Percorso:ANSA.it > Salvaguardia Venezia > News

Fabris, Mose Venezia importante per Italia, segno eccellenza

05 agosto, 10:44
Fabris, Mose Venezia importante per Italia, segno eccellenza Fabris, Mose Venezia importante per Italia, segno eccellenza
Fabris, Mose Venezia importante per Italia, segno eccellenza

VENEZIA - L'Italia crede nel Mose, il sistema di opere per la salvaguardia di Venezia dalle acque alte, e l'impegno principe è la sua realizzazione e la messa in opera entro il 2016, in un quadro che non privilegia solo l'aspetto ingegneristico ma valorizza e da funzione alle dimensioni paesaggistiche ed ambientali. Mauro Fabris, neo presidente del Consorzio Venezia Nuova, concessionario per il Magistrato alle Acque per la costruzione del Sistema Mose, offre questa sintesi per dare l'immagine della 'scaletta di marcia' del suo 'governo', della fase nuova che si è aperta con l'ultimazione della posa delle prime paratoie alla Bocca di Porto del Lido, vero ''punto di non ritorno'' che segna idealmente il passaggio alla fase finale di un lavoro avviato sul campo nel maggio del 2003 dopo anni di sperimentazioni.
   Fabris ricorda che ''tutto dipende dalla continuità dei finanziamenti. Devo evidenziare comunque - sottolinea - che il sistema Mose è l'opera che negli ultimi 25 anni ha avuto più continuità di finanziamenti dallo Stato tra le grandi infrastrutture. Al di la' dei governi che si sono succeduti, tutti hanno creduto in quest'opera. Il Mose è importante per il Paese e l'Italia ha dimostrato di crederci. Anche qui, per fare riferimento alle recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rispetto all'Expo, l'orgoglio italiano può rinascere''.
   In 'cassa', per un'opera che complessivamente costerà 5,5 miliardi di euro, in realtà - dopo l'ultimo finanziamento con la Legge di Stabilita' di oltre un miliardo - mancano circa 500 milioni per opere 'complementari', come gli interventi di recupero ambientale concordati con l'Ue. Questioni che il neo presidente giudica importantissime, perché il Sistema Mose può e deve svolgere anche una funzione di volano per il recupero dell'ecosistema e la rivitalizzazione socio-economica dell'intero territorio lagunare. ''Il lungo dibattito che ha accompagnato negli anni l'opera, fatto salvo che l'obbligo primario davanti al mondo è quello di salvaguardare Venezia, è servito - rileva Fabris - a far comprendere che nessuna opera può essere fatta senza coinvolgere totalmente il territorio''. Un segno di 'discontinuità' rispetto a una lettura prettamente funzionale e ingegneristica. Il sistema Mose infatti difende l'ambiente e ne rappresenta un valore aggiunto; il Mose - è sottolineato - costituisce un'eccellenza della cultura scientifica, della tecnologia e delle imprese italiane ed esercita infatti una forte attrattiva su migliaia di visitatori, non è un caso se già ogni anno circa 10mila persone chiedono di far visita ai cantieri alle Bocche di Porto.
   Il neo Presidente esprime ''la speranza di avere risposte in tempi brevi dal Governo'' in tema di ultimazione dei finanziamenti da erogare, mentre ''affida'' al neo direttore generale, l'ingegner Hermes Redi, il compito di 'leggere' la scaletta dei prossimi appuntamenti in cantiere. Il momento centrale sarà a fine estate la cosiddetta 'prova in bianco' del funzionamento delle quattro paratoie posate. ''Sarà un test di breve durata, in scala uno a uno - ricorda Redi -, che servirà non a verificare il funzionamento del Sistema, di cui siamo certi, ma a sperimentare noi stessi, al fine di far funzionare al meglio le paratoie che costituiscono le quattro barriere. Perche' se l'imperativo è il 2016, il dogma è ''finire in tempo e bene''. Sul piano della realizzazione, intanto, il Sistema sta arrivando all'80% del totale e, tra le punte d'orgoglio espresse dal Consorzio, l'accelerazione dei lavori alla Bocca di Porto di Chioggia dovuta anche al nuovo finanziamento statale.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA