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"C'e' anche una pista Usa, legame Ustica-Bologna"

29 luglio, 17:26

(di Paolo Cucchiarelli)
Carlo Mastelloni, giudice a Venezia, ha per primo scoperto Gladio, è entrato per primo negli archivi segreti del Viminale, ha attraversato con le sue inchieste tutto lo spettro del terrorismo e soprattutto ha, nel lontano 1986, scoperto l'esistenza del "lodo Moro", l'accordo politico-diplomatico segreto che garantiva ai gruppi palestinesi, Fplp compreso (ala marxista), di godere di un "occhio di riguardo" in Italia, trasporto di esplosivo compreso. Sulla strage di Bologna e sui legami con quella di Ustica il giudice non ha dubbi: "sono sicuramente collegate. Siccome non credo alle coincidenze - dice il magistrato all'ANSA - penso che con l'esplosione di Bologna si sia voluto energicamente far avvertire qualificati ambienti italiani legati ai libici di finirla di fare i gendarmi occulti di Gheddafi nel Mediterraneo, di smetterla con l'altro lodo, 'il lodo Gheddafi', un protocollo segreto costruito dai nostri politici e militari nel 1970, subito dopo la presa di potere dell' ufficiale". E il terrorista Carlos, le sue allusioni, i suoi messaggi in cifra rispetto ad una responsabilità effettiva degli Usa e degli israeliani nella strage alla stazione? "La pista americana - dice Mastelloni - prescinde da Carlos che è inattendibile, prigioniero e ostaggio come è dei francesi,dei loro servizi di sicurezza e della sua vanità".

Mastelloni ha un'altra certezza, senza tentennamenti: non esiste una pista libica per la strage di Bologna."E poi... non siamo sempre stati accusati di essere filolibici ? E' una pista assolutamente priva di riscontri". Il "lodo Moro" è un cassetto ampiamente esplorato dal giudice veneziano. "Si trattò - spiega - di un complesso 'pacchetto'. Sono pochi quelli che hanno approfondito i legami tra Carlos, venezuelano, e i palestinesi. Sono pochissimi quelli che conoscono la valenza anche operativa di Wadi Haddad e dell' Fplp nel terrorismo internazionale. Carlos, oggi, non è credibile. Dire al contempo che sia estraneo alla strage di Bologna non significa però che Carlos non conoscesse la città. Probabilmente c'era stato perché teneva i contatti con gli studenti palestinesi che lì risiedevano di Fplp, compreso l' Abu Saleh Anzeh. Ma quei contatti sono stati tenuti prima degli anni Ottanta, e quindi prima della strage di Bologna, e, secondo me, sono cessati dopo l' espulsione di Carlos, quindi anche molto prima del 1979, data dell'arresto di Anzeh per il concorso nel trasporto dei due missili di Ortona". Molti indicano proprio nella vicenda dei missili Strela sequestrati agli autonomi in Ortona alla fine del 1979 un elemento idoneo a innescare da parte del Fplp una reazione contro l'Italia qualora non fosse stato liberato il palestinese arrestato con degli autonomi e se non fossero stati restituiti i due missili. La relazione è stata identificata proprio nella strage di Bologna.

"Nel 1979 Carlos già era stato espulso da ben tre anni da George Habbasch e non era piu a capo della cellula estera dell' Fplp competente per le Operazioni speciali - dice Mastelloni - gestiva ormai solo la struttura Separat, una forza residua, composta da quasi tutti i contatti, anche tedeschi, di Wadi Haddad: Separat non era che una banda armata che giravà per l' Europa. Penso che nel 1979 quei due missili fossero gestiti solo e soltanto da George Habbasch. Erano in uscita, forse diretti in Svizzera per un' azione. A Ginevra si doveva tenere una importante conferenza per l' ambiente. Era previsto l'arrivo di Kissinger, vecchio obiettivo dell'ala antisionista di Fplp. E' più che possibile che il Mossad, appresa la notizia del transito, l'abbia passata ai carabinieri del Sismi e questi alla territoriale". "Con quegli arresti della fine del 1979 e con la linea Dalla Chiesa in corso, in pieno terrorismo brigatista - aggiunge il magistrato - il lodo Moro si era ormai consumato. Lo stesso Moro, prigioniero delle Br, lo evocò chiedendo esplicitamente l'attivazione di Giovannone per la propria liberazione. Ma a fine '79, epoca dell'arresto di Pifano per i missili di Ortona, Moro non c'era piu .Era rimasta solo la sua controfigura:il colonnello Giovannone. Poca cosa senza il suo storico garante politico. Habbasch, dopo l'arresto degli autonomi, credeva che il lodo fosse ancora in piedi e pretese addirittura la restituzione dei missili sequestrati. Cossiga, Ministro dell'Interno, fece convocare in piena notte dal suo capo di Gabinetto il generale Santovito, direttore del Sismi,e il colonnello Sportelli e dal primo apprese i termini del vecchio protocollo. Per il silenzio mantenuto sul punto fino al momento degli arresti, Santovito rischiò di essere defenestrato dal Ministro".

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