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S.Sede: Sepe collaborerà come da Concordato

'Ogni ombra sarà diradata'. Stima e solidarietà dal Vaticano al cardinale di Napoli

21 giugno, 11:00
Il cardinale Crescenzio Sepe
Il cardinale Crescenzio Sepe
S.Sede: Sepe collaborerà come da Concordato

CITTA' DEL VATICANO  - Il cardinale Crescenzio Sepe collaborera' con la giustizia italiana ma ''bisognera' tenere anche conto degli aspetti procedurali e dei profili giurisdizionali impliciti nei corretti rapporti tra Santa Sede e Italia, che siano eventualmente connessi a questa vicenda''. Lo ha affermato il portavoce della Santa Sede , padre Federico Lombardi, in una dichiarazione alla Radio vaticana, distribuita anche in sala stampa.

Il Vaticano auspica ed "ha fiducia" che la situazione che coinvolge il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, venga chiarita "pienamente e rapidamente, così da eliminare ombre, sia sulla sua persona, sia su istituzioni ecclesiali".

Il Vaticano - per bocca del suo portavoce padre Federico Lombardi - ha espresso oggi la sua "stima" e "solidarietà" al cardinale Crescenzio Sepe, in "questo momento difficile". "Anzitutto - ha detto Lombardi in una dichiarazione alla Radiovaticana diffusa anche in Sala Stampa - desidero dire una parola di stima e di solidarietà per il cardinale Sepe, in questo momento difficile". "Il cardinale Sepe è una persona che ha lavorato e lavora per la Chiesa e per il popolo che gli é affidato in modo intenso e generoso, e ha diritto ad essere rispettato e stimato", ha aggiunto.

SEPE, COLLABORAZIONE CON MAGISTRATI - Il cardinale Crescenzio Sepe conferma di essere disponibile ad essere ascoltato dai magistrati di Perugia: è l'indicazione che trapela dal suo staff. Nessun ricorso, dunque, a questioni procedurali legate al possesso da parte dell'arcivescovo di un passaporto diplomatico. Secondo lo staff non c'é ancora una data fissata per l'interrogatorio, in ogni caso il mutato status giuridico di Sepe - passato nelle ultime ore da persona informata dei fatti a indagato - non ha inciso sulla volontà del cardinale di "chiarire tutto" ai pm. I suoi più stretti collaboratori, che lo hanno incontrato stamane, confermano "l'assoluta serenità" di Sepe legata alla consapevolezza di "aver sempre agito rettamente e secondo coscienza".

Il cardinale Sepe conferma la sua fiducia nella magistratura e assicura di voler ''parlare presto'' alla citta'. Un cronista gli ha chiesto se avesse fiducia nella magistratura: ''Certo'', ha risposto. A chi gli ha chiesto di rivolgersi alla citta' per commentare gli sviluppi dell'inchiesta, Sepe ha concluso: ''Parlero' presto''.

DOPO CALVARIO C'E' RESURREZIONE - ''Non abbiate paura, siate fieri e coerenti di fronte all'identita' dei cristiani, anche nel momento della sofferenza, perche' dopo quel calvario ci sara' la luce della resurrezione''. E' questo il messaggio affidato all'omelia domenicale del cardinale Crescenzio Sepe, che sta celebrando la messa nella chiesa di Sant'Onofrio dei Vecchi in corso Umberto a Napoli. Sono le prime parole pronunciate in pubblico dall'arcivescovo dopo la notizia dell'avviso di garanzia per corruzione emesso nei suoi confronti dalla procura di Perugia.

QUANTI MARTIRI TORTURATI ANCHE OGGI - "Quanti martiri ci sono, anche oggi, che in nome della verità e in nome di Cristo rimangono fedeli al suo Vangelo, che vengono torturati, che vengono umiliati e disprezzati. Ma noi che possediamo il Signore, noi che siamo coerenti con la nostra fede non dobbiamo aver paura". E' uno dei passaggi dell'omelia pronunciata poco fa dal cardinale Crescenzio Sepe nella chiesa di Sant'Onofrio dei Vecchi, in corso Umberto I a Napoli. "Ricordate il grido del grande papa Giovanni Paolo II? 'Non abbiate paura', nonostante queste correnti contro, quelli che tentano di mortificare la fede, quelli che tentano un po' di emarginarla, di sopprimervi, di oscurare la testimonianza dei cristiani, non abbiate paura", ha detto Sepe che, come sempre, ha parlato a braccio sulla base di qualche appunto scritto in precedenza.

SEPE CITA GIOVANNI PAOLO II,'GRANDE PAPA' - Nella prima omelia in pubblico, oggi in una chiesa napoletana, dopo la notizia dell'avviso di garanzia per corruzione, il cardinale Crescenzio Sepe cita "il grande Papa Giovanni Paolo II", ricordandone il grido: "Non abbiate paura". Come è noto fu proprio papa Wojtyla a conferire al porporato i suoi importanti incarichi, prima come regista del comitato organizzatore del Giubileo e poi, dal 2001, come prefetto della congregazione Propaganda Fide. Nel 2006 invece papa Ratzinger lo trasferì a Napoli come arcivescovo.

SEPE AI CRONISTI, DOMANI DICO TUTTO - "Domani, domani dico tutto": così il cardinale Crescenzio Sepe ha risposto ai cronisti che, al suo ingresso nella basilica di San Lorenzo Maggiore, sollecitavano dichiarazioni sulla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto. Sepe è stato accolto dall'applauso dei fedeli, riuniti per la celebrazione del 42.mo anniversario della comunità di Sant'Egidio, e dal prefetto di Napoli Alessandro Pansa che lo ha abbracciato e baciato.

LUNARDI, VOGLIO CAPIRE  - "Voglio solo capire","al più presto andrò e chiarirò tutto" alla magistratura di Perugia. E' quanto assicura al Corriere della Sera l'ex ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, indagato con il cardinal Crescenzio Sepe nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti alla "cricca". Lunardi si dice sorpreso dalla notizia dell'avviso di garanzia. "Non so nulla - afferma - leggo queste cose sui giornali". Sui presunti favori ottenuti dal costruttore Diego Anemone, l'ex ministro dice: "Non ho mai detto di aver ricevuto favori da Anemone. Così come non ho mai voluto attaccare né Claudio Scajola, né il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso". C'era un'amicizia con Anemone? "Amici, insomma, conoscenti", replica Lunardi che aggiunge: "Ci siamo scambiati delle cortesie. Ma niente di che".

AVVENIRE,TACE IN PRIMA SU CARD.SEPE INDAGATO  - Tace l'"Avvenire", in prima pagina,sul cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, indagato per corruzione dalla Procura di Perugia titolare dell'inchiesta sulla presunta cricca per i Grandi eventi. Bisogna arrivare a pagina 10 del quotidiano per essere informati sulla decisione degli inquirenti perugini di notificare un avviso di garanzia al cardinale Sepe e all'ex ministro Pietro Lunardi, ex responsabile del dicastero delle Infrastrutture.

INDAGATI CARD. SEPE E LUNARDI di Claudio Sebastiani e Matteo Guidelli

Il cardinale Crescenzio Sepe e l'ex ministro Pietro Lunardi sono indagati dalla procura di Perugia, titolare dell'inchiesta sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi. Due diversi filoni d'indagine nell'ambito dei quali all'arcivescovo di Napoli e all'ex responsabile del dicastero delle Infrastrutture sono stati notificati oggi avvisi di garanzia. Una svolta improvvisa che imprime una ulteriore accelerazione agli accertamenti. Nelle intenzioni degli inquirenti perugini c'era già l'intenzione di sentire in tempi brevi il cardinale Sepe e Lunardi, che ora compariranno davanti ai pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi come indagati. Forse in tempi più rapidi del previsto.

In serata comunque fonti vaticane hanno sottolineato che il cardinale "aveva già dato la sua disponibilità a parlare con i pm" e dunque "lo farà e chiarirà la sua posizione". La stessa fonte ha ribadito che il card.Sepe "ha detto di essere sereno e noi auspichiamo che anche questa fase dell'inchiesta sia portata avanti in un clima altrettanto sereno". Gli ulteriori sviluppi dell'indagine fanno riferimento entrambi alla figura del costruttore Diego Anemone, considerato personaggio centrale della presunta 'cricca'. E in entrambe le operazioni avrebbe avuto un ruolo Angelo Balducci, già nobiluomo di Sua Santità e presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici.

In particolare le accuse mosse al cardinale Sepe riguardano la vendita di alcuni palazzi e la ristrutturazione, sembra anche di edifici sacri, di Propaganda Fide (della quale Balducci è stato per un periodo consultore). Operazioni, queste ultime, svolte da aziende di Anemone. Il sospetto dei magistrati è che l'arcivescovo di Napoli - il quale all'epoca dei fatti contestati era al vertice di Propaganda Fide quello che è considerato il dicastero più ricco di tutta la Santa Sede e attraverso cui transita il denaro per le missioni in tutto il mondo - abbia ricevuto favori in cambio. E nella lista sequestrata in uno dei computer di Anemone ci sono diversi riferimenti a ristrutturazioni di edifici sacri o comunque appartamenti intestati a prelati, tra cui il duomo di Ancona e la chiesa di Santa Maria in Trivio a Fontana di Trevi. Il nome del cardinale Sepe compare nell'inchiesta perugina anche in relazione alla casa di via Giulia a Roma nella quale per un periodo abitò il capo della protezione civile Guido Bertolaso. E' stato infatti lo stesso sottosegretario a riferire agli inquirenti che l'appartamento gli venne messo a disposizione gratuitamente dal professor Francesco Silvano, collaboratore di Propaganda Fide. Sarebbe stato proprio il card.Sepe a indirizzare Bertolaso - ha spiegato lui stesso nell'interrogatorio a Perugia - al professor Silvano. Una vicenda ancora al vaglio degli inquirenti perché dall'indagine é invece emerso che l'appartamento è di proprietà di Raffaele Curi e a pagare l'affitto nel periodo in cui abitava lì il capo della protezione civile sarebbe stato l'architetto Angelo Zampolini, accusato nell'inchiesta perugina di avere riciclato denaro di provenienza illecita che gli investigatori sospettano provenire da Anemone. A Lunardi l'accusa di corruzione è stata invece contestata per la vendita e la ristrutturazione di un palazzo in via dei Prefetti a Roma, che compare anche nella cosiddetta Lista Anemone, al numero 26 dei lavori fatti nel 2004.

In un'intervista a Repubblica il 14 giugno scorso, è lo stesso Lunardi a ricostruire i passaggi della vicenda. "Arriva Balducci - ha spiegato l'ex ministro - e mi dice: Propaganda Fide sta mettendo a reddito i suoi duemila appartamenti. Mi porta la lista e io scelgo via dei Prefetti, dove trovo Anemone che sta ristrutturando il palazzo per conto di Propaganda Fide. Entro e chiedo di acquistare l'appartamento ma il cardinale Sepe prende tempo e mi concede di restare". Secondo la versione di Lunardi, il card.Sepe risponde 14 mesi dopo. "In quel periodo - ha detto ancora - non ho pagato l'affitto, mi hanno fatto la cortesia di ospitarmi gratis. Quando nel 2004 arriva la risposta, una banca valutò il palazzo 4 milioni e 160 mila euro, io ho acceso un mutuo da 2,8 milioni, più 600 mila euro miei. Zampolini mi ha avviato la denuncia di inizio attività per la ristrutturazione".

Il legame tra Anemone e Lunardi nasce nel 2002-2003. Il tramite fu Balducci. Sempre nell'intervista a Repubblica, l'ex ministro ha raccontato che Anemone "voleva sdebitarsi perché, con una telefonata a un funzionario della Banca di Roma, lo avevo aiutare ad acquistare i terreni su cui avrebbe edificato il Salaria sport village". "Anemone mi ha fatto lavori per 120 mila euro - ha concluso Lunardi -, a prezzo di costo".

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