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Strage Borsellino, troppi buchi neri

Napolitano: sua eredità base lotta criminalità

20 luglio, 16:13
Un momento della cerimonia Un momento della cerimonia
Strage Borsellino, troppi buchi neri

Via D'Amelio, la strada dilaniata dall'autobomba che, 21 anni fa, uccise Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, oggi è dei bambini. In centinaia l'hanno "occupata" e trasformata in luogo di giochi e dibattiti. Sono il "futuro" che si riappropria della memoria. Lo ricorda la sorella del magistrato assassinato, Rita, che ai tanti ragazzini radunati dice: "Oggi è stato ucciso Paolo, ma non dobbiamo essere tristi perché voi siete la speranza che ci farà ricostruire la memoria".

Tra i palazzoni scossi dall'esplosione, accanto ai bambini oggi ci sono le associazioni, come il popolo delle Agende Rosse, il movimento che ha preso a proprio simbolo il diario scomparso del magistrato diventato emblema della verità negata sulla strage. In via D'Amelio questo 19 luglio, come gli ultimi trascorsi, le istituzioni non sono gradite, fanno sapere gli organizzatori delle commemorazioni. E' per questo che i pochi rappresentanti dello Stato presenti - il presidente del Senato Piero Grasso, che precisa di esserci solo a titolo personale, il presidente della Regione Rosario Crocetta, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando - stanno in disparte. Le Agende Rosse, come avevano annunciato, rinunciano alla contestazione plateale e si limitano a voltare le spalle agli esponenti dello Stato prima che, alle 16.58 le note del Silenzio scandiscano l'ora dell'esplosione. Sul palco allestito a pochi metri dal luogo in cui saltò in aria la 126 imbottita di tritolo si avvicendano i magistrati.

Come il gip Piergiorgio Morosini - "troppi buchi neri ci sono ancora nell'indagine sulla strage", dice - e i pm Nino Di Matteo e Roberto Tartaglia. Più volte ribadiscono l'importanza di andare avanti nella ricerca della verità su un eccidio che mostra ancora tanti aspetti poco chiari. Concetto ribadito anche da Grasso: "Bisogna tendere all'accertamento della verità - dice precisando di essere in via D'Amelio in veste personale - e dal presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli che  ha partecipato alla commemorazione dell'eccidio organizzata al palazzo di giustizia di Palermo dall'Associazione Nazionale Magistrati. Nell'aula magna della corte d'appello la sorella del giudice ucciso e i colleghi hanno ricordato il Borsellino uomo e i suoi ultimi giorni di vita. Il presidente della corte, Vincenzo Oliveri, ha raccontato un episodio inedito: "Tre giorni prima che fosse ucciso vidi Paolo al bar del tribunale. - ha ricordato - Era euforico. Mi disse: 'Questa volta li frego'".

Una frase che alla luce di quanto accadde dopo potrebbe aver voluto intendere che Borsellino aveva scoperto qualcosa di importante. "E a chi si riferiva Paolo quando disse alla moglie che ad ucciderlo non sarebbe stata solo la mafia"? si è chiesto il procuratore generale Roberto Scarpinato che ha puntato il dito contro uno Stato che ha consegnato Borsellino alla sua solitudine. Distanti fisicamente da via D'Amelio in tanti, uomini politici e delle istituzioni, come il presidente della Camera Laura Boldrini e il segretario del Pd Guglielmo Epifani, hanno voluto, però, ricordare il sacrificio del magistrato. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio al figlio di Borsellino, Manfredi. "L'esempio e l'eredità che Paolo Borsellino ci ha lasciato, come tutti coloro che si sono sacrificati per tutelare i valori di giustizia, libertà e democrazia, - ha scritto - sono oggi alla base delle iniziative sempre più numerose che spontaneamente si sviluppano nella società civile contro ogni forma di violenza e di insidiosa infiltrazione della criminalità organizzata". A chiudere la giornata del ricordo la tradizionale fiaccolata organizzata dal Forum XIX Luglio, da piazza Vittorio Veneto raggiunge via D'Amelio, e uno spettacolo con l'attrice Sabina Guzzanti e il giornalista Marco Travaglio.

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