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Crisi: Spread Italia vola a 330 punti dopo aste Btp

Tracollo (-14%) per Finmeccanica, ai minimi dal '98. Tassi Btp a massimi 3 anni, domanda tiene

29 luglio, 09:01
La borsa di Milano
La borsa di Milano
Crisi: Spread Italia vola a 330 punti dopo aste Btp

ROMA - Mercati ancora sotto stress dopo i pesanti ribassi della vigilia: sulle Borse europee il ritmo è stato convulso fin dall'apertura, con Milano che ha vissuto la giornata in altalena passando di continuo da perdite superiori all'1% a cauti guadagni frazionali. Le Borse del Vecchio Continente alla fine chiudono in ordine sparso e Piazza Affari riesce a terminare in territorio positivo. L'euro è sceso fin sotto quota 1,43 dollari; lo spread dei Btp con il Bund si è di nuovo allargato sopra i 330 punti base, dopo l'asta di oggi, riavvicinandosi alla soglia record di 350 punti toccata il 12 luglio, mentre circolano i rumors sulle dimissioni di Tremonti. A questo si aggiungono anche una serie di conti societari diffusi oggi: fra tutti spicca il tonfo del 17% di Finmeccanica punita per aver rilasciato previsioni molto deludenti, ma a pesare è anche il calo degli utili riportato da banche come Credit Suisse e Bbva.

Un nutrito mix di buoni motivi che alimenta il nervosismo dei mercati dove da giorni domina l' incertezza per la minaccia di un tracollo degli Usa sul tetto del debito e i dubbi sul funzionamento del meccanismo di salvataggio di Grecia ed Europa varato al vertice di Bruxelles la scorsa settimana. Dubbi amplificati dai timori per i costi a carico delle banche, oltre che dal nuovo taglio del rating della Grecia da parte di Standard & Poor's, mentre Fitch avverte di tenere il Portogallo sotto la sua lente. E se Parigi assicura che le banche e le assicurazioni francesi sono pronte a supportare il salvataggio bis di Atene, resta la preoccupazione per l'ammontare effettivo dei costi a carico di tutto il settore privato europeo: Credit Agricole stima che l'impatto dell'adesione al piano è "nell'ordine dei 150 milioni di euro". Per gli analisti di Citigroup, le svalutazioni dei bond greci peseranno sulle banche europee per 14 miliardi di dollari. E intanto la percezione del rischio euro si è coagulata sull'asta di Btp di oggi, chiusa bene ma al prezzo di tassi in forte rialzo: il rendimento del triennale è salito ai massimi dal 2008 e il decennale ha rivisto i livelli più elevati dal 2000.

Lo spread del Btp decennale con il Bund si è ampliato oltre i 330 punti base per poi restringersi fin sotto i 320 punti. Alla fine, Piazza Affari è riuscita a chiudere in territorio positivo (+0,34%) dopo aver accusato ribassi dell'1,6%. A poca distanza la Borsa di Londra (+0,28%), mentre terminano in negativo Francoforte (-0,86%), Parigi (-0,57%) Amsterdam -0,16% Stoccolma -0,16%, Zurigo -0,56%. Sul valutario, l'euro è sceso fino a 1,4255 dollari per poi recuperare e chiudere sui mercati europei a quota 1,43 da 1,4369 degli ultimi scambi di ieri a New York. L'emergenza del debito Usa continua invece ad affossare il biglietto verde che registra l'ennesimo minimo storico contro il franco svizzero a 0,7990, prima di risalire a 0,8020.

TASSI BTP AL 5,77%, AI MASSIMI DA 11 ANNI - Si chiude un'altra giornata di fuoco per i titoli di Stato italiani, con lo spread balzato a oltre 330 punti e i tassi decennali in asta ai massimi dal 2000. E' il mercato del debito europeo a soffrire: lo spread dei titoli spagnoli ha sfondato i 350 punti, Irlanda e Portogallo viaggiano sopra gli 800, l'euro è sotto 1,43 dollari. Ma l'Italia - che pure si tiene a distanza di sicurezza dai Paesi europei che hanno ricevuto il salvataggio - è al centro dell'attenzione dei mercati. Sia per le dimensioni ingenti del suo debito pubblico, che ne fanno un 'bastione' di difesa della moneta unica. Sia per i timori contingenti riguardanti la stabilità politica del Paese, alimentati dai voci e indiscrezioni. Il risultato: movimenti speculativi e molti investitori che si allontanano, con lo 'spread' sul Btp a dieci anni oggi a 337, un soffio dai 350 punti segnati le corse settimane che rappresentano il massimo da quando esiste l'euro. E' in questo contesto che si è svolta l'asta sui titoli italiani di stamani, attesissima dopo che ieri il Financial Times ha scritto che Deutsche Bank ha ridotto a meno di un miliardo di euro i titoli di Stato italiani nel suo portafoglio, dagli otto miliardi di poco tempo fa. Una scelta - ragiona l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi - che "mi ha sconvolto, vuol dire che è la fine di ogni legame di solidarietà".

Il Tesoro ha faticato a collocare i quasi otto miliardi di titoli venduti nell'asta di oggi. Ma è riuscito comunque ad avvicinarsi molto alla parte alta del 'range' obiettivo compreso fra 5,5 e 8,5 miliardi. Per convincere gli investitori, però, via XX Settembre ha dovuto concedere rendimenti ai massimi dal febbraio 2000 sul Btp settembre 2021: il tasso ha raggiunto un oneroso 5,77% e i 100 milioni di riapertura riservata alle banche hanno ricevuto zero offerte. Ai massimi dal luglio 2008 il rendimento del nuovo Btp a tre anni (4,8%). Il Cct 2018 indicizzato all'Euribor è salito al 4,65%, il 2015 al 4,58%. Chiara Manenti, analista di Intesa Sanpaolo, parla di un'asta "incoraggiante, con il mercato che ha tenuto in un momento difficile di tutta le periferia". Di parere diverso Alessandrao Giansanti, analista di Ing: "si può dire che sono riusciti a piazzare i titoli sul mercato ma il trend sta diventando davvero impressionante" e al Tesoro "non possono permettersi questo tipo di rialzi ogni mese". Di certo l'asta si è svolta fra numerose difficoltà: l'impasse sul debito americano va ancora avanti, e i mercati sono sempre più convinti che sulla Grecia (bocciata ieri anche da Standard & Poor's che preannuncia un rating 'default') il vertice Ue abbia sì fatto un passo avanti, ma non una svolta. Hanno pesato anche le voci, circolate sui mercati e rimbalzate sulle agenzie internazionali, di dimissioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che poi nel pomeriggio ha ironizzato: "mi sono dimesso da inquilino". A sostenere i titoli italiani ha invece contribuito la voce (non confermata né smentita) di acquisti di 'carta' italiana e spagnola da parte della Banca centrale europea. Ma le stesse voci erano circolate due settimane fa, e sono state successivamente smentite dai dati pubblicati dall'Eurotower.

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