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Strauss-Khan, meta' francesi lo rivuole in politica

Cameriera incastrata da telefonata con marito, gambiano trafficante di droga

03 luglio, 20:46
Dominique Strauss-Kahn
Dominique Strauss-Kahn
Strauss-Khan, meta' francesi lo rivuole in politica

NEW YORK - Dopo un rapporto orale, concordato e consenziente, Dominique Strauss-Kahn ha rifiutato di pagare la cameriera del Sofitel di Manhattan che accusa l'ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) di averla stuprata. E' questa l'ipotesi presa seriamente in considerazione oggi dal New York Post, uno dei tabloid della Grande Mela, ma gli avvocati di Strauss-Kahn smentiscono: non è stato un rapporto sessuale a pagamento. "Non c'é stato nessun litigio tra le parti perché non si é parlato di denaro", hanno indicato oggi in una dichiarazione inviata all'ufficio newyorchese della France Presse i due legali dell'economista, Ben Brafman e Bill Taylor.

Dopo avere scritto, sabato, che la cameriera arrotonda lo stipendio come prostituta 'occupandosi' dei clienti dell'albergo, il Post non solo conferma la tesi il giorno dopo, ma rincara la dose. Sempre citando fonti vicine alla difesa, il tabloid di Rupert Murdoch (che era partito in quarta dedicando copertine al "perverso" Strauss-Kahn allo scoppio dello scandalo) sostiene che la donna ha continuato a vedere clienti nell'albergo di Brooklyn in cui la procura di Manhattan l'aveva sistemata per proteggerla dai giornalisti, alle spese del contribuente. Non è successo nelle prime due settimane perché la cameriera era sorvegliata 24 ore su 24, ma poi, una volta allentati i controlli, la donna ha iniziato ad invitare diversi uomini in stanza, con regolarità. Una fonte vicina alla difesa spiega al tabloid di Rupert Murdoch che dopo il rapporto con Strauss-Kahn, "convinta che lui fosse un uomo ricco, la donna avrebbe voluto essere pagata, visto che i suoi colleghi le avevano detto che si trattava di una miniera d'oro". L'allora numero uno dell'Fmi avrebbe rifiutato di pagarla, si sarebbe rivestito, per poi lasciare l'albergo. Lei sarebbe rimasta nella stanza per almeno nove minuti, mentre l'economista francese si preparava, furiosa ed insultandolo. In un lungo articolo dedicato alla vicenda, un sito serio come The Daily Beast di Tina Brown non esclude dal canto suo l'ipotesi della trappola.

Al termine del rapporto orale, la cameriera potrebbe avere volontariamente sputato il seme sul tappeto e sui muri in modo da creare una incontestabile prova del Dna. A Strauss-Kahn sono stati revocati gli arresti domiciliari venerdì, dopo la scoperta che la cameriera ha ripetutamente mentito, inventandosi tra l'altro uno stupro di gruppo subito in Africa, trasformandola così in una testimone poco credibile in caso di processo. Dopo una cena, venerdì sera, al ristorante italiano Scalinatella, 'Les Demoiselles d'Avignon' di Picasso, sabato: accompagnato dalla moglie Anne Sinclair, Strauss-Kahn ha visitato il Museo d'Arte Moderna di New York (Moma), attardandosi al bar del quinto piano, che serve ottime fette di torta. Poco prima, la coppia si era recata nella galleria commerciale di Columbus Circle, sotto le Torri Gemelle che ospitano il Mandarin Oriental, uno degli alberghi più lussuosi di Manhattan, e il Jazz at Lincoln Center, di Winston Marsalis.

META' FRANCIA CON LUI, TESI COMPLOTTO - Metà dei francesi vuole che Dominique Strauss-Kahn torni alla politica, ma i socialisti che se lo augurano sono molti di più. Intanto riprendono fiato le tesi dei complottisti amici di DSK, mentre il domenicale Le Journal du Dimanche rivela che lo spacciatore detenuto al quale la cameriera Nafissatou Diallo (detta Ophelia) ha telefonato all'indomani della denuncia di stupro non era un amico ma il marito. Il primo, atteso, sondaggio dopo il crollo della credibilità dell'accusatrice di Strauss-Kahn, rivela che la Francia è divisa a metà. Il 49% rivorrebbe in politica l'ex direttore generale del FOndo MOnetario Internazionale (Fmi), una percentuale che cresce se si considerano soltanto i simpatizzanti della gauche e che arriva al 65% se vengono interrogati soltanto i socialisti. Questo non cambia le prospettive delle primarie del partito, dove - al momento - i candidati sono quelli dichiarati con Francois Hollande e Martine Aubry in testa.

La numero 1 del partito, in particolare, non sembra destinata a cedere il passo per un eventuale ritorno di DSK. Al contrario, l'ormai famoso accordo di Marrakesh, in base al quale chi dei due fosse stato meglio posizionato sarebbe stato candidato, potrebbe giocare ora in favore della Aubry. La quale, dicono molti analisti a Parigi, potrebbe ora godere dell'appoggio di Strauss-Kahn come stretto consigliere o, addirittura, in un inedito (per la Francia) ticket da presentare alle presidenziali: Aubry presidente con DSK primo ministro. Ma al momento tiene ancora banco la vicenda giudiziaria di New York, che non è chiusa. Oggi, Le Journal du Dimanche dà il suo contributo rivelando che la telefonata che ha fatto svoltare l'inchiesta, convincendo anche il procuratore Cyrus Vance che l'accusatrice non era irreprensibile, è stata fatta da Nafissatou Diallo al marito. Non era infatti un amico o un complice il trafficante di droga che utilizzava il conto bancario della donna per far transitare il denaro sporco, ma il secondo marito della cameriera del Sofitel. A lui, Ophelia diceva di "stare tranquillo" perché - parole della donna - "so quello che faccio, quel tipo ha un sacco di soldi". Riprende vigore, intanto, la schiera dei "complottisti", coloro che vedono in tutta la vicenda una macchinazione per far fuori Strauss-Kahn dalla corsa all'Eliseo o dal vertice del Fmi. Ha cominciato ieri Bernard-Henri Levy, chiedendo che si vada "fino in fondo" alle indagini perché quello che è accaduto - ha sottolineato il filosofo - è "mostruoso".

Oggi è stata la volta del vicecapogruppo socialista, Francois Loncle, ad ipotizzare "connessioni" fra il Sofitel e la sua proprietà, il gruppo Accor, e non meglio precisati "laboratori" parigini. Dopo qualche ora il gruppo Accor è sceso in campo per negare ogni ruolo nella vicenda, definendo "diffamatorie" tutte le dichiarazioni che lo tirano in ballo nella vicenda del Sofitel di New York. E' andata giù ancora più dura Michele Sabban, deputata fedelissima di Strauss-Kahn, definendo tutta la vicenda un "attentato politico" e chiamando in causa, oltre al Sofitel, anche "quel commissario di polizia di New York di recente decorato con la Legion d'onore da Sarkozy", cioé Ray Kelly, amico del presidente della Repubblica e incaricato delle indagini su DSK.

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