle infrastrutture che sarebbero altrimenti non sostenibili finanziariamente. E la proposta del vice ministro riceve i primi consensi. Il plauso arriva da Confindustria ma anche da Ance, Autostrade e Cdp. Ciaccia poi conferma che ''entro l'anno'' arrivera' il piano nazionale per gli aeroporti. Sul fronte dei trasporti stradali annuncia invece che a settembre si riunira' il Cipe per la Orte-Mestre, opera che vale 10 miliardi di euro. Ad ottobre invece il via per i primi progetti del Piano CittÂ…. La misura sulla defiscalizzazione delle infrastrutture alla quale sta lavorando il vice ministro consisterebbe nella ''esenzione totale dell'Iva''. Cosi' per Ciaccia ''puo' conseguirsi l'ambizioso obiettivo di realizzare un considerevole numero di infrastrutture, diversamente mai realizzabili, in grado di stimolare un indotto tale da generare effetti positivi anche per le entrate pubbliche''. Calcolando che da qui al 2020 un fabbisogno di infrastrutture per il Paese del valore di 300 miliardi di euro, con la spinta che potrebbe dare la sterilizzazione dell'Iva ''la prospettiva in termini di Pil potrebbe essere superiore a circa 5-6 punti, 80 miliardi, - calcola Ciaccia - ed innescare uno straordinario motore per la creazione di nuovi posti di lavoro, che sempre prudenzialmente indico in diverse centinaia di migliaia di unita'''. Plaude Confindustria a questo annuncio che segue alle misure gia' prospettate dal governo per la ripresa. ''Le ulteriori misure a sostegno della crescita annunciate in questi giorni da alcuni esponenti del Governo vanno nella giusta direzione'', commenta il presidente Giorgio Squinzi. Sulla proposta Ciaccia dice: ''Puntare in modo deciso sull'utilizzo della fiscalita' come leva per favorire gli investimenti in infrastrutture e' una scelta che Confindustria condivide pienamente''. La proposta lanciata dal viceministro ''e' molto interessante'' e dimostra che il governo ha compreso che i project bond e le semplificazioni ''non bastano a rilanciare la crescita'', ma serve anche ''la leva fiscale come vediamo sta accadendo negli Stati Uniti''. E' quanto afferma il presidente di Cdp Franco Bassanini che ricorda come la proposta ''riprende e sviluppa quella di Astrid, Italiadecide e Respublica'' e ''non ha oneri per i conti pubblici''. Per Bassanini questa misura dovrebbe interessare anche le reti tlc di nuova generazione, che sono ''un fattore decisivo di competitivita'''. La proposta ''verra' accolta bene dal mercato e rendera' finanziabili opere che ora non sono finanziabili'', afferma, sempre dal Meeting di Rimini, Giovanni Castellucci, ad di Autostrade per l'Italia e Atlantia. Per l'Ance la misura allo studio ''e' un'ottima soluzione per liberare risorse a favore di interventi che servono al Paese''; il presidente Paolo Buzzetti rileva infatti che ''troppo spesso progetti utili al territorio rimangono sulla carta per la scarsita' di fondi pubblici''. Consensi arrivano anche dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl): ''Dopotutto, come ci insegna la bellissima mostra allestita al Meeting - dice Lupi presente alla kermesse di Rimini - la costruzione del Duomo di Milano, simbolo della rinascita della citta', e' stata agevolata anche dall'esenzione del pagamento del dazio su tutto il materiale''.

 

AEROPORTI: NUOVO PIANO ENTRO ANNO,VERSO TAGLIO SCALI - Recuperare risorse, tagliare gli sprechi e dare una logica economica ad un sistema aeroportuale che, cosi' com'e', non risponde alle esigenze del Paese. E' con questi obiettivi che il governo sta delineando l'atteso piano nazionale degli aeroporti, un programma che portera' alla chiusura di alcuni scali secondari e che ridisegnera' la mappa del traffico aereo.

A lavorarci e' il ministero dello Infrastrutture e dei Trasporti, con il viceministro Mario Ciaccia impegnato in prima persona. Il dicastero ha collezionato suggerimenti e proposte, comprese quelle dell'Enac, ed ''entro la fine dell'anno'' il piano vedra' la luce. ''Non e' tollerabile che vi sia una quantita' di aeroporti che non rispondono ad una logica e ad una esigenza dell'economia'', ha spiegato Ciaccia. ''Dobbiamo recuperare risorse - ha aggiunto - ed evitare gli sprechi. Per questo il piano nazionale degli aeroporti e' ormai in pista da parecchio tempo. La filosofia e' quella della riduzione degli aeroporti'', ha precisato, raddrizzando il tiro rispetto ad alcune notizie pubblicate sulla stampa che parlano di un dimezzamento del numero degli scali. Il principio generale del piano, ha confermato quindi Ciaccia, sara' quello di ''distinguere aeroporti nazionali e di servizio in una visione europea. I tempi - ha insistito - sono maturi per dare una risposta all'economia''.

Sul tavolo c'e' anche la questione del rinnovo dei contratti di servizio con Roma e Venezia. Sulla quale pero' Ciaccia e' chiaro. Sopratutto sul caso di Aeroporti di Roma che, dopo 10 anni di mancati adeguamenti, chiede 400 milioni. ''Stiamo ragionando con Aeroporti di Roma, come con la Save, e riteniamo che si possa ragionevolmente trovare una visione di incontro, ma restiamo fermi sul punto che non possiamo immaginare che formino oggetto di accordo recuperi di perdite che appartengono al passato. - ha voluto puntualizzare il viceministro - Abbiamo fatto nostra una direttiva europea che ci dice che le tariffe possono essere modificate, purche' ci sia una stretta relazione con gli investimenti''.

Ad invocare una politica complessiva per il trasporto aereo sono intanto i sindacati di base, che parlano di situazione ''drammatica''. ''Oggi - denuncia Usb - il 50% delle imprese italiane del settore e' a rischio fallimento, gli handlers e i gestori aeroportuali stanno subendo un forte ridimensionamento.

A questo si aggiunge la 'colonizzazione' in atto da parte del settore low cost''.

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