Amnesty 2011: Italia male su tortura,non ha introdotto reato

20 maggio, 14:38

Tra le inadempienze dell'Italia nel campo dei diritti umani, c'e' la mancata introduzione del reato di tortura. Lo sottolinea Amnesty International nel Rapporto annuale 2011.


''L'Italia – denuncia l'ong - ha rifiutato di introdurre il reato di tortura nella legislazione nazionale'', respingendo cosi' le raccomandazioni dell'Onu. E la conseguenza piu' eclatante di questa inottemperanza, secondo Amnesty, e' stata la caduta in prescrizione di ''molte accuse'' relative ai fatti del G8 di Genova. ''A marzo e maggio 2010 – racconta l'organizzazione - la corte d'appello di Genova ha emesso verdetti di seconda istanza nei processi sulle torture e sugli altri maltrattamenti perpetrati da agenti delle forze di polizia e di sicurezza contro i manifestanti. A fine anno rimaneva aperta l'opportunita' di presentare ricorsi presso la Corte di cassazione''.


A marzo, precisa, ''la corte ha riconosciuto che la maggior parte dei reati occorsi nel centro di detenzione temporanea di Bolzaneto, tra cui lesioni personali gravi, ispezioni e perquisizioni arbitrarie, erano ormai prescritti, ma ha comunque ordinato a tutti i 42 imputati di pagare un risarcimento civile alle vittime. A maggio, ha ritenuto colpevoli 25 delle 28 persone accusate di analoghi abusi commessi nella scuola Armando Diaz, inclusi tutti gli alti funzionari di polizia presenti al momento dei fatti, e ha inflitto pene detentive fino a cinque anni.

Molte delle accuse - conclude - sono cadute a causa della prescrizione. Tuttavia, se l'Italia avesse introdotto il reato di tortura nel codice penale, la prescrizione non si sarebbe potuta applicare''.