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Boom di denunce: +200% in 3 anni, arriva conciliatore

Più del 200% in 13 anni. Ania, molte strutture senza assicurazione

13 maggio, 17:41

ROMA  - Denunce ai camici bianchi per gli errori in corsia che non smettono di crescere e risarcimenti che hanno tempi sempre più lunghi, mentre il rapporto di fiducia medico-paziente è messo sempre più in crisi anche dal proliferare delle informazioni sulla salute. E' la fotografia scattata dagli esperti, medici, assicuratori, sindacati, a confronto a Roma su numeri "impressionanti", 30mila denunce l'anno, con un aumento del 200% dal '94 al 2007 e a valutare possibili soluzioni. A cominciare dall'arrivo del 'conciliatore', figura prevista dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 4 marzo scorso che dà seguito alle disposizioni di una legge del 2009 sulle controversie civili e commerciali. A partire dalla prossima privamera, infatti, davanti a una denuncia di errore sanitario, sarà d'obbligo tentare una mediazione prima di arrivare in tribunale.

Una misura che è stata accolta con favore dai medici (la promuove l'88,5% dei camici bianchi), convinti che servirà da un lato a salvaguardare il rapporto con i pazienti (lo afferma il 60% degli intervistati dall'associazione Assomedico) e dall'altro, in caso di esito positivo, a preservare la reputazione dei medici, messa a dura prova da procedimenti per colpa lunghi anche anni e che nella maggior parte dei casi si concludono con l'assoluzione. I fascicoli ad oggi rappresentano il 5% delle denunce per responsabilità civile di cui si occupano le assicurazioni, ma, avverte Roberto Manzato dell'Ania (l'associazione delle imprese di assicurazione) "non sono che la punta dell'iceberg". Sono molti infatti, i singoli medici, ma anche le strutture ospedaliere "come ad esempio il policlinico Umberto I di Roma, uno dei policlinici più grandi d'Europa" a non avere una copertura assicurativa e ad affrontare 'in proprio' eventuali cause per episodi di malasanità.

Episodi che sempre più spesso i cittadini sono pronti a segnalare perché sempre più "preparati" ed "esigenti" nei confronti della sanità. "Il 29,5% degli italiani si informa sul web - ha sottolineato Maria Concetta Vaccaro del Censis - e il 12%" verifica in rete per poi discutere col medico le terapie proposte. Pazienti "sempre più competenti" mettono così in atto "comportamenti di controllo sfidando l'autorità del medico" che non è più considerato "infallibile". Pazienti sempre più informati, ha sottolineato il presidente della Fimmg Giacomo Milillo, "a volte sono portati ad avere aspettative esagerate nei confronti della medicina che ormai viene considerata come una scienza esatta" mentre è sempre, "nonostante i continui progressi" una scienza con "un margine di rischio". Nonostante il rapporto di fiducia con i medici di famiglia sia ancora forte, ha aggiunto, anche la categoria inizia ad essere colpita dalle denunce, che si attestano, per ora "attorno all'1 per cento".

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