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Immigrazione: 1/o test italiano, al via a Firenze e Asti

In totale interessate 6.764 persone. Tre le prove da affrontare

17 gennaio, 19:00
Due immigrati regolari davanti all'ingresso della Questura di Milano
Due immigrati regolari davanti all'ingresso della Questura di Milano
Immigrazione: 1/o test italiano, al via a Firenze e Asti

di Daniela Grondona

Tutti promossi. Tranne uno. Per chi ha superato l'esame, il sogno di ogni immigrato ora si trasforma in realtà: avranno il permesso di soggiorno a tempo indeterminato. E' il risultato del test - il primo in Italia - di conoscenza della lingua italiana per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo, che si è tenuto stamane nella sede della scuola media Beato Angelico. Diciassette i candidati a Firenze: sedici quelli che hanno avuto via libera. Sapranno i risultati tra una settimana, invece, i nove immigrati che hanno affrontato lo stesso esame ad Asti: erano tutti sorridenti, comunque, quando usciti dalla scuola in cui si è tenuto il test, il che fa pensare che sono convinti di aver superato la prova. Nel capoluogo toscano è realtà, da oggi, quel permesso, per Mbaye, ventiseienne senegalese che stamane ha portato nell'aula di esame il suo piccolo Falu, 4 mesi. Il marito, pure lui immigrato dal Senegal, fa il meccanico e non poteva tenerlo. Così, mentre Mbaye scriveva le risposte ai quiz, i commissari hanno coccolato il piccino, l'hanno tenuto in braccio, accarezzato. Lui, alla fine, si è addormentato sulla spalla di un dirigente dell'ufficio scolastico.

E' realtà anche per l'insonnolito Arion, albanese che parla con la c aspirata, che ieri, alla vigilia della prova, ha lavorato fino alle 2 di notte in pizzeria. Anche Minire, incinta, è qui con il suo bambino, Orghes di 2 anni, e il marito Bashk. Hanno portato il figlio più grande, 8 anni, a scuola e sono corsi a dare l'esame. "E' giusto parlare la lingua - dice Bashk -, buona idea fare i test. Per noi sarà importantissimo avere questo permesso di soggiorno, eviteremo ogni anno di chiedere il rinnovo perdendo almeno un giorno per la pratica". E spendendo dagli 80 ai 200 euro per ottenerlo. Tutti sono venuti in Italia molti anni fa (almeno 5 quelli richiesti dal ministero degli Interni per accedere alla prova) da Senegal, Albania, Tunisia, Filippine, dal Sudamerica, dalla Siberia. C'é Florian, albanese, magazziniere, che con il suo lavoro mantiene moglie e un figlio mentre un secondo è in arrivo. Nel banco accanto a lui, è china sui fogli Natalia Skvortsova, dalla Siberia, che parla un buon italiano e per vivere insegna alle estetiste la ricostruzione delle unghie.

"Ho studiato molto - racconta Caterina, colombiana, da 10 anni in Italia, dipendente di una casa di riposo - soprattutto negli ultimi giorni. Mi aspettavo domande sulla Costituzione, domande di politica. Invece, queste prove mi hanno sorpreso. Per chi è qui da tanti anni e parla l'italiano sono semplici. E' andata bene, però. E' giusto che chi vive qui conosca la lingua, è un elemento importante per avere rapporti con le altre persone, per inserirsi meglio e per trovare lavoro". Neppure per Aurora Carranza, 51 anni, ex suora filippina, rispondere al test è stato difficile. Lo ammette contenta, alla fine. "Insegno italiano agli stranieri - racconta -, e devo dire che non ho avuto problemi. Dopo 20 anni in Italia, insomma, doveva andare bene...". L'ufficio scolastico provinciale e la prefettura hanno organizzato il test seguendo le linee guida del ministero degli Interni. Per i candidati è stata allestita una classe con quattro file di banchi nell'auditorium dell'istituto. L'esame si componeva di 6 prove in tre capitoli, ascolto, comprensione della lettura e produzione scritta. Hanno ascoltato brevi dialoghi e poi risposto a domande sul luogo dove il colloquio avrebbe potuto svolgersi. Inoltre, hanno scritto due testi immaginari: prima una cartolina ad un amico, invitandolo per le vacanze, e poi una richiesta alla prefettura per avere informazioni sui documenti da presentare per ottenere la cittadinanza. "Erano tesi, emozionati e anche un po' frastornati dalla folla di giornalisti, cameramen e fotografi che li attendeva fuori dalla scuola - racconta la professoressa Patrizia Margiacchi -. Poi, a prova iniziata, il clima si è rasserenato. Sono stati bravi, alcuni parlano bene l'italiano, altri si arrangiano. Per tutti, è stata una prova importante, molto importante".

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