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Milleproroghe: tutti i provvedimenti

23 dicembre, 16:01
Milleproroghe: Tremonti, c'e' 5 x mille
Milleproroghe: Tremonti, c'e' 5 x mille
Milleproroghe: tutti i provvedimenti
 Via libera a 400 milioni di euro per il 5 per mille: il consiglio dei ministri ha varato il decreto milleproroghe, il tradizionale provvedimento di fine anno che sposta alcune scadenze. Confermati per sei mesi gli incentivi per il settore cinematografico senza aumenti del biglietto. In una 'bozza' figurava invece la copertura del provvedimento proprio con il rincaro di 1 euro per entrare nelle sale. Non c'e' invece il bonus fiscale per i gestori delle pompe di benzina i quali, in assenza di impegni del governo, hanno annunciato uno sciopero. Non figurerebbe neanche la proroga degli sfratti, per i versamenti fiscali dei terremotati dell'Aquila, mentre arriva un aiuto per gli alluvionati del Veneto.
 
Ecco in sintesi le novita'.

400 MLN PER 5 PER MILLE, TAGLI A EDITORIA. I fondi 2011 comprendono: 100 milioni gia' stanziati nella legge di stabilita' e 100 gia' assegnati nella stessa Finanziaria per i malati di Sla che vengono convogliati nella voce 5 per mille ma restano a disposizione della questione sclerosi. Tagli per 50 milioni all'editoria, per 45 all'emittenza radio-tv, 50 mln da risorse nell'ambito del patto di stabilita' e 55 da risorse non spese. ''Il governo ha mantenuto gli impegni'', sottolinea Maurizio Lupi del Pdl mentre Vincenzo Vita (Pd) commenta che i tagli all'editoria sono di ''una gravita' inaudita''. ''Resto attonito: un tale modo di procedere evidenzia l'arbitrarieta' di scelte non coerenti e il totale disinteresse per chi amministra aziende in gravi situazioni finanziarie'', dichiara il presidente Fieg Carlo Malinconico.

CINEMA: SI' SGRAVI, NO CARO-BIGLIETTO. Il settore vedra' per sei mesi confermati gli aiuti (45 milioni di euro), mentre il testo entrato in Cdm vedeva una conferma per tutto il triennio 2011-2013 a fronte del rincaro dei biglietti di 1 euro. Aumento che viene escluso sia dal ministero dell'Economia che da quello per i Beni culturali.

CASE FANTASMA, DUE MESI DI PIU'. L'emersione degli immobili sconosciuti al catasto sara' possibile fino al 28 febbraio 2011.

ALLUVIONATI VENETO. Il termine per il versamento delle tasse scadra' a 30 giugno 2011. ''E' il migliore augurio di Buon Natale per coloro che hanno subito danni a seguito delle recenti alluvioni'', commenta il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi spiega che ''si tratta di un adempimento doveroso nella continua attenzione alle pesanti conseguenze dell'evento calamitoso''. ''Un risultato importante'', dice il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.

MANCA BONUS BENZINA. I gestori hanno minacciato lo sciopero.

NON C'E' PROROGA SFRATTI.
''Il Governo chiude gli occhi davanti al dramma degli sfratti'', dicono Cgil e Sunia.

ALLARME DALL'AQUILA. Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente sottolinea che ''nonostante le ripetute rassicurazioni e dichiarazioni del presidente Berlusconi, i residenti dei Comuni del cratere sismico non avranno la proroga nella restituzione delle tasse''.

POMPEI. Stralciato il piano straordinario.

WI-FI. Inserita la liberalizzazione del Wi-Fi ma viene mantenuta la necessita' di ottenere una licenza del questore per gli internet-point. Colpo di acceleratore sulla liberalizzazione dell'accesso alla rete internet. Il provvedimento, inizialmente inserito nel disegno di legge sicurezza, e' stato oggi trasferito - su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni - nel decreto Milleproroghe. Plausi bipartisan all'iniziativa. In sostanza, la misura consente di superare le restrizioni al libero accesso alla rete wi-fi introdotte nel 2005 con il decreto antiterrorismo promosso dall'allora ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, dopo gli attentati di Londra, su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Il provvedimento impone ai gestori di internet point (spesso entrati nelle indagini sugli attentati), ma anche di tutti gli esercizi (ristoranti, discoteche, alberghi, circoli privati ecc.) che mettono a disposizione del pubblico terminali internet, di chiedere al questore la licenza per svolgere la loro attivita'. I gestori hanno inoltre l' obbligo di identificare le persone che accedono ai servizi telefonici e telematici offerti, adottare misure per impedire l' accesso a questi servizi in assenza di identificazione e conservare i dati a disposizione degli organi giudiziari e di polizia. Tutti questi adempimenti vengono superati dal decreto di oggi. Dal 1 gennaio, dunque, chi vorra' collegarsi in rete da un internet point potra' farlo liberamente, senza presentare documenti. Viene comunque mantenuto l'obbligo di ottenere una licenza del questore per gestire questi esercizi. Il ministro della Gioventu' Giorgia Meloni definisce la liberalizzazione del wi-fi ''una piccola grande rivoluzione''. Da lungo tempo, aggiunge, ''il mio ministero si batteva per la cancellazione di una normativa senza eguali nel mondo occidentale. Oggi la possibilita' di sedersi al tavolino di un bar e connettersi alla rete con il proprio portatile e' una consuetudine per i cittadini di tutte le nazioni sviluppate''. Per il ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, ''si favorisce la diffusione dei servizi di connessione e informativi per cittadini e turisti''. Sulla stessa linea - insolitamente - anche il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Le restrizioni imposte dal decreto Pisanu, osserva, ''non esistevano in nessun Paese occidentale, neppure in quelli dove sono piu' rigorose le disposizioni contro il terrorismo. La liberalizzazione delle connessioni alle reti wi-fi pubbliche e' un traguardo importante, una vittoria dell'Italia dei Valori e della Rete''.

CARTA D'IDENTITA'. Slitta al 2012 l'avvio della carta d'identita' con fotografia e impronte digitali della persona.

FONDO UNICO SPETTACOLO. Niente reintegro dei fondi. ''Si stringe la corda al collo della cultura italiana'', dichiara il leader di Alleanza per l'Italia Francesco Rutelli.

ECOBONUS TRASPORTI. ''Una decisione giusta che rispetta l'ambiente e risponde alle attese del mondo del trasporto'', commenta il vicepresidente di Confcommercio, Paolo Ugge'.

INTRAMOENIA MEDICI. Ancora un anno per la libera professione intraospedaliera 'allargata', cioe' svolta in strutture alternative.  Dodici mesi di tempo per arrivare ad una riforma definitiva della libera professione in regime di intramoenia. Sembra essere questa la strada intrapresa dal Governo, che questa mattina ha approvato nel decreto Milleproroghe la norma che proroga dal 31 gennaio 2011 al 31 gennaio 2012 il termine per riportare all'interno delle aziende sanitarie e regolamentare le attivita' libero-professionali intramurarie, che secondo l'ultimo rapporto Agenas muovono un business da 1,25 miliardi l'anno. Un nuovo rinvio, dunque, e per un altro anno (e non 2 come sembrava in un primo momento) i medici avranno la possibilita' di esercitare la libera professione in regime di intramoenia anche al di fuori degli spazi dedicati all'interno degli ospedali pubblici, in attesa che si completi quella ristrutturazione edilizia per avere spazi idonei all'interno delle strutture ambulatoriali prevista dalla legge 120 del Governo Prodi. Una legge, quella firmata dall'ex ministro della Salute, Livia Turco, spesso criticata, non ultimo dallo stesso Fazio in relazione al caso della lite in salo parto al Policlinico di Messina: "Il rapporto pubblico-privato e' giusto che ci sia ma va regolamentato con grande chiarezza - spiego' allora il ministro - e' nostra intenzione adottare provvedimenti urgenti per definire meglio tali questioni". Nel frattempo le questioni politiche interne alla maggioranza hanno nei fatti bloccato l'iter dei lavori a Montecitorio e il disegno di legge sul Governo Clinico, che avrebbe dovuto riformare quella legge considerata dal ministro come "poco limpida" e' rimasto fermo al palo. Si e' pero' trovata un'intesa il 18 novembre scorso in Conferenza Stato-Regioni. Il testo, che non modifica la legge 120/2007 ne' i contratti, prevede paletti piu' rigidi per evitare surplus di libera professione a pagamento a danno delle prestazioni istituzionali. Obiettivo quello di garantire massima trasparenza di prenotazioni e visite e verificare che le ore di intramoenia non superino quelle di attivita' istituzionale. Nel frattempo arrivano le prime critiche da parte dei sindacati. "La proroga di un anno, al 31 gennaio 2012, stabilita oggi dal Governo, e' del tutto insufficiente - sottolinea Costantino Troise, Segretario Nazionale Anaao-Assomed - perche' non si potra' realizzare in un anno quello che non e' stato realizzato dal 2000, visto che i finanziamenti stanziati per l'adeguamento strutturale necessario per garantire in spazi separati e distinti la libera professione dei Medici del SSN sono state diversamente, e solo in minima parte, utilizzati dalle Regioni".
 
SI'A INCENTIVI CINEMA MA NON POMPEI E FUS di Massimo Lomonaco
Il ministro Bondi nel giorno dell'approvazione del Milleproroghe porta a casa una vittoria e due sconfitte: da una parte incassa la proroga (al giugno 2011) degli incentivi fiscali al cinema attraverso gli strumenti della tax shelter della tax credit e dall'altra invece vede stralciati dal provvedimento il reintegro del Fus e il Piano straordinario per Pompei. Nel mezzo, c'e' stato il giallo della proposta che prevedeva l'aumento di 1 euro dei biglietti del cinema, come contributo speciale da versare al bilancio dello stato. Notizia smentita sia dal ministero dei beni culturali sia dal tesoro. Sui due provvedimenti stralciati - entrambi di grande importanza e di grande impatto negli specifici campi - la motivazione e' stata quella che, non contenendo scadenze di proroghe, erano troppo ''ordinamentali'' e quindi non consoni alle decisioni di oggi. Una valutazione che naturalmente scontenta gli interessati e rischia di aprire nuovi contenziosi, sia perche' lo stralcio di Pompei blocca il Piano straordinario del ministro annunciato dopo i crolli e quindi tutti gli interventi previsti (dall'ampliamento dei poteri del soprintendente, all'assunzione di archeologi e operai, alla nascita di una Fondazione) - e la Uil beni culturali parla di fatto ''assolutamente negativo'' -, sia perche' il mancato reintegro del Fus potrebbe innescare una serie di proteste che in questi mesi hanno incendiato il mondo dello spettacolo. Ed oggi hanno subito protestato sia l'Agis, l'industria dello spettacolo che dice che ''con queste risorse'' il settore ''e' morto'', sia Rutelli, ex ministro dei beni culturali, che definisce ''carta straccia'' gli impegni del governo sulla cultura, sia di Vita del Pd che parla di ''aspirina'' a fronte di una grave malattia. Ed anche i 100Autori che chiedono con forza le dimissioni di Bondi, cosi come Fammoni della Cgil invoca il ''colpo mortale'' dato al comparto. Il ministero - secondo quanto si apprende - mostra invece un cauto ottimismo contando sulla possibilita' di reintrodurre entrambe le norme in sede di conversione del decreto. Per quanto riguarda il cinema, i fondi che andranno a finanziare gli incentivi fiscali assommano a 45 milioni di euro: una boccata di ossigeno per il cinema anche se fino al giugno 2011. E infatti l'Anica, associazione delle industrie cinematografiche, la prende come un ''segno dell'intenzione'' di provvedimenti a piu' lungo termine. De Biase del Pd invece parla apertamente di ''brodino'' ad un malato per quei 45 milioni elargiti.

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