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Sardegna, muore intera famiglia brasiliana

19 novembre, 21:46

(di Manuel Scordo)

OLBIA - Avevano trasformato uno scantinato in un mini appartamento in cui vivevano in quattro e da cui potevano controllare quella villetta di cui erano custodi. Quello scantinato è diventato una trappola, una "gabbia" da cui non sono riusciti a fuggire, sommersi da tre metri d'acqua. Hanno impiegato quasi otto ore i vigili del fuoco e la Protezione civile per recuperare i corpi di Isael Passoni, 42 anni, della moglie Rodrigues, 41, e dei figli Weriston e Laine Kellen, rispettivamente di 20 e 16 anni, la famiglia brasiliana travolta dalla furia dell'acqua mentre si trovava nello scantinato in località Mulinu Vecchiu ad Arzachena. Erano arrivati in città da poco più di un anno dopo aver trascorso alcuni anni a Luogosanto, nel sassarese. Isael e la moglie erano impiegati come custodi del villino, la figlia studiava ragioneria, mentre il ragazzo più grande lavorava con i genitori e saltuariamente in Costa Smeralda. In pochi sapevano che vivevano in quello scantinato: quando i soccorritori sono arrivati sul posto, ieri intorno alle 22 dopo la piena del Rio Mannu e San Pietro, hanno notato quell'auto parcheggiata e sono scattate le ricerche, ma ormai era troppo tardi. I brasiliani non hanno avuto scampo, l'acqua ha ostruito l'unica via d'uscita, sommergendoli. "Erano arrivati in Italia per guadagnare il denaro per vivere e hanno fatto questa fine terribile - racconta una insegnante di Luogosanto vicina di casa della famiglia prima del trasferimento ad Arzachena - Mi chiedevano consigli, erano brave persone". In Italia non avevano parenti, ma Isael Passoni faceva parte della Congregazione Cristina che opera nel nostro Paese. "Era un ministro di culto evangelico - racconta Santi Bertuccio della stessa congregazione, il primo a mettersi in contatto con il sindaco di Arzachena - Aveva lasciato il Brasile e dopo aver trascorso un periodo a Milano era stato prima in Spagna, poi si era trasferito in Sardegna per lavoro, prima a Luogosanto quindi ad Arzachena". Isael aveva lasciato il sassarese proprio per motivi religiosi. "Andava due volte a settimana nella nostra chiesetta di Arzachena - svela Bertuccio - proprio per questa ragione aveva deciso di trasferirsi lì. Sarebbero rimasti in Sardegna ancora poco tempo, volevano tornare in Brasile. E' una tragedia terribile che ci ha sconvolti. Ero amico con Isael, eravamo molto legati".

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