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A Siena la bottega-museo della bicicletta

Donata alla citta' dall'ultimo esponente della famiglia di 'biciclettai'

06 maggio, 15:56
Stelio Rossi, ultimo erede di una storica famiglia di 'biciclettai' senesi Stelio Rossi, ultimo erede di una storica famiglia di 'biciclettai' senesi
A Siena la bottega-museo della bicicletta

(di Alighiero Palazzo)

Le fotografie di Gino Bartali e Fausto Coppi abbracciati dalle bandiere della contrada senese di Valdimontone alla partenza della 4/a tappa del 35/o Giro d'Italia a Porta Romana, a Siena, nel 1952: è una delle curiosita' dell'affascinante "Bottega Museo Ranieri Rossi - Cicli F.lli Rossi" che Stelio Rossi, ultimo erede di una storica famiglia di "biciclettai", ha donato alla città di Siena.

Una vera bottega d'epoca, rimasta quasi immutata, con tutte le sue strutture originali, i suoi attrezzi, la magica atmosfera del vissuto, anche se arricchita da ulteriori reperti del tempo, rintracciati da Stelio Rossi o donati da appassionati. Tutto comincia nel 1935, quando il senese Daveri, meccanico ciclista, proprietario di una bottega all'angolo tra via Oliviera e via Roma, decide di partire per l'Africa Orientale Italiana, non resistendo al fascino dell'avventura e al miraggio di diventare ricco con facilita', e offre la sua piccola impresa ai tre fratelli Rossi, Eugenio, Ranieri e Martino. I Rossi, che gia' gestiscono un'officina di costruzione, riparazione e vendita di biciclette dalla parte opposta della città, in via di Camollia, concessionari di importantissime marche nazionali, accettano di subentrargli nella gestione della sua attivita', delegando a Ranieri il compito di dirigere questa sezione della ditta.

E' l'inizio di un'avventura commerciale che neppure la guerra riesce a fermare, durata circa 40 anni e destinata a terminare soltanto nel 1975, quando Ranieri decide di acquistare un podere e ritirarsi in campagna. La bicicletta, per anni principale mezzo di locomozione e utile mezzo di lavoro, aveva iniziato a conoscere una crisi irreversibile. Arnesi e attrezzature, ricambi e accessori, faldoni di amministrazione e tutto quanto aveva caratterizzato la sua attivita' seguono Ranieri nel podere.

Da qui ripartirà il figlio Stelio quando, tornato in possesso dei locali affittati a lungo a un negozio di generi alimentari, decide di riportare ogni cosa al suo posto, come se il lungo intervallo temporale non fosse mai esistito, cercando di arricchire la vecchia bottega, divenuta museo (che ha ottenuto il patrocinio del Comune), con altri originali pregevoli ricordi del mondo della bicicletta e del ciclismo, con l'aiuto della moglie Carla.

Cosi', restituita la vecchia collocazione allo splendido banco attrezzi e alla scrivania dell'amministrazione, con tanto di tampone per l'inchiostro, timbri, telefono e faldoni con fatture e ordini, il visitatore puo' aggirarsi tra splendide targhe in stile liberty che ricordano le marche del tempo e tra le affascianti biciclette d'epoca che i Rossi fabbricavano o vendevano in qualita' di rivenditori ufficiali, con non poche sorprese per gli appassionati e tanto fascino per i non esperti del settore. La seconda parte del negozio e' dedicata al ciclismo, con l'esposizione di splendide maglie originali che riportano alla mente leggendarie squadre come Legnano, Torpado, Magniflex, Arbos. Tra le numerose perle, non passano inosservate la bicicletta di Giovanni Bianchi, socio fondatore della Robur Siena, tutta costruita da lui nel 1911 (ogni pezzo e' marchiato con le sue iniziali G.B.) e una Wolsit, sottomarca della Legnano, con la quale Enrico Sala corse il Giro d'Italia del 1910.

FOTO DI ALIGHIERO PALAZZO