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Pioggia e neve flagellano l'Italia

Da Nord a Sud: valanghe, frane e migliaia di allagamenti

01 marzo, 18:19

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Il Veneto conta i danni, ma si torna a sciare - Dopo la grande acqua che ha invaso alcune zone della pianura, specie nel padovano, e della neve, alta anche tre metri, sulle Dolomiti, in Veneto parte la conta dei danni per centinaia di milioni di euro, con il conto da presentare al governo, e la volontà di ricominciare.

Anche solo la riapertura dei passi in montagna viene vista come una possibile boccata di ossigeno in chiave turistica considerato che molto si è fatto per riaprire gli impianti di risalita e le piste da sci. Nelle zone alluvionate in pianura, intanto, si prosegue la raccolta delle masserizie risultato dell'allagamento dei piani terra delle case e dei garage. Il sindaco di Montorso Vicentino parla di 300mila euro di danni solo per il suo comune, in seguito ad alcune frane. A Chioggia (Venezia). Invece, finito l'allarme meteo sono potute tornare nelle loro case 13 famiglie che erano state costrette all'evacuazione.

A dare il segno di quanto successo, lungo il litorale veneto, si raccolgono le tonnellate di materiali della più svariata natura portate a valle dai fiumi. Nella zona pedemontana, preoccupano le decine di frane che hanno interessato, in particolare, il veronese, il vicentino, il trevigiano ed il bellunese. Sui colli strade ancora intransitabili. In montagna, il segno più arriva dalla riapertura dei passi dolomitici, come Pordoi, San Pellegrino e Campolongo.

In chiave turistica, in una stagione che è segnata da tante criticità meteo, l'apertura di molti impianti ad Arabba, sul Sella e sui comprensori del Civetta, di Falcade e del San Pellegrino. Anche Cortina è tornata alla normalità. 

A Roma 243 milioni danni, 90% strade-fogne - I danni provocati sulle strade dal maltempo il 30 e 31 gennaio a Roma adesso sono quantificabili: 243 milioni di euro, e' la cifra che ha stabilito il Campidoglio, dopo una consultazione con tutti i Municipi. Circa il 90% della somma calcolata riguarda danni riportati da palazzi, strade, tubazioni e fognature, come sanno bene i romani che si trovano a fare lo slalom tra buche e strade chiuse. Le zone piu' colpite, Ostia e Prima Porta.

E sul fronte dell'emergenza buche, problema annoso per la Capitale ma acuito dal nubifragio, la meta' dei danni stimati dal Campidoglio (113 milioni sui 243 totali) sono legati alla mobilita'. Sono decine gli incidenti causati dalle buche nei giorni del nubifragio e 66 le strade di competenza del Campidoglio che hanno presentato criticità. Anche l'Adoc ha fatto i suoi conti sul 'caro-buche': secondo l'associazione di consumatori il 5% dei romani, tassisti compresi, ha dovuto spendere in media 150 euro per un nuovo pneumatico e manodopera a causa del maltempo. E fa bene, secondo l'Autorita' di vigilanza sugli appalti, il sindaco Ignazio Marino a chiedere garanzie dei lavori effettuati: "Le condizioni del manto stradale sono scadenti". Ma, afferma sempre l'Autorità, non serve invocare nuove norme o richiedere particolari garanzie ulteriori a quelle esistenti poiché la polizza assicurativa di durata decennale, a copertura dei rischi di rovina parziale o totale dell'opera, e' già prevista per i contratti pubblici''. Interviene anche l'Acer, associazione costruttori edili romani, che sulla manutenzione delle strade auspica "un cambio di passo" e che si "abbandoni la logica dell'emergenza a favore di un intervento straordinario".

Il Campidoglio ha calcolato che per risolvere i problemi idrogeologici del territorio di Roma sono necessari 3.713.450 euro, e riguarderanno interventi su giardini pubblici, aree stradali, archi e viali alberati. Altri 12.079.900 euro serviranno per rimuovere piante, alberi, frane e per la pulizia dei fossi. Solo per la metropolitana, tracciato e stazioni, si stima una spesa di 46 milioni di euro circa. E mentre il Codacons invoca il risarcimento per "tutti i cittadini della capitale che, a causa di una buca sull'asfalto abbiano subito danni ad autovetture o motocicli", la Confesercenti di Roma chiede "l'istituzione di un fondo che possa aiutare le imprese che hanno subito danni". Anche il presidente della Confcommercio Roma Giuseppe Roscioli lancia l'Sos per "centinaia di attivita' in ginocchio tra Roma, Ostia e Fiumicino, magazzini allagati, attrezzature danneggiate. La stima dei danni che ci risulta ad oggi ammonta a circa 5 milioni di euro ma probabilmente parliamo per difetto".

Emergenza anche in Toscana, crollano mura a Volterra - Passata la paura e finita l'emergenza, a Pisa e nei comuni della provincia si contano i danni provocati ieri dal maltempo e dalle esondazioni di fiume e torrenti affluenti dell'Arno. A Volterra, per il nubifragio del 31 gennaio, sono crollate le mura medievali. Il titolare dei Beni culturali, Massimo Bray, che ha fatto un sopralluogo per verificare i danni, ha anche scritto una lettera al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, per chiedere le risorse da impiegare con urgenza per il ripristino delle mura.

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