Amnesty 2011:'stop a diritti negati,cittadini si attivino'

Ong compie 50 anni; a roma artisti brindano a liberta'

29 maggio, 18:48
Un momento dei festeggiamenti per il 50/mo anniversario di Amnesty International all'Ambra Jovinelli di Roma. Un momento dei festeggiamenti per il 50/mo anniversario di Amnesty International all'Ambra Jovinelli di Roma.
Amnesty 2011:'stop a diritti negati,cittadini si attivino'

«Libertà è partecipazione», cantava Giorgio Gaber. «Tutti devono partecipare per garantire la libertà», gli farebbe eco oggi Amnesty International.

Nel 50/mo anniversario della sua fondazione, la «più grande comunità globale per la difesa dei diritti umani» ha invitato ancora una volta tutti i cittadini ad attivarsi per contrastare i soprusi e le libertà negate. «Scrivete appelli, ingrandiamo il nostro movimento. Indignamoci contro i governi, i gruppi armati e le aziende che non rispettano i diritti umani», ha affermato ieri sera la presidente della sezione italiana di Amnesty International, Christine Weise, dal palco dell'Ambra Jovinelli di Roma.

Ieri sera, a cinquant'anni esatti dalla nascita di Amnesty International, 23 capitali del mondo erano in collegamento ideale l'una con l'altra per «brindare alla libertà». A Roma l'ora del brindisi è arrivata dopo uno spettacolo di musica (Paolo Benvegnù) e letture tratte dal libro «Io manifesto per la libertà». Sul palco si sono alternati artisti e giornalisti, amici fedeli di Amnesty International: da Amanda Sandrelli a Pino Marino, da Francesca Comencini a Tiziana Ferrario.

«Le donne si accarezzano, con un fiore», ha ricordato Amanda Sandrelli, dedicando il suo biglietto d'auguri per Amnesty alla difesa dei diritti delle donne. «Radko Mladic non è più ricercato, è stato preso!», la gioia del cantautore Pino Marino: parole, musica e buoni auspici che si sono susseguiti in attesa del brindisi finale, accompagnato da un inno alla libertà: «La libertà significa veramente tante cose. Le nostre libertà sono espresse nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Sono diritti innati. Rappresentano la visione di un mondo libero dalla paura. Negare, togliere o limitare quei diritti è una scelta. Agire e vivere per difenderli è un'altra scelta».

L'obiettivo di Amnesty International, impegnata anche oggi in centinaia di piazze italiane per le «Giornate dell'attivismo», è «raddoppiare il numero di attivisti in Italia, portandoli da 70 mila a 150 mila - ha spiegato il portavoce di Amnesty International per l'Italia, Riccardo Noury - e proseguire nella raccolta fondi, attraverso sms solidali al 45506, a favore dei difensori dei diritti umani, persone che in tutto il mondo si alzano la mattina per battersi per i diritti umani senza sapere se la sera torneranno a casa». Quando potrà smettere Amnesty International di lottare? «Anche in un mondo ideale - ha commentato Noury - ci sarebbe sempre bisogno di un cane da guardia come Amnesty: i diritti umani non devono essere lasciati nelle mani dei governi, appartengono ai cittadini e su questi i cittadini devono vigilare».

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