Amnesty 2011:Saviano, raccontare e' parte necessaria diritto

Scrittore commenta campagne ong in occasione 50 anni attivita'

26 maggio, 16:24

"Raccontare è parte necessaria efondamentale del diritto. Non raccontare è come mettere indiscussione il diritto. Può sembrare un pensiero astratto, ma quando si entra in conflitto con le organizzazioni criminali, il loro potere, il modo di fare, allora si inizia a capire. E si capisce perché, non solo in Italia, c'é chi investe energie e interviene non sul racconto delle cose, ma su chi le racconta. Come se il narratore fosse responsabile dei fatti che stanarrando".

Lo afferma Roberto Saviano, nel volume "Io manifesto per la libertà" diffuso da Amnesty International in occasione del 50/mo anniversario della fondazione. Commentando una campagna promossa dall'ong negli anni Settanta, sul diritto di espressione e contro la repressione del dissenso, Saviano insiste sull'importanza del raccontare le cose oggi: "Si invita per esempio a non raccontare l'emergenza rifiuti a Napoli per non delegittimare la città: quindi non sono i rifiuti che delegittimano la città ma chi li racconta. Se un problema non lo racconti e soprattutto non lo racconti in tv, quel problema non esiste. E' una sorta di teoria dell'immateriale, ma in realtà fa capire quanto sia fondamentale la necessità di raccontare".

Per quanto riguarda la parola, aggiunge Saviano, "non è la parola in sé, scritta, pronunciata, dichiarata, ripresa, che fa paura. E' la parola ascoltata, sono le persone che ascoltano e che fanno di quella parola le loro parole. E' questo che incute timore alle organizzazioni criminali. Paura che non riguarda semplicemente la repressione, loro la mettono in conto, come mettono in conto il carcere. Ma quasi mai mettono in conto l'attenzione nazionale e internazionale".

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