Amnesty 2011:fornitori media non si alleino con chi reprime

21 maggio, 12:09

''Le aziende che forniscono accessi a Internet, servizi di telefonia mobile, piattaforme per i social network e altri supporti per i mezzi d'informazione e le comunicazioni digitali devono rispettare i diritti umani. Non devono diventare pedine o complici di governi repressivi che vogliono reprimere la liberta' d'espressione e usare la tecnologia per spiare i loro cittadini''. E' quanto chiede Amnesty International nel Rapporto annuale 2011.

Nel corso del 2010, ricorda l'ong, le rivolte degli attivisti dei diritti umani e della societa' civile contro gli abusi dei potenti hanno avuto luogo anche grazie ai nuovi media. ''E' in corso una battaglia cruciale per il controllo dell'accesso all'informazione, dei mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie della rete - denuncia Amnesty -proprio mentre i social network alimentano nuove forme di attivismo che i governi cercano di irreggimentare. Come si e' visto in Tunisia ed Egitto, i tentativi di bloccare l'accesso a Internet e ai servizi di telefonia mobile possono fallire ma nondimeno i governi stanno cercando di riprendere l'iniziativa e di usare la tecnologia contro l'attivismo''. Per questo, l'ong si rivolge direttamente alle aziende fornitrici di servizi, affinche' si scherino dalla parte dei diritti umani.