Demanio: spiagge e laghi a Regioni, federalismo allo start
Mercoledì prima riunione Commissione bicamerale per l'attuazione
08 marzo, 21:30
ROMA - Spiagge, laghi, terreni agricoli ma anche aeroporti di interesse regionale: è la 'fetta' di demanio che nel giro di qualche mese dovrebbe passare sotto la competenza degli enti locali. Il federalismo parte proprio dal demanio e mercoledì si terrà la prima riunione della Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale presieduta dall'ex ministro Enrico La Loggia. E' probabile che si tratterà solo di una riunione organizzativa ma già nel giro di un paio di settimane potrebbe essere esaminato il primo decreto attuativo sul federalismo, il decreto sul cosiddetto federalismo demaniale che deve anche passare il vaglio della Conferenza unificata Stato-Regioni. L'avvio dei lavori della Commissione parlamentare è ormai a ridosso delle elezioni regionali ma non è del tutto escluso che l'esame del primo decreto sul federalismo possa arrivare prima delle urne.
Potrà dunque tornare sotto la competenza di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni gran parte del cosiddetto 'demanio naturale'. Nella bozza di decreto, già licenziata dal Consiglio dei ministri e ora all'attenzione della Commissione bicamerale e della Conferenza unificata, vengono indicate quattro tipologie di beni: demanio marittimo e relative pertinenze, demanio idrico di interesse regionale o provinciale e relative pertinenze, nonché le opere idrauliche e di bonifica di competenza statale, tutti gli aeroporti di interesse regionale appartenenti al demanio aeronautico civile statale e le relative pertinenze, tutte le miniere e le relative pertinenze, tutte le aree e i fabbricati di proprietà dello Stato che non sono in uso per "comprovate ed effettive finalità istituzionali alle Amministrazioni dello Stato", come si rileva nella bozza di decreto.
Spiagge dunque, laghi, miniere e terreni agricoli non utilizzati. Ma nel 'paniere' che vedrà un trasloco di competenze ci sarebbero anche le caserme, i poligoni, gli osservatori e ogni altro immobile del demanio militare già dismesso dal ministero della Difesa. Il trasferimento dal demanio centrale agli enti locali potrebbe dunque avvenire già nella seconda metà dell'anno. Fari puntati poi su tutti quei beni assoggettati a vincolo storico, artistico ed ambientale che non abbiano una rilevanza nazionale.








