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Prima messa dopo tragedia, pianti e speranza

Parla il parroco, chiese crollate, fede no, ora Roma ci aiuti

21 gennaio, 15:09

dell'inviato Marcello Campo

PORT AU PRINCE, 17 GEN - Con addosso il vestiti della festa, tanti sopravvissuti di Port Au Prince si ritrovano alla prima messa domenicale dopo la tragedia cha ha sconvolto le loro vite. Pregano e piangono nella chiesa di Altagrace, una costruzione del secolo scorso che ha retto alle scosse, molto meglio delle case moderne fatte di sabbia. E' una delle poche a essere ancora agibile. Siamo nel quartiere di Delmas, uno dei più colpiti dal terremoto. A destra e a sinistra della Chiesa ci sono solo macerie. All'interno delle tre navate bianche e azzurre, qualche calcinaccio. Molti fedeli hanno ancora la mascherina, tanti altri sono andati a pregare con le braccia o le gambe fasciate. Tutti cantano durante la funzione, con i loro poveri rosari di plastica bianca nelle mani. A destra dell'altare, dove officiano quattro sacerdoti, una sorta di banda musicale con strumenti caraibici. Ci sono delle tastiere ma anche dei tamburi e qualche percussione. Si canta la speranza e la disperazione. Ma si canta ad alta voce, alla disperata ricerca di conforto nella fede. Ci avviciniamo a un sacerdote. Ha trentanove anni, ma ne dimostra molti di meno. Si chiama Brillere Aupont, la sua parrocchia è crollata: "sei italiano. Sono felice di vederti qua, hai bisogno di qualcosa? Hai visto che disastro. Stiamo affrontando tantissime difficoltà - mi dice con un leggero sorriso sulle labbra - e ora abbiamo bisogno dell'aiuto della sorella Chiesa. Si, i fedeli sono tanti nonostante la tragedia. Ma le chiese sono materiali e possono crollare, la fede è spirituale ed è rimasta la stessa. Questo è un paese di credenti e lo è ancora. Sento molta gente chiedermi quel pomeriggio Dio dov'era, ma è la disperazione umana di chi non ha più nulla". Oggi il Papa ha rivolto il suo pensiero ad Haiti: "Non potevo averne dubbi. Siamo una famiglia e ora è il momento del conforto. Spero però che Roma non ci lasci soli". La messa è finita. Dopo un momento di serenità, fuori dalla chiesa la drammatica realtà ritorna negli occhi di quste famiglie. Per strada passa l'ennesimo camioncino aperto che fa da ambulanza con due feriti distesi nel cassone. E' domenica, ma a parte la messa, nessuno se n'é accorto.

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