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Fmi: per Italia livello debito elevato, al 118,4%

"Il sistema finanziario resta il tallone d'Achille della ripresa economica"

05 ottobre, 21:04
Il logo del Fondo Monetario Internazionale
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Fmi: per Italia livello debito elevato, al 118,4%

WASHINGTON  - "La Grecia e l'Italia hanno ambedue un elevato livello di debito e forti stabilizzatori automatici, presentando rischi di bilancio più elevati. Anche il Belgio e l'Olanda sono vulnerabili perché i loro bilanci sono più sensibili al deterioramento della crescita economica". Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che prevede per l'Italia un debito 2010 al 118,4% del pil (al 118,5% nel 2015) contro il 130,2% della Grecia.

"Il sistema finanziario resta il tallone d'Achille della ripresa economica". Afferma il Fondo Monetario Internazionale, sottolineando come dall'aprile 2010 "i progressi verso la stabilità finanziaria hanno subito un rallentamento".

"Siamo in un periodo di elevata incertezza per la stabilità finanziaria. La ripresa economica procede accompagnata da una sostenutà volatilità del mercato. La recente interazione fra i debiti degli stati e i rischi bancari, soprattutto nell'euro aerea, significa - osserva il Fmi - che le autorità politiche non possono allentare gli sforzi per ridurre i rischi di rifinanziamento, rafforzare i bilanci pubblici e quelli privati e riformare le regole. I rischi posti dal debito sovrano vanno affrontati attraverso strategie credibili di risanamento di medio termine". "Se la politica non terrà fede agli impegni di risanamento, o non li accompagnerà alle riforme strutturali necessarie per generare la crescità le vulnerabilità si faranno più acute" "Nella sfera finanziaria le autorità devono: affrontare i problemi di lunga data del settore bancario e, dove necessario, ricapitalizzare; perseguire una ordinata e coerente riforma globale delle regole. Il sistema finanziario resta fragile: è necessario continuare con misure forti per assicurare la costruzione di un sistema finanziario resistente. Questo è necessario per sostenere la ripresa economica nel breve termine e raggiungere una forte e sostenuta crescita nel medio termine".

RISCHIO CONTAGIO DEBITI PAESI SU BANCHE - "La ripresa economica ha iniziato a perdere slancio dopo un primo semestre migliore del previsto: i rischi di bilancio restano elevati nelle economie avanzate. Significative debolezze strutturali restano nei conti pubblici e potrebbero contagiare il sistema il sistema finanziario con conseguenze negative per la crescita nel medio termine". Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), sottolineando come "rischi restano nell'area euro a causa dell'interazione negativa fra i rischi legati ai debiti degli stati con quelli del sistema bancario. Sfide restano anche per gli Stati Uniti e il Giappone".

"Nonostante i miglioramenti i rischi del sistema bancario sono più elevati oggi rispetto a quelli descritti lo scorso aprile. La fiducia non è stata pienamente recuperata e le vulnerabilità finanziarie persistono" aggiunge il Fmi sottolineando che questo è dovuto "all'esistenza di alcune vulnerabilità finanziarie strutturali legati ai rischi dei debiti degli stati, che restano elevati, e alle persistenti fragilità del sistema finanziario". Le difficoltà nell'area euro sui debiti sovrani hanno spinto i governi ad agire con "azioni credibili per gestite le vulnerabilità" dei singoli paesi e per limitare il "contagio. Le economie vulnerabili dell'area euro hanno avviato aggiustamenti di bilancio e le economie con maggiore flessibilità hanno iniziato il difficile processo del risanamento di bilancio".

CRISI COSTA 2.200 MLD DLR,PERIODO INCERTEZZA PER BANCHE  - La crisi finanziaria costa alle banche meno del previsto, ma nei bilanci degli istituti di credito restano "debolezze strutturali che le rendono vulnerabili a shock di fiducia". Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), sottolineando che la crisi è costata alle banche, in termini di svalutazioni 2.200 miliardi di dollari, meno dei 2.300 miliardi di dollari stimati in aprile. "Nonostante la ripresa economica in atto, il sistema finanziario resta in un periodo di profonda incertezza: i bilanci delle banche si rafforzeranno gradualmente con la ripresa. Restano comunque sostanziali rischi al ribasso". "Se non procederà a un ulteriore rafforzamento dei bilanci, il sistema finanziario resterà suscettibile a shock di finanziamento che potrebbero intensificare le pressioni per il 'deleverage' e rappresentare un ulteriore freno alle finanze pubbliche e alla ripresa".

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