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Sisma Emilia: ecco dove vanno gli aiuti economici

17 maggio, 17:38
L'orologio del duomo distrutto tra le macerie a Mirandola
L'orologio del duomo distrutto tra le macerie a Mirandola
Sisma Emilia: ecco dove vanno gli aiuti economici

di Roberto Anselmi

BOLOGNA - Né un euro di più. Né uno di meno. E' stata questa la formula ripetuta come un mantra nei giorni in cui si discuteva, tra Roma e Bruxelles, di come reperire le risorse per sollevare l'Emilia squassata dal sisma. Sì, perché a lungo il timore in questo pezzo di Pianura tra le province di Reggio-Emilia, Modena, Bologna e Ferrara è stato che, dietro gli attestati di stima per una terra forte e produttiva, gli elogi alla sua tempra, i 'sicuramente gli emiliani ce la faranno', potesse nascondersi una facile scusa per lasciarla da sola, per dimenticarla. Per fortuna, non è stato così. Non l'hanno abbandonata le istituzioni che hanno trovato i fondi in un momento drammatico per le finanze pubbliche (gli ultimi per pagare parte degli straordinari ai vigili del fuoco che hanno lavorato senza sosta per gestire l'emergenza). E, soprattutto, non l'hanno abbandonata i tanti cittadini che hanno puntato qui il loro capitale di solidarietà.

A pochi giorni dal 20 maggio, anniversario della prima scossa, i finanziamenti pubblici per l'intera emergenza (che ha colpito anche in misura minore Lombardia e Veneto) possono essere divisi in tre gruppi: il primo è il fondo dei Commissari delegati, nel quale confluiscono 2,5 miliardi del bilancio dello Stato e 670 milioni di solidarietà dell'Ue (di cui 549 milioni per l'Emilia-Romagna); il secondo sono i 6 miliardi della Cassa depositi e Prestiti per i contributi a fondo perduto alle famiglie e alle imprese; il terzo, infine, sono altri 6 miliardi di prestiti della Cassa per il pagamento delle imposte, dei contributi e dei premi assicurativi, con interessi a carico dello Stato e restituzione del capitale a carico dei beneficiari. A tali fondi si sommano le donazioni e i contributi di solidarietà delle altre regioni sui fondi europei (255 milioni circa) e altri specifici canali di finanziamento come quelli per la ricerca (50 milioni), per la sicurezza degli edifici produttivi (72,8 milioni fondi Inail), 125 milioni per il credito agevolato e 1,5 milioni per i rifiuti, oltre alle risorse per gli ammortizzatori sociali (67 milioni stimati) e per iniziative di sostegno al reddito per precari e lavoratori autonomi (70 milioni).

Direttamente dalla Regione Emilia-Romagna, infine, sono arrivati altri stanziamenti come i 47 milioni dall'assestamento di bilancio 2012 e 10 milioni per le imprese.

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