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Ultimatum Usa all'Iran, se chiudete risponderemo

Nyt, aperto canale comunicazione Obama-Khamenei

13 gennaio, 18:26

Se l'Iran deciderà di chiudere lo Stretto di Hormuz l'America risponderà. Assomiglia molto a un ultimatum il messaggio che da Washington è giunto fino all'Ayatollah Khamenei col quale - afferma il New York Times - l'amministrazione Obama ha stabilito un contatto attraverso un canale di comunicazione segreto e diretto. Più volte minacciata dalle autorità iraniane, l'eventuale chiusura dello stretto - dove transita il 40% del petrolio trasportato via mare - per gli Stati Uniti è considerata una 'linea rossa' invalicabile: se qualcuno decidesse di valicarla - é l'avvertimento fatto giungere direttamente al leader supremo iraniano - questo provocherebbe una risposta certa degli Stati Uniti. La novità sta proprio nel contatto diretto tra la Casa Bianca e le massime autorità iraniane, perché il messaggio del presidente americano Barack Obama giunga a Teheran forte e chiaro. E' il messaggio che già il numero uno del Pentagono, Leon Panetta, ha lanciato parlando ieri in una base militare in Texas: gli Stati Uniti - ha detto - non tollereranno la chiusura dello stretto, che significherebbe interrompere la via di comunicazione tra il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman, dove ogni giorno transitano 16 milioni di barili di petrolio, circa un quinto del commercio mondiale di petrolio giornaliero.

E' il generale Martin E. Dempsey, uno dei più autorevoli vertici militari negli Usa, a spiegare quale potrebbe essere la risposta americana: per riaprire lo stretto - ha spiegato - sarebbe inevitabile ricorrere ad azioni che posono essere compiute solo col ricorso a dragamine, navi scorta da guerra e, se necessario, bombardamenti aerei. La decisione di stabilire un canale di comunicazione diretto con il leader supremo in Iran - spiega quindi il New York Times - è scaturita dalla necessità dell'amministrazione Obama di sottolineare "privatamente", al di là delle dichiarazioni pubbliche, la profonda preoccupazione dell'America per un'escalation delle tensioni nell'area. Per i vertici della marina Usa, infatti, la principale paura è quella che un episodio possa scatenare lo scontro, che un ufficiale navale della Guarda Rivoluzionaria troppo zelante possa provocare una pericolosissima crisi, anche senza un vero e proprio via libera da Tehran. A Washington, infatti, sono convinti che le autorità iraniane - al di là della propaganda - non intendono dare seguito alle loro minacce. Perché bloccare lo stretto di Hormuz significherebbe innanzitutto bloccare le esportazioni di petrolio iraniane: cosa per Teheran equivarebbe a un vero e proprio "suicidio economico".

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