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Pession: sedurro' al piano il prefetto di ferro

di Patrizia Vacalebri

Nella scena dell' incontro fatale tra il prefetto Cesare Mori e la bella baronessa Elena Chiaromonte, lui, 'Il Prefetto di Ferro', la sorprende mentre, elegantissima e discinta, con addosso solo una vestaglia, suona con passione Chopin al pianoforte, nella sua gelida casa. Troppo bella e ambigua per resisterle. Anche se lui e' Cesare Mori, l'uomo che combatte' la mafia prima a Trapani poi a Palermo fino al 1929, nei primi decenni del Novecento. La figura storica del prefetto nominato poi Senatore del Regno, rievocata da Rai1 con la miniserie in due puntate 'Cesare Mori: Il Prefetto di ferro', una coproduzione Artis Edizioni digitali spa e RaiFiction, girata in Puglia e nel Lazio (con il sostegno e il finanziamento della Apulia Film Commission e della Regione Lazio), da Gianni Lepre, ma ambientata a Gangi in Sicilia.

A raccontare qualche retroscena della miniserie in due puntate, in onda in prima serata domani e lunedi' 17 settembre, che vede protagonista l'attore francese Vincent Perez, e' Gabriella Pession, cha interpreta un cameo, il ruolo 'straordinario' della baronessa Chiaramonte. Nel cast anche Adolfo Margiotta nei panni di Spano' e Anna Foglietta, in quelli della moglie del prefetto, Angelina.

''La Baronessa Chiaromonte e' bella, ambigua, affascinante, corrotta ma fragile - svela Pession all'ANSA - e non e' assolutamente il personaggio centrale della storia. Anche se, io ho amato subito questo ruolo, perche' mi ha dato la possibilita' d'interpretare, accanto a Vincent, attore che stimo e conosco da anni, un personaggio femminile ambiguo, nella sua apparente forza e nel suo provare al contempo 'paura', chiedendo protezione dalla malavita. Ma lei e' anche forte, nel suo vincere la paura, filo conduttore di ogni storia di mafia, suonando con impeto il pianoforte nella sua casa gelida. Lei e' sola: e' una vedova ma cova 'ambiguamente' il desiderio di rinascita. Per il Prefetto rappresenta 'la tentazione'''.

Ma, ''Elena non e' assolutamente una femme fatale che seduce Cesare Mori - si corregge l'attrice - e' una donna colta, una musicista, e' bellissima. Il colpo di fulmine tra i due e' inevitabile. Lui pero' e' sposato, sua moglie e' malata e hanno adottato un bambino, Saro. Non voglio e non posso dire di piu'''. Inoltre, ''avevo sempre desiderato interpretare - aggiunge Pession - un ruolo femminile ambientato negli anni Venti per via della moda dell'epoca. Indossero' degli abiti fantastici. Il costumista che rende la baronessa elegantissima e' Walter Azzini. Poi per interpretare la baronessa ho passato ogni giorno almeno tre ore in sala trucco, a sfumare il make up che doveva sembrare naturale e farmi fare le onde nei capelli ad acqua, tutto a mano, artigianale''.

Per quanto riguarda il pianoforte, invece: ''non sono io quella che suona il concerto di Chopin - ammette - anche se qualche lezione di piano ho dovuta prenderla, ma non c'e' stato il tempo (le riprese sono durate 8 settimane) per imparare piu' di qualche accordo''. Il futuro di Pession e' all'estero. ''Non posso svelare ancora molto - conclude l'attrice - ma ho accettato di lavorare per una grande casa di produzione straniera''.

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