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Meningite su nave: due gli infettati ancora gravi

Migliorano invece le condizioni di due marittimi contagiati

09 ottobre, 19:17
La piscina di una nave di Msc Crociere
La piscina di una nave di Msc Crociere
Meningite su nave: due gli infettati ancora gravi

LIVORNO - Sono in miglioramento rispetto ad ieri le condizioni di due dei quattro marittimi contagiati dalla meningite a bordo dalla nave da crociera Msc 'Orchestra'. Si tratta del filippino di 32 anni e del brasiliano di 26 anni, ricoverati nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Livorno. Permangono gravi invece, ma stabili, le condizioni degli altri due ricoverati in rianimazione, il cuoco italiano di 47 anni insieme all'indonesiano di 32 anni che resta comunque il più grave dei quattro. "Stanno migliorando le condizioni dei due ricoverati a malattie infettive - conferma il primario di medicina d'urgenza dell'ospedale di Livorno, Francesco Genovesi, contattato poco fa dall'ANSA - mentre i due che si trovano in rianimazione pur rimanendo molto gravi sono stabili, il che è già qualcosa in una situazione del genere".

Restano stazionarie ma ancora molto gravi le condizioni dei quattro membri dell'equipaggio della Msc Orchestra ricoverate all'ospedale di Livorno per meningite. Lievi miglioramenti sono stati registrati per E.G., indonesiano di 32 anni, ricoverato nel reparto di rianimazione che rimane comunque gravissimo. Lo rende noto la Asl 6 di Livorno che ha diramato poco fa un ultimo bollettino medico. Ancora preoccupanti le condizioni dell'unico italiano, A.P. di 47 anni originario di Sorrento, mentre evoluzioni positive sembrano rilevarsi nelle condizioni degli altri due membri dell'equipaggio, A.K.I, filippino di 32 anni, e D.L.D.A. brasiliano di 26 anni, ricoverati nel reparto di malattie infettive. Le loro condizioni risultano gravi, ma sotto controllo

"Sul caso meningite, credo che abbiamo fatto una bella figura nel mondo. Il caso è stato affrontato rapidamente, come riporta la stampa internazionale, e in tempi rapidissimi sono stati isolate e protette oltre duemila persone. E questo significa che non ci mancano le capacità di lavoro e le competenze necessarie". Così il presidente della Regione Enrico Rossi durante il suo intervento al workshop 'Il porto delle crociere' organizzato stamani a Livorno nella sala della Canaviglia in Fortezza Vecchia.


E' BOOM DI CROCIERE MA IL SETTORE NON CREA PIU' LAVORO Tra il 2001 e il 2011 il numero dei crocieristi nei primi 10 porti italiani è cresciuto in maniera esponenziale: +267%, passando dai circa 2,8 milioni di passeggeri agli oltre 10 milioni del 2011, e la crescita ha riguardato sia il numero dei transiti (+238%) sia quello degli imbarchi/sbarchi (+317%) che si concentrano per il 90% in quattro porti principali: Venezia, Civitavecchia, Savona e Genova. Sono gli ultimi dati elaborati dall'Osservatorio dell'Ente Bilaterale Nazionale per il Turismo (Ebnt), dai quali emerge un fenomeno bifronte: se non vi è dubbio che gli anni duemila abbiano fatto da scenario all'esplosione del traffico crocieristico nei porti italiani, altrettanto non sembra si possa affermare per quanto riguarda da un lato gli effetti diretti sugli indicatori turistici "primari" tra cui i flussi (arrivi, presenze, permanenza media) e la ricettività (strutture a posti letto) e dall'altro per i risvolti sul lavoro (misurato in termini di addetti). Secondo l'Osservatorio, infatti, fatto 100 il totale dell'impatto della spesa dell'intero comparto crocieristico (diretto, indiretto e indotto), solo il 3,8% va all'ospitalità (alberghi e altre strutture ricettive), il 6,2% al commercio, il 13,4% al sistema dei trasporti compresi i cruise operators, mentre il 37% va al settore manifatturiero, con la cantieristica in prima fila. E i dati occupazionali sono dello stesso segno: privilegio assoluto alla manifattura (con in testa sempre la cantieristica) con ricadute molto marginali per le attività turistiche, enfatizzate anche dalle retribuzioni unitarie, che sono le più basse di tutta la filiera. "Siamo fortemente preoccupati - commenta il presidente dell'Ebnt, Alfredo Zini - nel constatare che le attività turistiche e alberghiere nei principali porti crocieristici non seguano affatto le dinamiche dei transiti, ma fatichino nonostante il boom delle navi, quasi che si crei un effetto di sostituzione delle crociere rispetto al turismo tradizionale".

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