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Russia: Kadyrov impone la 'sharia' in Cecenia

13 settembre, 18:40

(di Claudio Salvalaggio)
Obbligo del velo islamico per le donne a scuola e in molti edifici pubblici, poligamia, vendita limitata degli alcolici, chiusura totale dei locali per il Ramadan e delitti d'onore per punire le donne giovani o divorziate che si concedono qualche avventura: la Cecenia "pacificata" di Ramzan Kadyrov assomiglia sempre di più a una enclave musulmana dove la "sharia" sta soppiantando la costituzione e le leggi di uno Stato, quello russo, che si dichiara laico. E dove il presidente, anzi il capo della repubblica cecena, come ha voluto ribattezzarsi ieri, si erge a satrapo formalmente leale al Cremlino ma di fatto è sempre più autonomo e potente: secondo alcuni esperti, ha già conquistato per la sua Cecenia un livello di indipendenza che 15 anni di guerre e attentati non sono riuscite ad ottenere. Nel mosaico multietnico e multireligioso della Russia, la Repubblica autonoma della Cecenia sembra un'eccezione. Lo strapotere di Kadyrov e la sua islamizzazione forzata sono il prezzo pagato da Mosca in cambio di una Cecenia stabilizzata all'interno dei confini russi e della delega a combattere quel che resta dei "ribelli".

Ma per alcuni analisti il rischio è che la situazione sfugga di mano e che il Cremlino non sia più in grado di influenzare lo sviluppo della piccola repubblica caucasica, guidata da un uomo forte che conta già su una milizia personale di almeno 5.000 uomini. Un piccolo esercito che a volte agisce alla stregua della polizia religiosa di alcuni Paesi musulmani. Come è successo in giugno, quando squadre di persone in mimetica sparavano pallottole di vernice colorata a decine di donne senza il velo islamico. "Sono poliziotti", accusò l'ong Memorial. "Non so chi siano, ma quando li troverò esprimerò loro la mia gratitudine", aveva replicato Kadyrov in una intervista alla tv pubblica locale. "Sono donne nude", aggiunse, precisando che di quegli attacchi, "anche se fossero stati condotti col mio permesso, non mi vergognerei". "Mi hanno terrorizzata, ora non mi sento più libera di uscire senza il velo", confessa all'ANSA M.A., una quarantenne vittima degli assalti. "Ma - prosegue - non è solo una questione di velo: qui noi donne viviamo nell'ombra e nella paura". Dalle colonne del quotidiano governativo russo Rossiskaia Gazeta, Kadyrov lo scorso anno ha osato sostenere per la sua Cecenia non solo la poligamia, vietata dalla legge russa, ma anche i delitti d'onore: "Se una giovane donna o una divorziata se la spassa in giro, suo fratello la deve uccidere insieme all' amante". Una silenziosa giustizia privata, da società tribale, che non sale all'onore delle cronache come il caso dell'adultera iraniana Sakineh. In omaggio alla tradizione, all'identità nazionale, Kadyrov, pur posando nel 2008 per una patinata rivista di moda russa con abiti Armani e Ralf Lauren, ha bandito l'anno precedente anche la vendita di vestiti da sposa di foggia occidentale.

La sua islamizzazione permea tutta la vita quotidiana di questa repubblica di oltre un milione di abitanti dove il 90% si professa musulmano. Per la prima volta, quest'anno, nel mese di Ramadan, tuttora in corso, ristoranti e caffeterie sono rimasti chiusi anche dopo il tramonto, dopo l'ordine impartito dal mufti ceceno Sultan Mirzaiev, leader spirituale della regione e stretto alleato di Kadyrov. Lo scorso anno almeno metà dei locali restavano aperti. "E' la dimostrazione che la Cecenia vive come uno Stato separato dalla Russia", osserva Minkail Ezhiev, dell'ong Forum società civile cecena. Ma è solo l'ultima tappa di un processo che dura da tre anni. I canali tv ormai trasmettono soprattutto programmi spirituali escludendo pellicole e clip occidentali e oscurando dopo la mezzanotte anche la russa Ren tv per i suoi film moderatamente osé. Il ministero della cultura autorizza agli artisti solo il repertorio musicale tradizionale. Ed è boom di madrasse e moschee: in tutto sono alcune centinaia, mentre a Grozny c'é la moschea più grande d'Europa, intitolata al padre di Ramzan, Akhmad. Nella capitale cecena è in costruzione anche il primo centro russo per declamatori del Corano, che avrà il nome del fratello del presidente, Zelimkham. A breve Kadyrov ha promesso di proclamare giorno festivo il compleanno di Maometto, festeggiato il 9 marzo con luci laser riproducenti versetti coranici. "Prima o poi questa islamizzazione produrrà uno scontro", osserva Alexiei Malashenko, del centro Carnegie di Mosca. "Kadyrov - aggiunge - ragiona così: qui mettiamo il ritratto di Putin e Medvedev ma poi introduciamo la Sharia".

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