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Scommesse, Conte 10 mesi di stop

Palazzi ne aveva chiesti 15. Ammenda per il Bologna, Lecce e Grosseto in Lega Pro

12 agosto, 20:33
Conte, Bonucci, Pepe e Di Vaio
Conte, Bonucci, Pepe e Di Vaio
Scommesse, Conte 10 mesi di stop

ROMA  - Dieci mesi di squalifica per il tecnico della Juventus, Antonio Conte. E' questo il verdetto della Commissione Disciplinare nell'ambito del processo sul calcioscommesse. La Procura Federale aveva chiesto un anno e tre mesi per Conte, che all'epoca dei fatti era sulla panchina del Siena.

Il tecnico della Juventus è stato condannato a 10 mesi per l'omessa denuncia relativa alle gare Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, con l'aggravante della qualifica rivestita. Otto mesi di stop, invece, al suo vice, Angelo Alessio: anche per lui il procuratore Palazzi aveva chiesto 15 mesi di squalifica.

Leonardo Bonucci e Simone Pepe sono stati assolti dalla Commissione Disciplinare nell'ambito del processo sul Calcioscommesse. Per i due giocatori della Juventus, all'epoca dei fatti rispettivamente al Bari e all'Udinese, la Procura Federale aveva chiesto 3 anni e 6 mesi e un anno.

Nessuna penalizzazione per il Bologna nel prossimo campionato. La Commissione Disciplinare ha anche assolto Marco Di Vaio "Giustizia è stata fatta!!! Prosciolto!!! Adesso torno a letto più leggero!!". La felicità di Marco Di Vaio per l'assoluzione nel Calcioscommesse é espressa con un messaggio quasi in diretta su Twitter. L'attaccante romano, ex capitano del Bologna, ora gioca in Canada nei Montreal Impact.. 

Condannato invece a sei mesi di stop Daniele Portanova. L'ammenda e' di 30 mila euro.

La Procura aveva chiesto due punti di penalizzazione per il club rossoblu, mentre per i due giocatori le richieste erano rispettivamente di un anno per omessa denuncia e di tre anni per illecito.

Lecce e Grosseto retrocesse in Lega Pro. La Procura federale aveva chiesto la retrocessione in Lega Pro con penalizzazione di 6 punti per il Lecce e di 3 per il Grosseto.

Oltre alla perdita della Serie B, Lecce e Grosseto pagano con l'inibizione per cinque anni dell'ex presidente dei pugliesi, Andrea Semeraro, e del patron dei toscani, anche lui sanzionato dalla Commissione Disciplinare a 5 anni. Per entrambi, la Procura Federale aveva chiesto anche la preclusione.

JUVE: PIENO SOSTEGNO A CONTE E ALESSIO, BONGIORNO ENTRA IN POOL DIFENSORI  - Grande "soddisfazione per l'assoluzione dei suoi calciatori Leonardo Bonucci e Simone Pepe" e "pieno sostegno ad Antonio Conte e Angelo Alessio, nell'auspicio che i prossimi gradi di giudizio possano infine permettere alla loro innocenza di emergere appieno": è il commento della Juventus alle sentenza della Disciplinare. 

In appello Antonio Conte e Angelo Alessio dimostreranno la loro innocenza e il pool di legali è già al lavoro per raggiungere questo scopo. Lo afferma la nota della Juventus. Nel team difensivo ci sarà anche l'avvocato Giulia Bongiorno. La squadra di avvocati, composta "da professionisti designati dai singoli interessati, in piena concordia con la società - precisa la nota - è già al lavoro per redigere i motivi d'appello, nella convinzione che le ragioni per affermare l'estraneità ai fatti addebitati siano immutate".

BONUCCI, GRAZIE A CHI MI E' STATO VICINO - "Parlerò solo dopo il mio rientro in Italia. Ora dico solo che il riconoscimento della mia innocenza mi dà una grande forza. Sono felicissimo anche perché ho scoperto che tante persone mi vogliono bene".

Così il difensore della Juventus Leonardo Bonucci, raggiunto telefonicamente a Pechino, dove è impegnato nella preparazione della Supercoppa. "Ora sono concentrato sulla sfida con il Napoli. Ringrazio di cuore tutti coloro che mi sono stati vicini e che hanno creduto in me".

CALCIOSCOMMESSE: TRE PROCURE ANCORA AL LAVORO - E dopo la Disciplinare, il focus torna sulla Giustizia ordinaria: sono tre le procure al lavoro su diversi filoni del Calcioscommesse. Si tratta di inchieste in gran parte ancora in corso e che già da settembre potrebbero avere ulteriori sviluppi.

CREMONA - Antonio Conte, per il quale oggi la giustizia sportiva ha deciso la squalifica di 10 mesi, è indagato a Cremona con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Secondo l'accusa di Filippo Carobbio, Conte, che all'epoca allenava il Siena, prima della partita con il Novara avrebbe detto ai giocatori: "tranquilli, andiamo a pareggiare..." ed era anche al corrente della combine con l'Albinoleffe. L'inchiesta della procura lombarda ha fatto registrare dal giugno del 2011 tre 'ondate' di arresti. Il primo nome eccellente è stato quello dell'ex attaccante della Nazionale, di Lazio e Bologna, Beppe Signori. Nel dicembre dello stesso anno un altro arresto che ha scosso il mondo del calcio, quello di Cristiano Doni. Nei mesi scorsi, invece, sono finiti in carcere Stefano Mauri e Omar Milanetto. Tra calciatori, dirigenti e personaggi legati al mondo delle scommesse illegali, sono un centinaio le persone indagate. A settembre potrebbero esserci ulteriori sviluppi: in Italia, infatti, potrebbe rientrare Almir Gegic, il capo del gruppo degli scommettitori detto degli 'zingari', che, tra l'altro avrebbe avuto rapporti con l'accusatore di Antonio Conte. Nell'inchiesta cremonese è anche emerso che il capitano della Nazionale Gigi Buffon avrebbe effettuato scommesse vietate per oltre un milione e mezzo di euro. L'ipotesi è stata avanzata in un'informativa della Guardia di Finanza di Torino. Allo stato, comunque, il portiere della Juvents non è iscritto nel registro degli indagati.

NAPOLI - Due indagati, gli ex calciatori Matteo Gianello e Silvio Giusti, per i quali si ipotizzano i reati di associazione per delinquere e frode sportiva: è l'esito della principale inchiesta sul calcioscommesse condotta dalla procura di Napoli, che nei mesi scorsi emise un avviso di conclusione delle indagini preliminari e trasmise gli atti alla Figc. Gianello, ex terzo portiere del Napoli e Giusti, che ha militato a lungo nelle serie minori prima di approdare al Chievo, avrebbero compiuto, secondo l'accusa, atti per alterare il risultato della partita a favore della squadra blucerchiata. Nell'inchiesta si parla della promessa di alcune decine di migliaia di euro. Per la combine sarebbero stati contattati i difensori del Napoli Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, i quali- secondo quanto riferito da Gianello - si sarebbero rifiutati di partecipare all'illecito. I due calziatori azzurri, interrogati dai pm, negarono di aver ricevuto la proposta. Sempre a Napoli un altro fascicolo è stato aperto lo scorso anno dalla procura sugli illeciti nel mondo del calcio, focalizzato soprattutto sul versante "camorristico". L'inchiesta è concentrata sul rapporto che lega i clan della camorra e alcune agenzie di scommesse nell'ambito di una attività di riciclaggio. Un'attività che è emersa nel corso delle indagini sui clan di Castellammare di Stabia e che ha svelato presunti condizionamenti di partite in Italia (tornei minori ma anche qualche incontro di serie A e di tornei esteri.

BARI - Si è conclusa ieri, dopo cinque giorni di lavoro, la seconda tranche di interrogatori disposta dalla Procura di Bari sulle presunte partite di calcio truccate sulla base delle ultime rivelazioni di Andrea Masiello e Vittorio Micolucci. Ultimi a comparire in ordine di tempo sono stati gli ex calciatori biancorossi Alessandro Parisi, Stefano Guberti e Marco Esposito. I tre calciatori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Gli interrogatori erano cominciati venerdì scorso con Andrea Ranocchia, ora all'Inter, e Jean Francois Gillet (Torino). Il primo si era avvalso della facoltà di non rispondere mentre Gillet aveva risposto agli inquirenti per circa un'ora. Prima dei due era stato interrogato, sempre venerdì, Angelo Iacovelli, all'epoca factotum della squadra, anche lui indagato dalla Procura barese per le presunte combine. L'indagine si preannuncia ancora lunga e non si esclude che nelle prossime settimane ci siano altre convocazioni eccellenti, tra le quali quella di Antonio Conte.

LE PROSSIME TAPPE - Le 24 condanne emesse dalla Commissione Disciplinare sono subito esecutive. Da oggi, però, gli avvocati hanno cinque giorni di tempo, così suddivisi, per preparare il ricorso alla Corte di Giustizia federale: due giorni per presentare le memorie difensive; due giorni per le repliche della Procura federale; un giorno per le controdeduzioni.

La Corte, presieduta da Gerardo Mastrandrea, esaminerà poi tutta la documentazione ricevuta. Quindi lunedì 20 agosto (per il procedimento basato sugli atti di Cremona) e martedì 21 (per quello relativo al filone d'inchiesta della Procura di Bari) si tornerà nell'aula dell'ex Ostello della Gioventù del Foro Italico per il secondo grado del processo sportivo. Il dispositivo delle sentenze dovrebbe essere reso pubblico entro il 23-24 agosto, prima dell'inizio dei campionati (domenica 26, con anticipi sabato 25).

Da qui l'iter di Lecce e Grosseto, se il loro ricorso sarà respinto, si potrebbe dividere da quello dei tesserati: i legali dei due club estromessi dal campionato di Serie B e retrocessi in Lega Pro possono infatti richiedere la procedura d'urgenza e rivolgersi al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport del Coni (Tnas); che, una volta convocate le parti e nominato il collegio, obbligherà la Corte di Giustizia a rendere nota la sentenza in tempi brevi. Già ai primi di settembre si potrebbero quindi discutere le controversie tra ciascuna delle due società e la Federcalcio. Se il tentativo di conciliazione verrà ritenuto esperito con esito negativo, però, i legali dei club potranno rivolgersi al Tar del Lazio.

Il percorso dei singoli tesserati è simile, ma con tempistiche più dilatate, legate alla pubblicazione delle motivazioni della Corte di Giustizia e alla successiva convocazione del Tnas. Nel recente ricorso - respinto - dell'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi - contro la sua radiazione disposta dall'Alta Corte di Giustizia del Coni - il Tar del Lazio ha ribadito però la sua incompetenza nell'affrontare casi di natura "disciplinare".

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