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Gervasoni ai pm: ecco i nomi di serie A

Il calciatore del Piacenza: ero tramite tra colleghi e zingari

30 dicembre, 19:31
Cristiano Doni e Carlo Gervasoni durante Atalanta-Piacenza marzo 2011
Cristiano Doni e Carlo Gervasoni durante Atalanta-Piacenza marzo 2011
Gervasoni ai pm: ecco i nomi di serie A
Carlo Gervasoni mette nero su bianco i presunti complici nelle combine di serie A. La conferma viene dal verbale d'interrogatorio del giocatore del Piacenza, martedì scorso, davanti al procuratore Roberto di Martino. Gervasoni, arrestato e poi posto ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona sul Calcioscommesse, chiama in causa numerosi giocatori di serie A: tra questi Mauri della Lazio, Milanetto del Genoa, Benassi e Rosati del Lecce. La loro posizione sara' valutata dagli inquirenti. "La prima partita di A combinata di cui parlai - dice Gervasoni - e' Palermo-Bari del 7 maggio 2011, finita 2-1: il risultato concordato era di un over con la sconfitta del Bari, con almeno due gol di scarto: si tratta di notizie che mi ha riferito Gegic nell'immediatezza della partita, in quanto ho scommesso sulla medesima. "Ricordo che sempre secondo quanto lui mi riferi', era stato Carobbio a mettersi in contatto con i giocatori del Bari o con qualcuno che gli stesse vicino. Gegic mi riferi' che erano stati corrotti i seguenti giocatori del Bari: Padelli, Bentivoglio, Parisi, Andrea Masiello e Rossi. Il risultato concordato non fu raggiunto perche' Miccoli sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato. Miccoli non sapeva nulla della combine'. Di Lazio-Genoa, disputata il 14 maggio scorso e terminata 4-2, Gervasoni dice: "Ho appreso da Gegic che gli slavi si incontrarono lo stesso giorno della partita con Zamperini, che poi li mise in contatto con Mauri della Lazio. Gli slavi si incontrarono anche con Milanetto del Genoa, che a sua volta incontro' altri giocatori della sua squadra". Quanto alla partita Lecce-Lazio del 22 maggio 2011, finita 2-4, dice Gervasoni: "Gegic mi disse che tramite Zamperini, lui e gli slavi si misero di nuovo in contatto con Mauri della Lazio per manipolare la suddetta partita. Successivamente, avuto questo contatto con Mauri, furono corrotti 6 o 7 giocatori del Lecce tra i quali ricordo solo Benassi e Rosati".
 
SOSPETTI SU BARI E LECCE, IRA TIFOSI
 
(di Michele De Feudis)
 
"La combine sportiva è peggio del doping, non è giustificabile e rappresenta il tradimento di tutti i valori dello sport": il commento di Elio Sannicandro, assessore allo sport del Comune di Bari e presidente regionale del Coni, ben evidenzia lo stato d'animo di amarezza degli appassionati di calcio in Puglia dopo le rivelazioni del difensore del Piacenza Carlo Gervasoni agli inquirenti della Procura di Cremona su presunte partite taroccate del Bari e del Lecce (i riflettori sono puntati su Palermo-Bari e Lecce-Lazio dello scorso campionato di A).
 
Se i due club si trincerano dietro il silenzio in attesa degli eventi ("nulla da commentare" per l'addetto stampa del Lecce, Andrea Ferrante; "non ho niente da dire in merito alle dichiarazioni ai magistrati di Gervasoni", puntualizza il ds barese, Guido Angelozzi), la posizione dell'amministratore unico del Bari, espressa nei giorni scorsi, segna una nuova prospettiva per le società che potrebbero essere colpite dalle sanzioni sportive. "Deve essere consentito ai club - afferma Claudio Garzelli - il ricorso alla giustizia ordinaria per avere risarcimenti dai propri tesserati, se riconosciuti colpevoli di comportamenti fraudolenti".
 
Il legale del portiere del Lecce Massimiliano Benassi, il cui nome è stato fatto da Carlo Gervasoni ai magistrati lombardi, minaccia azioni legali a tutela dell'immagine del suo assistito, mentre l'ex allenatore dei giallorossi Gigi De Canio, ai microfoni di 'Radiosportiva', difende la regolarità delle partite della sua squadra: "Se fossi stato uno scommettitore, anch'io avrei puntato contro il Lecce. Sono fiducioso, perché i miei ragazzi non fecero niente di male contro la Lazio. Se qualcuno si intendesse di calcio, nessuno si sarebbe messo a comprare quella partita, viste le nostre scarse motivazioni. Andrei molto cauto prima di esprimere giudizi, magari da una chiacchierata banale chissà quante illazioni possono venire fuori".
 
Intanto anche il mondo della politica non è rimasto impassibile di fronte alla crisi di credibilità che sta attanagliando il mondo del calcio: "Rabbia, amarezza e delusione. Ecco il sentimento dei tifosi che sento di poter interpretare - attacca Sergio Fanelli, assessore provinciale di Bari con un passato di animatore della curva nord -. Speriamo che i magistrati facciano in fretta a fare luce su questo scandalo. I colpevoli, se saranno individuati, dovranno essere puniti con la massima severità".
 
A difesa della sportività e del rigore etico del Lecce scendono invece in campo il sindaco del capoluogo salentino, Paolo Perrone e il presidente della Provincia, Antonio Gabellone. Per il primo cittadino "non interessano i chiacchiericci di questi giorni. Preferiamo pensare solo e soltanto al calcio giocato". Il presidente della Provincia afferma di "essere fiducioso che il Lecce riesca a dimostrare la totale estraneità a vicende che, sono certo, non possono appartenere alla nostra realtà, anche per lo stile, la sobrietà e la serietà riconosciuta alla società giallorossa".
 
 

SARTOR, CON SINGAPORE RAPPORTI LECITI
Potrebbe tornare in liberta' gia' domani Luigi Sartor, ex calciatore di Inter, Parma e Roma che oggi ha risposto per circa sei ore alle domande del procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Di Martino, che ha gia' dato parere favorevole all'istanza di liberta' presentata dai difensori Antonino e Valentina Tuccari. Domani decidera' in merito il giudice per le indagini preliminari Guido Salvini. Per l'accusa, Sartor era il contabile del gruppo di Bologna con al vertice l'ex bomber della Nazionale Beppe Signori e curava i rapporti con il gruppo di Singapore. Nell'interrogatorio odierno, durato circa sei ore, Sartor ha ammesso di avere avuto rapporti con il gruppo di Singapore ''per finalita' lecite legate al calcio'' come ha detto il procuratore Di Martino. Sartor ha affermato di essere stato introdotto a partire dal 2010 in Cina da tale Burini, personaggio del quale non e' stato precisato il nome proprio, perche' in un primo momento voleva ricominciare a giocare in quel Paese asiatico. La cosa non ando' in porto, percio' Sartor in Cina si dedico' ad altre attivita'. L'ex calciatore venne contattato dal gruppo di Singapore intenzionato ad acquistare una squadra italiana, non di serie A, a poco prezzo. Sartor svolse la funzione di intermediario, cerco' i contatti e, nell'ambito di questa attivita' lecita, giustifico' l'incontro all'aeroporto di Malpensa del 26 febbraio 2011 con i cinesi. Confermo' di averli accompagnati a Bologna da Beppe Signori sempre nella veste di procacciatore d'affari. Sartor sostiene di essere stato coinvolto suo malgrado nella combine della partita Inter-Lecce del 18 marzo 2011 sulla quale i cinesi avevano puntato 300.000 euro. Si tratta dell'incontro di calcio sul quale l'ex portiere del Benevento Marco Paoloni aveva millantato di essersi accordato con il giocatore del Lecce Daniele Corbia per truccare il risultato. Il gruppo di scommettitori cinesi aveva ritenuto responsabile Sartor della mancata scommessa e ha preteso da lui la restituzione dei soldi puntati. Per quanto riguarda il conto cifrato in Svizzera, come ha detto il pm di Martino, ''Sartor non ha avuto difficolta' a fornire la sua versione, ovviamente diversa da quella prospettata dall'accusa e cioe' che su quel conto transitavano i soldi che i cinesi mettevano a disposizione per pagare i giocatori allo scopo di truccare le partite''. Il procuratore non ha aggiunto altro sul conto elvetico anche perche' sta aspettando documentazione dalla Svizzera. ''La versione di Sartor, al di la' della credibilita' che e' tutta da dimostrare - ha commentato il pm di Martino - mi e' stata comunque utile perche' descrive il quadro dei rapporti con il gruppo di Singapore''. Alla fine dell'interrogatorio, gli avvocati Tuccari hanno dichiarato: ''Il signor Sartor ha spiegato la propria posizione in modo esauriente. Non ha confessato nulla perche' non vi era nulla da confessare. Ha detto esattamente le cose che avrebbe detto da libero quando quest'estate si era messo a disposizione della procura della Repubblica di Cremona''. Il pm Di Martino ha dato parere favorevole alla richiesta di concedere gli arresti domiciliari ad Alessandro Zamperini, ex giocatore di serie B, insieme a Sartor l'unico ancora rinchiuso nel carcere di Cremona dal 19 dicembre scorso. Anche su questa richiesta e' attesa per domani la decisione del gip Salvini.
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